Orgasmo: quale scopo?

Sul web c’è tutto.
Per quanto si sia già scritto molto dell’orgasmo sento che ancora c’è la necessità di aggiungere alcune informazioni e riflessioni.

La prima motivazione che mi spinge a scrivere è l’essere riuscita ad accedere ad una montagna di domande raccolte negli scorsi giorni su Instagram da MySecretCase. Le stories dell’azienda sono state sommerse da dubbi e perplessità delle ragazze online e questo dimostra che è necessario che se ne parli. Sono ancora tante le incertezze e le informazioni confuse. Inoltre l’argomento è delicato.

La seconda motivazione è legata all’attività clinica che svolgo: ho incontrato molte donne che mi hano parlato dei loro orgasmi. E anche dei loro non-orgasmi.
Avevano già letto tutto su internet, avevano raccolto montagne di informazioni. Ma le informazioni non erano assemblate tra loro: lo sguardo del professionista interpreta la domanda e coglie quali sono i dettagli che sono sfuggiti alle iternaute. Internet ha moltissime risposte, bisogna però saperle interpretare agli occhi saggi di chi conosce non solo il fenomeno, il dato, la ricerca, ma anche come questo si incastra in ciò che era precedentemente conosciuto.

Ecco quindi ciò che credo sia rilevante da sapere a proposito degli orgasmi femminili.

Art + Commerce - Artists - Illustrator - Mats Gustafson - Editorial

COS’E’ UN ORGASMO?

C’è solo un tipo di donna che fa questa domanda: ovvero chi non l’ha mai provato. Forse per poca esperienza (giovane età, casi della vita, scelte), forse per un’anorgasmia primaria (non aver mai raggiunto l’orgasmo nonostante diversi tentativi mirati: qui serve un colloquio clinico per capire la situazione!).

Per chi non lo ha ancora sperimentato è necessario focalizzarsi su un tema importante: l’orgasmo è come uno starnuto. Si tratta di un riflesso involontario causato da una reazione ad uno stimolo esterno. Un gruppo di ricercatori del Mit sostiene che lo starnuto è uno dei momenti di vita nei quali siamo più vicini alla morte (video). Il nostro corpo però, invece che liberare goccioline di saliva e muco, libera endorfine e ossitocina nel cervello a tal punto che la mente ripensa a quello che sta accadendo e dice “no, vabbè, ma che figata!” e si lascia andare come fosse una piccola morte (detta anche The Little Death).

Ce film, intitulé "Le Clitoris", entend aller à l'encontre d'idées reçues sur cette partie de l'anatomie féminine "ignorée", en retraçant son "histoire méconnue".

Spiegone per gli uomini: si hanno piccole contrazioni ritmiche della zona genitale che possono essere accompagnate da sensazioni di spasmo (la schiena di innarca, i piedi si tendono, la pelle si arrossa) e sensazioni di abbandono e benessere (calore diffuso, spossatezza).

Intendo dire che il riflesso è involontario, ma la codifica è mentale.
L’orgasmo è più simile alle convulsioni che al piacere. E’ la testa che ci dice che si tratta di piacere! L’orgasmo inteso come estasi non accade nei genitali, accade nella testa.

COME FACCIO AD OTTENERE UN ORGASMO?

Come faresti con uno starnuto: non ci sono ricette assicurate, ci sono solo strategie che mediamente riescono a farti accedere più facilmente alla risposta incontrollabile che è l’orgasmo. Sai già che gli starnuti possono aumentare di probabilità se sei raffreddata, se annusi il pepe, se guardi il sole, se ti fanno il solletico alle narici (altre idee bizzare qui)… però ognuna di noi è differente ed ha accesso in maniera personale e particolare all’orgasmo.

Per l’orgasmo femminile abbiamo molte possibilità, come molte sono le possibili anatomie del femminile: possiamo solleticare il clitoride esterno/interno, possiamo insistere sul punto G all’interno della vagina, possiamo provare a giocare con i capezzoli, con l’ano, con le svariate zone erogene, con la sola fantasia… blablabla ma a proposito di questo trovi di tutto su internet. Googla. Fai quello che ti pare, ma non farti del male e cerca di non prendere malattie sessualmente trasmissibili.

Yoga Illustration Mixed Media
Ogni orgasmo è di prima classe.
Se qualcuno vuole farti sentire sbagliata, c’è qualcosa di sbagliato.

Le Clitoris, il corto sull'orgasmo di Lori Malepart Traversy | Collater.al

Precisazione per gli uomini: le donne sentono molto il ciclo ormonale. Ci sono dei periodi nel mese nei quali hanno più desiderio, altri periodi in cui ehm… no.

QUAL E’ IL METODO MIGLIORE?

La donna è come una macchina: ha un freno a mano, un acceleratore e un freno a pedale per le frenate brusche. Altro che donne e motori.

Parliamo di acceleratore e di tutto ciò che preme in quella direzione: una buona salute fisica (anche del perineo), un contesto romantico e alcuni contenuti erotici.

La storia romantica serve: voglio intervistare personalmente le ragazze che dicono di provare piacere facendo sesso nel bagno della discoteca. Solo l’11% delle ragazze universitarie americane riferisce di raggiungere l’orgasmo la prima volta con un nuovo partner, mentre la percentuale sale al 67% per le studentesse la cui relazione dura da almeno 6 mesi.
Potrebbe essere che il “proibito” del bagno pubblico renda la cosa eccitante, ma credo possa compararsi con la scomodità della posizione.

C’è solo una tecnica erotica che funziona: la strada del desiderio. Se non c’è desiderio, se non c’è eccitazione, non c’è orgasmo. Nel divertente video a seguire la sessuologa Lorena Berdun spiega bene la dinamica con uno squisito accento madrileNo che evoca molto il mio Erasmus a Madrid ❤ . Guarda lo schema che disegna alla lavagna:

Il desiderio sessuale è una tensione che vuole essere risolta in uno o più picchi.

Non è naturale che una ragazza si stimoli per comprendere come è fatta la propria anatomia ed automaticamente giunga all’orgasmo. Anzi, sarebbe anche un po’ buffo. Potrebbe essere biologicamente possibile, ma non è questa la strada maestra. A volte capita addirittura che alcune donne stuprate raggiungano l’orgasmo ma questo non significa che a loro sia piaciuto, significa semplicemente che il corpo ha avuto una reazione automatica. E’ molto importante capire la differenza tra automatismo fisico e codifica mentale.

love Mats gustafson so much!

ORGASMO: QUALE SCOPO?

Eccoci tornate al titolo. In studio spesso chiedo “ma perchè?! Quale fine hai nella tua testa? A cosa ti serve?“.

Perchè vogliamo un orgasmo? Attenzione, perchè le risposte a questa domanda sono tutte molto valide. Una delle più probabili ragioni per le quali le coppie fanno sesso è perchè è un ansiolitico e antidepressivo: ovvero fa dormire meglio e attenua le brutte avventure della giornata.

Voglio che trovi la tua risposta. E, attenzione bene, la risposta “perchè è bello” non vale, è semplicemente tautologica. Non dice nulla di più della domanda.

Cosa desideri da un orgasmo?

Vuoi sentirti fusa, attraente, piena, rilassata, divertita, perversa, curiosa …? Quello è il tuo acceleratore. E’ quello che ti farà venire.

A questo proposito non mi spiego la frenesia di voler avere uno squirting a tutti i costi: è scomodo! Certamente siamo liete di non dover più subire il pregiudizio sociale delle piscialetto nel caso si abbia uno spruzzo dall’uretra, perchè è stato capito scientificamente che non era semplicemente incontinenza di pipì… ma a cosa sia dovuta questa moda indecifrabile di voler tutte acquisire l’abilità di essere scomode a letto proprio mi è oscuro! Non è vero che l’orgasmo è più intenso se squirti perchè l’orgasmo è nella testa.

E non è importante cosa hai nelle mutande se non hai un cervello a cui connetterlo!

Cristian Seisdedos

DOMANDE VARIE SU ORGASMO E RAPPORTO SESSUALE PENETRATIVO VAGINALE…

Hanno una sola risposta: sono poche le donne che hanno un orgasmo perchè c’è qualcosa che le stantuffa in vagina. Quello è il modo maschile di raggiungere l’orgasmo.

Solo 1 donna su 3 raggiunge l’orgasmo finchè c’è una penetrazione vaginale. Finchè, non perchè.

COSA MI FRENA?

Preoccupazioni, stress, ansia, vergogna, tristezza, giudizio, senso di inadeguatezza. Queste possono essere causate anche e soprattutto dalla tua ricerca ossessiva di un orgasmo su Google.

Sono ricerche fuori di te e non dentro di te.

Il piacere è un processo che coinvolge molte parti della tua persona, non solamente uno stato.

Cerca di vedere in grande, non nello specifico. Non cercare il punto specifico che premuto darà l’effetto sperato. Non funziona così! Funziona solamente se ti prendi cura di te e del tuo corpo e crei condizioni di fiducia e desiderio attorno a te.

Estro ed irriverenza: la ricetta Marcos Chin | PICAME

 

 

Per altre domande, sono qui!

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Asessualità sensazionale a Le Iene

A-SESSUALITA’, non è mica una novità.
Qui ne parlo in un articolo del 2012: Più Diritti Sessuali… o asessuali?.
Figuriamoci che lo scorso anno una nota azienda di materassi spagnola ha pubblicizzato i propri prodotti con il seguente slogan: “il letto è l’ultimo bastione di libertà che ci rimane. Alla Flex pensiamo che sul tuo letto tutti possono fare – o non fare – quello che gli pare. Perchè la notte, la notte è nostra“.
 
Le Iene sono sempre sensazionalistiche e l’intervistatore Matteo Viviani pone delle domande tendenziose e pregiudizievoli da farmi venire il prurito alle mani (vabbè, ma io sono una con la collera e lo sdegno facile).
 
Quante faccine WOW hanno ottenuto sui social! Che meraviglia, l’ennesimo circo delle bestie rare a Le Iene!
Discreto e attento invece il breve intervento del sessuologo Fabrizio Quattrini…
Per la verità il movimento degli a-sessuali è attivo e si fa potentemente sentire: mi capita di avere in studio ragazzi e ragazze che ritengono di essere a-sessuali, anche se spesso sono solo confusi dal mondo delle etichette.
Avere un nome per descriverti è rassicurante, non c’è dubbio.
La comunità scientifica ancora si interroga sulla tematica: è calo del desiderio? E’ avversione sessuale? E’ asessualità? Come condurre una diagnosi corretta? Sapendo che la metà dei casi in consultazione sessuologica sono legati al disturbo del desiderio bisogna essere davvero ben informati per non cadere nell’errore diagnostico di pensare che l’asessualità (sana) sia un calo del desiderio lifelong (potenzialmente curabile) o il contrario.
Il tema scientificamente rilevante per cui vi suggerisco di leggere questa analisi della relazione tra asessualità e DSM-V, il manuale diagnostico dei disturbi psicologici usato in tutto il mondo per le diagnosi: L’Asessualità nel DSM5. Intersexioni (brav*! vi seguo sempre!) analizza come vengono percepiti gli orientamenti sessuali dagli psicologi e psichiatri.
Interessante è infatti questa loro valutazione, con la quale mi scontro quotidianamente in studio: “Innanzitutto, così come per altri cosiddetti “disturbi sessuali”, il DSM non dà indicazioni riguardo a cosa sia considerato “normale” o “non patologico”, ma allo stesso tempo non manca di descrivere taluni disturbi (incluso l’HSDD) come ipo- o iper- rispetto a una norma mai definita.”.
Dal DSM-5: “se sei asessuale non hai un calo del desiderio”:
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Mi capita di vedere “persone googlate“: cioè che costruiscono la loro identità facendo surf sulle pagine dei risultati di Google. Apprezziamo la ricerca, ma la questione non è semplicissima: la costruzione dell’identità sessuale è un mix tra sesso d’appartenenza, espressione di genere e orientamento sessuale. La ricerca online è fondamentale per confrontarsi ma deve essere ancorata ad un quadro di riferimento che sappia leggere le informazioni che ne scaturiscono. L’identità sessuale infatti non è meramente un equilibrio delicato, ma piuttosto di un sistema in evoluzione continua che necessita di essere svincolato dai pregiudizi sociali e personali per poter crescere e maturare.
Molti sono infatti anche i pregiudizi personali: “se sono asessuale devo comportarmi secondo una certa etichetta, si presuppone che io faccia, dovrei avere queste fantasie…”. Chiaramente ciò accade anche per altri orientamenti (ad esempio l’eterosessuale o l’omosessuale) che invece di essere semplicemente una espressione di sè diventano l’espressione di un comunità culturale di appartenenza. Quanto è difficile, ad esempio, essere omosessuali se si viene automaticamente valutati come esponenti della cultura gay.
Insomma non è una questione sensazionalistica, anzi. E’ un tema di dibattito culturale che mette in discussione molti dei cardini della società contemporanea tra i quali “perchè l’umanità fa sesso” soprattutto ora che il concepimento può avvenire anche in laboratorio.
Un’analisi liberante-liberatoria in un recente articolo, tradotto in italiano qui, scritto da un asessuale cismale forse romantico o eterotomantico o forse no.
E’ in arrivo una nuova rivoluzione sessuale?
 
(Il color viola dell’asessualità è colore Pantone 2018, parliamone)

Fertilità, news per trentenni laureati

C’era una volta lo Stato Italiano che voleva fare il FertilityDay.

Sembra passato un sacco di tempo dalla polemica, dalla bufera, dalla tragedia, eppure è solo un anno.
Le intenzioni, sappiamo, non erano malvagie, ma la gestione della comunicazione è stata pessima. Soprattutto perchè forse ha generato una gran confusione tra il termine fertilità (biologico, che sta diventando un problema italiano) e la parola natalità (sociologica, che è Il Problema Italiano).

Per fortuna nel giro di 12 mesi le cose sono cambiate, la comunicazione ha fatto passi avanti giganteschi riguardo la promozione di sani stili di vita!
…cosa c’è di maledettamente più marcio nella comunicazione se non fare un LOGO con l’hashtag?!

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Cose da strapparmi gli occhi.

E’ come intitolare un nuovo cinema “Modernissimo” o “Progresso”: l’apoteosi dell’improbabile paradosso. Vecchi. Siete vecchi dentro.

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In ogni caso il sito #IdeeFertili che sta sviluppando la Società Italiana di Fertilità e Sterilità (SIFeS) è esteticamente bello. Ovviamente il cash l’ha messo una farmaceutica privata. Non solo, nella home (qui) trovate un quiz su “scopri quante ne sai” che è davvero interessante e per nulla banale se non che… anche io ne ho sbagliata qualcuna!

Ora, se una sessuologa sbaglia qualche risposta ad un quiz sulla sterilità pensato per i gggiovani (14 – 26 anni), penso ci sia qualcosa che non funziona dal punto di vista comunicativo. Soprattutto pensando che il sito è stato creato in risposta ad una ricerca condotta questa primavera su quasi 1500 ragazzi: che domande avranno posto? Il linguaggio è esageratamente tecnicoscientifico.

O meglio, in realtà penso che hanno centrato il target che più è in difficoltà con il tema della fertilità: i trentenni laureati. Quegli uomini troppo giovani per aver fatto la visita urologica a Naia, quelle coppie troppo studiate per essere uscite di casa ancora ventenni, quei ragazzi degli anni ’80 che sono stati contagiati dallo spot sull’AIDS da mettere i brividi, quelli troppo vecchi per poter googlare “ho una perdita biancastra” a 17 anni.
Insomma noi, i “modernissimi”.
Ecco dunque un ottimo sito da seguire per trentenni che sanno che l’orologio biologico ticchetta. Ciò che avrebbe dovuto fare la Lorenzin è stato realizzato da una farmaceutica che ha a sua volta sbagliato il target. Olè.

Un abbraccio, miei coetanei, ed un consiglio:

prendetevi cura della vostra salute di coppia, nessun altro lo farà.

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Ed invece, video promozionali fatti bene:

PS. Un dato rilevante vero e valido che è emerso dalla ricerca: 9 ragazzi su 10 non hanno mai fatto una visita urologica/andrologica. Regà: eddai.

Erotico, punto di vista femminile.

Non è facile trovare ciò che le donne ritengono essere del materiale erotico, da una googlata. Spesso ne discuto, qui in studio.
Ho visto molte ragazze che mi dicono che i video di youporn non dicono loro nulla. Oscenità poco interessanti, che non eccitano, che passano tra il disinteresse e il disgusto.
Alcune hanno letto 50 Sfumature di Grigio, apprezzano di più la storia, come fosse un grande ritorno degli Harmony che così andavano di moda anni fa, dall’edicolante. Ricordate la serie di libri passionali a basso costo? Esistono ancora, pubblicati incessantemente dal 1981, con centinaia di nuovi titoli ogni anno.
[NDR. Per un’incredibile fatalità che non posso non segnalarvi con tono divertito (!) proprio da domani sarà in vendita un romanzo che parla di una psicologa esperta di sessuologia che si ritrova a lavorare in una clinica per disfunzioni sessuali e deve apprendere velocemente, sulla sua pelle, tutte le dinamiche scottanti del sesso. Il suo partner è un collega figaccione che sta investigando la relazione tra materiale pornografico audio ed eccitazione femminile. Il libro si chiamerà Lezioni Fuori Orario e potete leggerne uno stralcio qui.]

Cos’è il fulcro del desiderio femminile?

La stessa domanda se la sta ponendo un’abile illustratrice (forse) francese che vi consiglio di tenere sott’occhio: Apollonia Saintclair. Sta pubblicando sotto pseudonimo le sue tavole erotiche in una collezione di tre libri. Una rassegna intitolata Ink Is My Blood.

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Ho selezionato qui le più realiste e meno pornografiche, che possano stuzzicare la vostra attenzione ma non scandalizzare i cuori e le anime.

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Sta raccogliendo molti consensi, la sua operazione di crowdfunding per la pubblicazione del secondo volume ha superato le aspettative. Rimangono 5 giorni a disposizione per sostenere la stampa del libro con 130 tavole erotiche, un po’ ironiche, un po’ dark.
Molto noir, a volte realiste, a volte surrealiste. Forse a tratti ricorda Milo Manara, ma è proprio il punto di vista che vuole fare la differenza: è femmina!

Qui il crowdfunding.

Un successo inaspettato? Forse è riuscita a colpire l’immaginario, ad accedere al proprio senso del piacere e a renderlo fruibile. Riesce a parlare alla parte nascosta, chiaramente, nero su bianco. Non sono semplici tavole erotiche, qui c’è del genio. Introspezione. Ricerca. Immagini che parlano di sensazioni vere. Vuole illustrare le possibilità della sessualità, liberare l’immaginario che è stato colonizzato (Latouche porta pazienza, ma è vero ❤ ).

Trovate una sua interessante intervista qui sul magazine Dazed che parla di avanguardie culturali.

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Non solo libri…

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In chiusura, senza dubbio, la mia immagine preferita: irriverente, divertente, femminile, giovane. Stupenda! Quando l’ho vista ho proprio pensato che in fondo io, a questa Apollonia, mi sa che voglio bene. Grazie che ci sei!
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PS. Se siete a conoscenza di materiale interessante che può essere clinicamente rilevante per i disturbi del desiderio maschile e femminile… scrivetemi in privato! Aspetto sempre suggerimenti! 😉

SEX PILLS – La monogamia è una moda.

Scrive nel 1974 la nota psicoterapeuta Helen Singer Kaplan, madre di tutti i sessuologi del mondo:

Parallelamente va diffondendosi la monogamia: osserviamo sempre più coppie sposate di mezza età che, insoddisfatte della propria vita sessuale, preferiscono migliorarla piuttosto che rischiare incontri sessuali con nuovi partner.

“Va diffondendosi la monogamia” è una scelta lessicale importante.
La Kaplan attribuisce questa tensione alla coppia a due novità dell’epoca: la lunghezza sempre maggiore della speranza di vita media e la diffusione di una consapevolezza verso le malattie sessualmente trasmissibili.

Perchè questa frase, inserita nel Manuale Illustrato di Terapia Sessuale, è così significativa per me? Perchè spesso crediamo che la visione moderna della famiglia nucleare fedele a se stessa sia sempre esistita. Invece si tratta di un prodotto culturale altamente contemporaneo e presupporre che sia sempre stato così è, perlomeno, “un po’ egoista e poco fantasioso e forse un po’ cattolico, e poco divertente, molto presuntuoso, molto limitante“.

casa sull'albero di famiglia allargata
Un tempo le coppie non erano statiche: i mariti andavano in guerra e le donne morivano di parto. Molti venivano lasciati agli orfanotrofi. I cadetti erano iscritti ai seminari e nei monasteri. Le donne senza dote rimanevano serve zitelle della famiglia d’origine. Non era semplice avere figli, il ciclo arrivava a 20 anni, molte donne in menopausa precoce venivano ripudiate per questo. La mortalità infantile era elevata e spesso le famiglie non erano che comunità di sopravvivenza: uomini, donne e bambini che si organizzavano per vivere. Ed inoltre… sorelle che si spartivano i figli per garantirsi serenità per la vecchiaia, le balie e fratelli di latte, le adozioni in età adulta.

Basti pensare ad Enrico VIII d’Inghilterra ed alle sue 6 mogli. Ebbe 3 figli che sopravvissero e che vennero considerati legittimi, di cui un solo maschio che ereditò per primo il regno. Ma morì giovane. E quindi furono le sorellastre ad ereditare la corona inglese: una non ebbe figli, la seconda non si sposò mai.

enrico ottavo VIII d'Inghilterra e le sue sei mogli con Anna Bolena

La monogamia è attuale e di gran moda. Lo notava la Kaplan negli anni settanta. Prima c’era una società non mantenuta assieme grazie all’amore… riusciresti ad immaginarla?

Far reggere un’intera famiglia appoggiandosi sul variabile sentimento dell’amore è una scommessa moderna in questo mondo di benessere, salute e pace.
Voler riaccendere il desiderio, pretendere un’intimità più soddisfacente, acquisire la capacità di comunicare all’interno della coppia sono esigenze moderne, figlie del nostro tempo.

Preservare l’amore di coppia va oltre l’eredità dei nostri antenati.

E’ una scelta. E’ un dono della nostra epoca.

I Dispacci dalla Vagina

In questi giorni molto fa discutere la nuova produzione video de The Guardian, il quotidiano britannico, che ha deciso di aggiugere alla sua versione digitale una serie di video dedicati ai genitali femminili. Direi quasi un giornalismo d’inchiesta!
Infatti la giornalista inglese Mona Chalabi e la regista statunitense Mae Ryan cominciano un viaggio di esplorazione per rompere i tabù sul sesso femminile, parlando di anatomia, mestruazioni, orgasmo ed educazione sessuale.

Molte donne non si sentono a proprio agio con il loro corpo. E molte non lo conoscono abbastanza”, dice Mona, in dialetto veneto un nome che fa da garanzia.

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Mixano incredibilmente i modi per parlare dei genitali femminili: accostano la neuroscienza all’arte, partecipano alle riunioni e creano focus group, fanno interviste a donne e uomini di ogni età e si raccontano in prima persona… in un calendoscopio di possibilità… purchè se ne parli!

Mi piace la modalità di presentazione delle tematiche del femminile perchè non giudicanti. Si tratta di allargare le conoscenze, aumentare la propria capacità critica di saper prendere delle decisioni a proposito della propria salute genitale.
Direi di un femminismo di seconda generazione, quello che cerca consapevolezza del femminile ed assunzione di responsabilità, piuttosto che un nemico contro il quale battersi.

Nel primo episodio Mona e Mae vanno in giro per New York con una vulva gigante, incontrano una ginecologa, una chirurga specializzata in plastica vaginale e una donna transessuale per cercare di conoscere l’anatomia femminile e capire perché fa ancora tanta paura.
Qui potete trovare, tradotto da L’Internazionale, il primo episodio sottotitolato in italiano ed, a seguire, gli altri tre.

Dispacci della Vagina: primo episodio, La Vulva

Invece, per chi se la cava con l’inglese e sa cogliere le sfumature delle parole scelte, potrete trovare i video caricati su youtube.

Pagare il sesso per mio figlio disabile.

Ecco, questo sì che è un titolo che cattura l’attenzione!

Potrebbe sembrare una frase addirittura troppo forte. Eppure, davvero, di questo si parla ai convegni di sessuologia. E’ lecito pagare una prostituta perchè possa far conoscere il sesso ad un ragazzo con disabilità? Oppure devono essere i genitori ad insegnare i segreti della masturbazione ai figli?
Esistono altre soluzioni, magari più etiche e legali?

ETERNI RAGAZZI…

Il problema è sincero e sentito.
Perchè nonostante i disabili vengano considerati sempre ragazzi, non sono degli angeli senza pulsioni! Quante volte mi è capitato di sentire gli operatori dire “oggi sono stato coi ragazzi al lago di Fimon, per fare un giro” quando i ragazzi hanno anche 30 anni più degli sbarbatelli che li accompagnano. Se un uomo cinquantenne con disabilità intellettiva viene portato al lago da una giovane OSS, ecco, direi che lui potrebbe dire di essere stato in giro coi ragazzi, non di certo lei. Non sono ragazzi prepuberi. Sono uomini e donne: hanno pulsioni ormonali, storie d’amore e di rifiuti, come tutti noi. Si arrabbiano. Si eccitano.

…CON VITE AL LIMITE

Le difficoltà sono differenti per ogni tipo di disabilità che potremmo distinguere in due grandi categorie: mentale/fisica ed acquisita/dalla nascita. Ad esempio un ictus avuto a 45 anni crea dei danni cerebrali che portano ad una vita differente rispetto al ritardo mentale dalla nascita. Oppure nascere senza arti come Simona Atzori è ben diverso dal perderli in un incidente stradale come è successo ad Alex Zanardi.
In ogni caso sono vite che hanno come aspetto centrale la creazione di un’autonomia creativa formata attorno al limite.

CONVEGNO “DISABILITA’: SESSUALITA’ COME DIRITTO”

Sono stata ad un convegno, la scorsa settimana. Ho preparato anche io un contributo, davvero interessante a dire il vero, sull’educazione alla sessualità femminile nella disabilità acquisita. Avevo una gran voglia di fare bella figura perchè avrei parlato dopo Antonino D’Amato e Fabrizio Quattrini, i sessuologi che in Italia si potrebbero definire i più esperti di disabilità.
Quattrini è un’esponente dei Lovegiver, un progetto che vuole la creazione in Italia della figura dell’assistente sessuale. Non è che lo dice e basta: hanno presentato un disegno di legge nel 2014, il DDL 1442. Svelto e conciso lo trovate nel sito del Senato qui.
L’assistente sessuale è una figura che si occupa dell’educazione alla sessualità per i disabili. Farà un corso di 200 ore dopo il diploma. Sarà testata attraverso test psicologici come l’MMPI. Condurrà al massimo 10 sessioni con ogni disabile per impedire l’innamoramento reciproco. Non farà sesso penetrativo, ne’ orale. Permetterà al disabile di conoscere il proprio corpo, gli insegnerà a provare piacere, costruirà una relazione basata sul contatto.
Quattrini ha già incontrato 80 candidati per questo corso, moltissimi dei quali sono già infermieri, OSS, fisioterapisti… La maggior parte già svolge un altro lavoro in ambito sanitario, vuole solo migliorare la sua formazione per essere più utile ai pazienti che segue.

I MIEI DUBBI

Al convegno ero talmente assorta che non ho fatto domande. Ma ho i miei dubbi.
Ho deciso di renderli pubblici qui per creare un dibattito, forse la mia visione è lacunosa, magari qualcuno potrebbe aiutarmi a prendere posizione. O forse c’è in giro un’idea geniale per risolvere questo dilemma: è solo necessario confrontarsi!

E’ necessario un DDL per creare una nuova figura?

A mio parere no. Sembra che l’assistente sessuale in questo momento non esista in Italia perchè andrebbe a cozzare con la legge Merlin.
Non credo sia vero: in Italia la prostituzione non è reato. Lo sfruttamento della prostituzione lo è. Diciamo piuttosto che è lavoro nero perchè non esiste un Codice Attività presso l’Agenzia delle Entrate che possa permettere l’apertura di una Partita Iva riferita solo alla prostituzione.
D’altronde, fa notare proprio Quattrini, non esiste nemmeno il Codice Attività per i sessuologi. Infatti tecnicamente non esistono i sessuologi in Italia. Ognuno di noi fattura le sue prestazioni in base alla professione principale, ovvero “consulenza psicologica” per quanto riguarda me, Quattrini e D’Amato. Infatti si sta presentando proprio in questi tempi una richiesta allo Stato di riconoscimento rispetto al lavoro specializzato che facciamo. Eppure al momento non c’è nulla, e nonostante questo lavoriamo. Perchè non potrebbe accadere lo stesso al fisioterapista che vuole fare l’assistente sessuale? Fattura come fisioterapista libero professionista e poi si dedica alla sessualità.

A Firenze ho una cara amica e collega fisioterapista che si dedica solo ed esclusivamente al perineo: Desiree. Non credo che qualcuno possa dire che non è parte del suo lavoro toccare la zona genitale, aiutare il paziente a riscoprire la sua anatomia, aiutarlo ad esplorarsi.
La mia superamica Elena, ostetrica e consulente sessuale, ha portato come tesi presso la scuola Elementale di Arte Ostetrica l’uso dello specchio nell’esplorazione delle donne. Ora conduce con successo corsi sul perineo che terminano con una visita di valutazione.

Forse queste donne pioniere dovrebbero essere segnalate per abuso di professione e reato di prostituzione?

Sono davvero necessarie queste figure in Italia? Non sarebbe invece meglio lavorare sulla costruzione di una rete di professionisti già specializzati nel settore che possono acquisire maggiore sensibilità nei confronti della disabilità? Non si dovrebbe porre il problema all’interno delle equipe delle Comunità e delle Case di Riposo, dei Centri Diurni e degli Ospedali? Così che ogni professionista che passa nella vita di un disabile abbia la sensibilità di confrontarsi sulla sessualità. Ad ognuno il suo pezzetto: lo psicologo un po’, il fisioterapista un po’, l’OSS un po’, e poi i gruppi di confronto, le famiglie, la società…

Perchè non può essere Desiree la professionista giusta per la riabilitazione di un perineo di una donna che ha subito un incidente?
Da 12 anni studio psicologia sociale e sessuologia: davvero la mia formazione per la costruzione di modelli di educazione alla sessualità può essere abbattuta da un corso di 200 ore? Fatico a crederlo.

Se il DDL prevedesse la rinascita della prostituzione potrei capire che si tratta di un’importante novità. Ma qui si parla di educazione alla sessualità a 360gradi… meno 1, ovvero il sesso. Perchè di sesso agito in realtà non si parla.

Come mai del resto in Italia. Anche perchè c’è quel “piccolo” dettaglio della circonvenzione di incapace che rimane essere reato…

Insomma, non credo possa essere la svolta. Qualcos’altro forse. Ma non questo.

Oppure, forse, non riesco a credere che per alcune persone gli abbracci possano essere solo a pagamento.

— !!! video interessanti !!! —

Risultati immagini per the special need

UNO:
Ne approfitto per sponsorizzare il bellissimo documentario del 2014 sul tema The Special Need, girato tra il Friuli, l’Austria e la Germania alla ricerca di assistenti sessuali per il divertente Enea… un mio coetaneo con un po’ di autismo e molta (aiutatemi a dire molta) voglia di. Molta. Ce la faranno i suoi amici a soddisfarlo? Ma soprattutto… cosa vuole Enea in realtà?
[nono, non sono sardi, sono friulani, errore da principianti: mandi!]

DUE:
Più sul classico, più internazionale, ma forse più esaustivo riguardo alle problematiche connesse all’esplorazione reciproca dei corpi, The Sessions.

Salva

Viaggio nello studio della sessuologa.

Scrivo questo post per rispondere alle FAQ di chi sta pensando di andare dalla sessuologa perchè mi sono accorta che venire a trovarmi è davvero difficile. Spero di dissipare qualche dubbio e rispondere alle curiosità di voi lettori del blog che da sempre vi chiedete cosa mai potrà accadere nello studio della sessuologa perbene? 🙂

La strada fisica è facile
Basta dire “strada per… Studio Zanellato Vicenza” al vostro smartphone e ti condurrà fino a qui, pensa che io faccio così per tornare dai posti sperduti!
Oppure posso condividerti la posizione su WhatsApp da cui potrai accedere anche alla pagina facebook. Nessuno ha mai avuto problemi con il parcheggio.

La strada del cambiamento è difficile
E’ davvero complicato alzare il telefono e chiamarmi per fissare il primo appuntamento. E’ difficile accordarsi con il proprio partner, guardarlo negli occhi e dire “adesso andiamo da una sessuologa”.
E’ impegnativo trovare del tempo per fermarsi, riconsiderare le proprie idee e ascoltarne altre. Lo sforzo poi non è solo il tempo dell’incontro ma la messa in discussione di ciò che si è.
Io non incontro persone con gravi problematiche psicologiche. Incontro persone che stanno bene ma vorrebbero più piacere condiviso nella propria vita. Incontro persone coscienti, sapienti, modellate dalla loro storia di vita ma che vorrebbero cambiare. Sembrano alberi: radici, fusti, rami con nodi e fiori alla ricerca del sole.
Incontro persone motivate a varcare la soglia dello studio. Incontro persone che stimo per il coraggio che stanno dimostrando.

Si siedono con me alla scrivania, faccio firmare la privacy e mi raccontano di sè. Mi parlano fluidamente di quale pensano sia il problema. Io ascolto, scrivo e faccio qualche domanda per capire in cosa posso essere utile. Se ho di fronte una coppia cerco di far parlare entrambi e di cogliere se ci sono delle divergenze d’opinione.

Spiego loro che il gioco è tutto loro: io porto la palla, ma non sono ne’ l’arbitro ne’ il portiere.

Spesso do un compito per casa: qualcosa a cui pensare, un esercizio creativo, un’azione da compiere. E’ importante non pensare che tutto accadrà nello Studio. La vita è fuori di qui!

Ci metto un po’ a capire qual è il problema. Spesso le persone mi narrano di un sintomo, di una situazione che li disturba, ma non sanno dirmi perchè. A volte non sanno dirmi cosa vorrebbero per il loro futuro, cosa significherebbe per loro aver risolto. Anzi considerano questa domanda spiazzante perchè ci si aspetta che io dica loro cosa devono fare per stare bene. Sembra che le persone si scordino cosa significa per loro la felicità. Io non impongo la mia idea di benessere, ma chiedo di formularne una… sempre che sia legale!
Per questa ragione incontro separatamente i membri della coppia, così che possano raccontarmi in tutta riservatezza il loro punto di vista, la loro storia personale, le vecchie fiamme, i ricordi dell’infanzia, le opinioni sulla suocera… senza dover dosare le parole per la presenza dell’altro. Io faccio parecchie domande sullo stato di salute, la famiglia, il sesso…

Quando ho raccolto i dati contratto l’obiettivo: cosa significa per noi risolvere la situazione? Quando il nostro percorso potrà dirsi concluso?

Ed ecco che comincia la parte di lavoro più faticosa e ci accomodiamo sul divano perchè, come dice il mio collega Elia Barbiero, se dobbiamo fare una cosa difficile dobbiamo metterci comodi. Per la verità lui si riferiva al pelare le patate, ma credo che le massime di vita possano essere dei passepartout.

Da qui ogni percorso è diverso. Chiaramente la sessuologia indica delle linee di comportamento abbastanza standardizzate: il problema è che nessuna persona che conosco è “normale”. Non esistono eiaculatori precoci normali. Esistono coppie, vissuti, situazioni, strategie funzionali e strategie fallite. Storie.

Si piange, alle volte. Si ride, spesso. Ci si arrabbia, ci si imbarazza. Ci si solleva. Si prende coscienza.

E’ un viaggio. Ed io sono un’entusiasta passeggera.

Per i più curiosi ecco le foto che ho fatto al mio studio.
A me piace parecchio, è sicuramente a mia immagine e somiglianza.