Fertilità, news per trentenni laureati

C’era una volta lo Stato Italiano che voleva fare il FertilityDay.

Sembra passato un sacco di tempo dalla polemica, dalla bufera, dalla tragedia, eppure è solo un anno.
Le intenzioni, sappiamo, non erano malvagie, ma la gestione della comunicazione è stata pessima. Soprattutto perchè forse ha generato una gran confusione tra il termine fertilità (biologico, che sta diventando un problema italiano) e la parola natalità (sociologica, che è Il Problema Italiano).

Per fortuna nel giro di 12 mesi le cose sono cambiate, la comunicazione ha fatto passi avanti giganteschi riguardo la promozione di sani stili di vita!
…cosa c’è di maledettamente più marcio nella comunicazione se non fare un LOGO con l’hashtag?!

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Cose da strapparmi gli occhi.

E’ come intitolare un nuovo cinema “Modernissimo” o “Progresso”: l’apoteosi dell’improbabile paradosso. Vecchi. Siete vecchi dentro.

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In ogni caso il sito #IdeeFertili che sta sviluppando la Società Italiana di Fertilità e Sterilità (SIFeS) è esteticamente bello. Ovviamente il cash l’ha messo una farmaceutica privata. Non solo, nella home (qui) trovate un quiz su “scopri quante ne sai” che è davvero interessante e per nulla banale se non che… anche io ne ho sbagliata qualcuna!

Ora, se una sessuologa sbaglia qualche risposta ad un quiz sulla sterilità pensato per i gggiovani (14 – 26 anni), penso ci sia qualcosa che non funziona dal punto di vista comunicativo. Soprattutto pensando che il sito è stato creato in risposta ad una ricerca condotta questa primavera su quasi 1500 ragazzi: che domande avranno posto? Il linguaggio è esageratamente tecnicoscientifico.

O meglio, in realtà penso che hanno centrato il target che più è in difficoltà con il tema della fertilità: i trentenni laureati. Quegli uomini troppo giovani per aver fatto la visita urologica a Naia, quelle coppie troppo studiate per essere uscite di casa ancora ventenni, quei ragazzi degli anni ’80 che sono stati contagiati dallo spot sull’AIDS da mettere i brividi, quelli troppo vecchi per poter googlare “ho una perdita biancastra” a 17 anni.
Insomma noi, i “modernissimi”.
Ecco dunque un ottimo sito da seguire per trentenni che sanno che l’orologio biologico ticchetta. Ciò che avrebbe dovuto fare la Lorenzin è stato realizzato da una farmaceutica che ha a sua volta sbagliato il target. Olè.

Un abbraccio, miei coetanei, ed un consiglio:

prendetevi cura della vostra salute di coppia, nessun altro lo farà.

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Ed invece, video promozionali fatti bene:

PS. Un dato rilevante vero e valido che è emerso dalla ricerca: 9 ragazzi su 10 non hanno mai fatto una visita urologica/andrologica. Regà: eddai.

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