Fumetti ed educazione sessuale

E’ veramente complicato parlare di sesso in maniera divertente ma non frivola.
E non cadere nel volgare.
L’immagine aiuta la comprensione, ma una foto può essere decisamente troppo.
Eppure c’è chi ha risolto questo problema: il fantastico sito statunitense
OhJoySexToy.com di Matthew Nolan (game artist) e sua moglie Erika Moen (cartoonist). Cosa potevano produrre due così se non un blog davvero alternativo? Eccoli!

Infatti sono i creatori di un fumetto informativo, sovversivo e divertente che ogni settimana esplora il mondo del sesso: recensioni di sex toys, interviste con professionisti del sesso, lezioni di educazione sessuale. Fanno ricerche e scrivono insieme, ed Erika fa i disegni. Come mai proprio dei fumetti? Così risponde Erika:

“L’educazione sessuale di solito è molto asettica. Testi che parlano di concetti astratti, più qualche diagramma astruso. È davvero difficile associare quel tipo di informazioni al proprio corpo. Il fumetto è particolarmente appropriato per insegnare alle persone a conoscere il loro corpo, perché unisce immagini e testi, rendendo gli argomenti accessibili e visivamente accattivanti. E poi, parliamoci chiaro, un paio di battute aiutano a coinvolgere le persone, invece di farle sentire semplici spettatrici”.

Guardatevi il sito, sapendo che in realtà esistono migliaia di siti di fumetti porno, è un mondo infinito. Vi basti SlipShine (sottotitolo: comics for people who think sex is FANTASTIC). In ogni caso in OhJoySexToy trovate molto di più, come questo fumetto sulla gravidanza che può chiarire ai genitori come affrontare il temuto “papà, da dove vengono i bambini?“. Spiega anche l’utilizzo in coppia e da soli di molti sex toys, con semplicità ed ironia. E senza veli, che sporcaccioni!

Vi porto qui ad esempio il fumetto dove viene spiegato l’uso della mooncup.

Mooncup (in italiano coppetta mestruale) è un’alternativa all’uso di assorbenti esterni o interni. Considerando che una donna consuma circa 11.000 assorbenti nell’arco della sua vita, capirete come questa soluzione sia anche ecologica.
Si tratta di una coppetta in silicone medico da inserire nella vagina che raccoglie il flusso. Al momento del cambio è necessario semplicemente estrarre la coppetta e sciacquarla. Poi si può indossare nuovamente, senza doverla buttare. E’ riutilizzabile per anni. Assolutamente confortevole, è utilizzabile facendo sport, anche se vuoi fare la ruota. Semplice, no?

Bisogna dire che il prodotto è adorato dalle ginecologhe e dalle ostetriche che conosco, ne esaltano i benefici, la ritengono la scoperta del secolo.

Il problema è che le novità ci fanno sempre sgranare gli occhi. Ci facciamo mille dubbi e domande. Perchè?

Perchè dobbiamo inserire qualcosa dentro di noi, in una parte del nostro corpo che è ancora tabù. E’ più comodo continuare a seguire i nostri riti tradizionali, la routine, che cambiare modo di vivere il nostro corpo. Inoltre è ostacolata dalle massicce pubblicità di prodotti usa e getta, che generano ingenti introiti alle aziende che li producono.
Il prodotto fatica a prendere piede nel mercato italiano. Si può trovare su internet come sul sito Mooncup.it o alle fiere e ai festival fricchettoni (io l’ho trovato a Fà la Cosa Giusta di Milano e a FestAmbiente). Ultimamente si sta diffondendo anche in farmacia, in erboristeria e nei negozi Natura Sì.

Il porno è alla frutta.

Quali sono le differenze tra il porno e la vita reale?

Un simpatico video, in inglese, per mostrarci delle differenze che spero abbiate notato anche voi!
Non è certo per demotivare, anzi, per riportare alla realtà alcune idee che possono illuderci.

Buon appetito e godetevi il video!

La Mala Educaxxxion – un nome, un programma

Il regista spagnolo Pedro Almodovar, pobrecito, ha fatto un bel film impegnato che parla di gay, Chiesa Cattolica, ricatti, transessualità, tossicodipendenza… La Mala Educaciòn (trailer qui).

E poi arriva La7d e la presentatrice Elena di Cioccio. Acchiappano il titolo, ci aggiungono XXX e diventa un programma supersexy osè. Stravolgono il senso e rimane… un titolo appropriato per un format che presenta un’educazione alla sessualità mal fatta. Non sono maleducati, sono malamente educati. A me La Mala Educaxxxion non piace. Non riesco a guardarlo. Mi fastidia. Potete vedere le puntate del talk show qui, ci sono i link.

40 donne e 4 uomini parlano di sessualità esplicitamente.
Se tu chiedi loro, hanno fatto tutto e il contrario di tutto.

Frasi che potrebbero essere liberamente tratte dal programma tv:

“Ma certo che ho fatto sesso in 5 su un filo di una ragnatela sospesa a 10 m da terra, l’ho trovato romantico, ma non eccitante”.
“E’ importante avere dei segreti, infatti il mio segreto che voglio svelare in mondo visione è…”.
“Io il sesso anale lo faccio con i capelli!”

I quattro maschietti, inguardabili sul serio, se la fanno con tutti, non riescono a liberarsi dalle tipe che si presentano nude ma in pelliccia a cena con loro. Come succede normalmente a ciascuno di noi, d’altronde. Figuratevi che ieri pensavo che la mia gatta si stesse strusciando sulle mie gambe, invece era un imprenditore lombardo con un perizoma leopardato.

Ok. Poniamo che siano semplicemente dei figuranti, pagati per dire queste cose e fare ascolti. Tanti ascolti. Uno dei programmi più seguiti de La7.

Le domande della conduttrice però, a volte, da vero Capitan Ovvio:

“Pensi che i preliminari siano prima?”
“Il corteggiamento serve per conoscersi?”
“Ritieni che l’orgasmo sia piacevole?”

Inoltre a me personalmente fa sentire inadeguata.

Per fare un esempio sentire un ragazza di 19 anni sfacciatamente raccontare di come lei adeschi un “uomo” (cit.) non indossando gli slip, fa sentire a disagio. Per due ragioni.

La prima è che hai 19 anni basta che ammicchi e i tuoi aitanti coetanei hanno un’erezione talmente violenta che la pelle del prepuzio pizzica i peli forte forte e vedi i loro occhi scintillare!

La seconda è che mutanda è un gerundivo latino che significa da doversi cambiare

La sessualità non è così, davvero! E’ molto più semplice. Non è una lotta a chi la spara più grossa. Non bisogna aver provato tutto. Può stuzzicare la fantasia, ma fare i conti con la realtà.

Ok, capisco che il programma voglia sdoganare certi tabù atavici e non essere per nulla educativo. Quindi sì, sono d’accordo:

la Mala Educaxxxion è sicuramente il titolo più azzeccato.

Mi piace molto però la fotografia del programma.
E il fatto che spesso poi ci sono le repliche di Victor Victoria.

SEX PILLS – Sessuologia Taoista

Nella Sessuologia Taoista, l’uomo ha l’orgasmo senza eiaculare, ma piuttosto “iniacula”. Premendo un punto dell’agopuntura dislocato a metà tra l’ano e lo scroto, l’eiaculazione può essere convertita in un orgasmo migliore e il seme viene rimesso in circolo dalla prostata colma e riassorbito nel sangue. Questo punto è conosciuto come il punto Jen-Mo (Concezione Mediana) dell’agopuntura.

Premendolo con un dito, si sente come se ci fosse una piccola rientranza o un buco.

Quando il punto Jen-Mo viene premuto subito prima di una eiaculazione, l’energia risale nel corpo attraverso i meridiani che hanno origine in quel punto, invece che fuoriuscire dal corpo, come fa invece nella normale eiaculazione.
In questo modo, l’uomo sente ugualmente le sensazioni piacevoli di quando ci sono le contrazioni della prostata e ugualmente sperimenta un orgasmo. Continua poi a tenere premuto quel punto fino a quando l’orgasmo, o “iniaculazione”, non si è completato.

S. Chang – “Il Tao del Sesso – Il Libro della Saggezza Infinita”

Ogni cultura possiede delle conoscenze specifiche di anatomia e fisiologia umana e le utilizza in maniera tradizionale. Pensandoci bene anche il nostro ambiente ci informa di alcune tecniche sessuali, ma ne cela altre.
C’è ancora molto da scoprire sulla sessualità! Spero di averti incuriosito!

Hedwig, la diva con qualcosa in più… tra le gambe.

Hedwig and the Angry Inch è un musical rock molto popolare negli States. Talmente popolare che nel 2001 è stato trasformato in un film davvero originale, composto da video, cartoni e tanta, tanta musica. Scenico, divertente. Io sono andata a vederlo al cinema, convinta di andare a vedere La Rivincita delle Bionde. Beh, mi sono sbagliata! Ma la serendipità mi ha portata a scoprire uno dei più bei film di sempre. Ho la colonna sonora sempre in auto e mi energizza quando ho bisogno di quella spinta in più. Really rock, baby!

La parte più interessante di Hedwig è che prima dell’operazione si chiamava Hansel. Ebbene, il film parla di transessuali. La trama è piuttosto complicata, perchè viene esposta tramite flashback musicali, il che la fa sembrare piuttosto irrilevante: non occorre che tu segua il filo, goditi la musica!
Il film è scritto, diretto, interpretato e cantato da John Cameron Mitchell (qui in foto).

 

TRAMA

Hansel nasce nella Germania dell’Est, ha tratti femminili, ama il rock, la filosofia greca e il capitalismo. Vuole scappare da Berlino Est, trova l’amore di un soldato americano. Chiaramente i matrimoni gay non sono permessi, così Hansel si sottopone ad un’operazione per transitare al genere femminile. L’intervento però non riesce perfettamente, lasciando un pezzetto di pene tra le gambe di Hansel, appena 1 pollice di carne, ovvero the angry inch (il pollice arrabbiato). Hansel prende il nome e l’identità della madre, Hedwig, e si sposa: fugge così in America. La vita in Kansas non è esattamente come se l’aspettava. Il marito la lascia e il muro cade. Impotente decide di risollevarsi fondando un gruppo rock (ecco la canzone come si fa a non adorarla?!). Trova lavoro come babysitter di Tommy, un ragazzino timido che lei svezza culturalmente e sessualmente. Lei canta spesso le sue canzoni a Tommy, il quale, una volta cresciuto, le ruba e diventa una celebre rock star Tommy Gnosis. Hedwig lo insegue concerto dopo concerto, per dimostrare che le canzoni sono sue.
E’ a questo punto che comincia il film.

IDENTITÀ DI GENERE & cambiamento

Maschio o femmina si nasce, ma la percezione netta di essere di genere maschile o femminile arriva tra il 3° e 4° anno d’età e rimane stabile per tutta la vita.

I transgender non si classificano ne’ come maschi ne’ come femmine. Anzi, odiano le classificazioni. Come Buck Angel porno attore con la vagina (tutt’altro che una femminuccia).
In questa categoria rientrano, sfuggenti, anche i transessuali. Queste persone hanno l’idea persistente di voler cambiare. Non hanno problemi medici (non sono ermafroditi), ma vivono con disagio la loro situazione.

In Italia il protocollo prevede tre fasi per la transizione da un sesso ad un altro:

  1. real life experience, ovvero assumere le sembianze dell’altro sesso prima del cambiamento definitivo. Fare le prove e vedere come va dato che non si può poi tornare indietro;
  2. terapia ormonale, che permette l’assunzione di alcuni caratteri secondari dell’altro sesso (es. i peli);
  3. intervento, mammoplastica e vaginoplastica (per i MtF – Male to Female); adenectomia sottocutanea, isterectomia e falloplastica (per i FtM).

 

CONTROVERSIE

I transessuali sono malati?

Ni. Consideriamo che il genere è una varianza e non una patologia (come nascere maschio non è di per sè una malattia, anche se a volte ci sono dei dubbi in merito). In questo modo i transessuali non possono essere considerati delle persone disturbate. E quindi non subirebbero la stigma sociale e quindi vivrebbero meno stress e quindi saremmo tutti più felici. Perfetto! Però.
C’è sempre un però!
Nel caso si togliesse in maniera definitiva dall’elenco delle patologie, le operazioni di cambio di sesso non sarebbero più sostenute dalle politiche sanitarie nazionali come rimedio ad una malattia, ma rientrerebbero negli interventi di chirurgia plastica per motivi estetici e quindi non finanziate. In questo momento nel nostro Paese gli interventi di chirurgia plastica genitali sono mutuabili. Bell’inghippo.
Al momento è stato risolto attribuendo alla transessualità l’etichetta di “disforia“. Ne’ carne ne’ pesce: vitel tonné.

Da che età si può cambiare sesso?

In Italia dai 18 anni, chiaramente. Però.
Però in Olanda dai 12, dove si interviene con un blocco della pubertà che verrà poi confermata con il passaggio definitivo al sesso prescelto dopo la maggiore età. Si va a evitare il traumatico sviluppo adolescenziale. Qui lascio la questione sospesa. Cosa ne pensate?

Per diventare uomo devo avere il pene?

No. La falloplastica è molto complicata per questa ragione è sufficiente eliminare le ghiandole del seno e l’utero. A quel punto puoi andare all’anagrafe e farti cambiare la carta d’identità. Per questa ragione il mondo delle appartenenze di genere è davvero diversificato. Non esistono transizioni complete, nel senso che la meta è data dalla persona che se la pone.

Che relazione c’è tra trans e gay?

Nessuna. Luca può diventare Lucia e non smettere di amare Barbara. Potremmo dire che… Luca non era gay, era etero. Adesso è lesbica.
E se Lucia e Barbara erano sposati? Eh!

E’ necessario un percorso psicologico?

No. E’ consigliabile, spesso è presente un invio dall’endocrinologo, ma non necessario. La psicologia non è la frontiera da abbattere per giungere al tanto desiderato intervento. E’ un’alleata, una fan, una sostenitrice della persona.

Un anno di post! Auguri!

Carissimi!

Oggi è il mio primo compleanno! Evviva Evviva!

La prima ciliegina sulla torta!

Ringrazio tutti quelli che hanno sostenuto questo progetto, dando continuamente dritte e critiche costruttive. Sebbene questo sia un blog personale, ritengo sia stato costruito collettivamente, dalla forza di chi mi ha fatto crescere e formare.

Parlare di sesso è sempre difficile, ma grazie a voi ho potuto farlo con ironia, sentendomi libera di esprimere i miei punti di vista e accolta sia dall’amico interessato, sia dal lettore di passaggio.

Grazie a Luca, la persona che più mi ha sentito parlare di idee di post, statistiche e font. E nonostante tutto mi ha sempre detto “Brava chérie!“.

Per l’occasione ho creato una nuova pagina sul blog per riassumere tutti i post pubblicati fino ad ora.
Ora potete sfogliarli più comodamente:

TUTTI GLI ARTICOLI

Kinsey, quando un rapporto diventa scandaloso

Kinsey – film trailer

Quando una persona va dal medico per un problema, la prima cosa che fa è visitarla.
Ci sono problemi però che non possono essere visitati, controllati, ma il dottore si deve fidare di ciò che il paziente riporta. Bisogna che egli faccia le giuste domande e sappia interpretare correttamente le risposte che gli vengono fornite.

Così accade per tutto ciò che riguarda la sessuologia. Il materiale disponibile è dato da un’intervista. Si parla, molto, di sesso. Let’s talk about sex.

Il primo a a fare domande fu Albert Kinsey, entomologo statunitense (quello che cataloga e studia gli insetti). Era il 1938, anno di “Over the Rainbow“, per intenderci.

Cresciuto in una famiglia fortemente conservatrice, era un abile ricercatore di Harvard. Come tale si rese conto della mancanza di utili statistiche in materia sessuale e si focalizzò su questo importante aspetto della vita umana. Condusse una ricerca vastissima: 18.000 interviste, di cui 7985 condotte personalmente da lui! Chiedeva di tutto, senza pudore. Per la prima volta in America si parlò di masturbazione, di rapporti orali e anali, di omosessualità e di adulterio. All’epoca il tradimento era considerato un reato in 43 Stati e Kinsey dimostrò che il 50% degli uomini sposati aveva avuto relazioni extraconiugali.

Immaginatevi la notizia bomba quando pubblicò i risultati in due volumi (finanziati dalla fondazione Rockfeller), gergalmente chiamati il “rapporto Kinsey“:  Il comportamento sessuale dell’uomo (del 1948) e Il comportamento sessuale della donna (del 1953).

LE CRITICHE

Lo scalpore fu tale che gli vennero tolti i finanziamenti. Venne criticato per il metodo di intervista, ma soprattutto per i risultati ottenuti.
Kinsey fondò e diresse lInstitute for Sex Research, dove collaboratori ed allievi continuano la sua opera mantenendo tutta la documentazione originale per chiunque la voglia consultare.

Le critiche sono state molteplici, da tutti i punti di vista. E’ tuttora accusato di essere la causa del libertinaggio sessuale del mondo occidentale, il reale ispiratore di Playboy e di aver avuto come collaboratori pedofili nazisti. Ecco un film – documentario.

LA CELEBRE SCALA KINSEY:

 

Uno dei suoi principi teorici più celebri fu la Heterosexual/ Homosexual Rating Scale, una scala a sette punti di valutazione dell’orientamento sessuale di un soggetto. Gli intervistati non dovevano dire se erano etero o omosessuali, ma quanto lo erano (0 = etero; 3 = bi; 6 = omo; più una casella per i “non interessati”). Una rivoluzione.

Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura ha raramente a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.

A. Kinsey “Il Comportamento Sessuale nel Maschio Umano”

Consiglio di vedere il film “Kinsey – Let’s talk about sex” del 2004. Commedia carina, fa pensare. Meno scandalosa della storia che racconta.

Definisci: ‹nor·mà·le› agg., s. f.

Sono normale?

Probabilmente sì. Anzi, molto probabilmente. La normalità, innanzitutto, è una questione statistica. Se la maggioranza della popolazione è come te, allora sei normale.
Se tutti parlassero da soli come me, sarei normale. Invece sono solo speciale.

PERCHE’?

In tutte le culture si cercano le cause degli aspetti significativi delle persone e per questa ragione l’uomo continuamente ricerca interpretazioni riguardo il corpo e la mente: cos’è la norma e perchè ci sono le deviazioni?

Si tratta chiaramente di teorie. Mi capita spesso di discutere con gli amici delle cause dei disturbi mentali o sessuali. Potremmo dire che in occidente le cause sono principalmente interpretate da cinque modelli:

  1. modello biologico o medico – “è un problema genetico!”
  2. modello psicodinamico – “ha rimosso l’ansia conflittuale!”
  3. modello socio-relazionale – “i suoi genitori sono pessimi!”
  4. modello comportamentale – “ha sempre fatto così!”
  5. modello biopsicosociale – “è tutto un casino…” (teoria che condivido pienamente)

Se già è complicato teorizzare la patologia, immaginate quanto lo sia per una teoria della normalità.
Ci sono tre tipi di normalità: statistica, funzionale e culturale.
La normalità statistica è la principale: dato che è così difficile definire la vasta normalità si definisce sempre ciò che è fuori dal normale. Le piccolezze. E’, in effetti, una non definizione. Si poteva pensare a qualcosa di meglio. “Ma se così fan tutte…”
A questa si aggiunge la normalità funzionale: se funziona, allora è normale. “Sono una strana coppia, ma se funziona…”

 

Ultima, ma decisamente più interessante, la normalità culturale.
Ci sono delle questioni che si spiegano solo nell’ambiente nelle quali si presentano. In quest’ottica si possono leggere le varie manifestazioni della sessualità, normali o patologiche, prestando attenzione alla definizione di normalità presente nella cultura di riferimento. Relativismo: ciò che era patologico un tempo, ora non lo è più; ciò che è normale qui, non lo è altrove. Tempo e spazio.

Alcune manifestazioni della sessualità vengono ritenute normali, o sono comunque generalmente accettate, nella cultura occidentale, ma non in altre.

Vi porto come esempio la società Kàgaba, un popolo agricolo colombiano, che crede che la disseminazione di ulteriore sperma nella terra avrebbe effetti dannosi, in quanto essa ne sarebbe ormai del tutto impregnata. Per questa ragione ogni atto sessuale è cattivo e pericoloso: l’ideale è la completa astinenza. La masturbazione e l’incesto vengono considerati mostruosi, ma paradossalmente sono molto frequenti. Anzi, sono l’unico popolo in tutto il mondo che considera l’atto masturbatorio come più soddisfacente del rapporto completo. Inoltre tutti i giovani maschi devono avere il loro primo rapporto sessuale con un’anziana. Alta la frequenza di difficoltà erettive, ça va sans dire.

Riflessione finale:
La cultura si può intendere in senso lato. Ognuno di noi è portatore di un modello culturale mediato dagli stimoli ricevuti nel corso della vita. In questo modello risiede anche una visione della sessualità. Siamo normalmente portati a percepirla, immaginarla, averne delle teorie o delle convinzioni radicate. A volte però è necessario modificarla o arricchirla per migliorare il nostro benessere; è necessario mettersi in gioco.
Attenzione: essere accoglienti, ma non relativisti.

Siamo ragionevoli, non razionali. Non logici, ma di senso.

SEX PILLS – Determinazione sessuale

Questo video della TED Education (lessons worth sharing) illustra come si riproducono le specie animali e come viene determinato il sesso.

Fa ben capire come l’essere maschio o femmina non è banale, anzi!
L’uomo è uno degli animali, rientriamo come qualcosa di più grande e complesso. Dopo aver visto come nasce una tartaruga femmina ci sentiamo davvero normali!

Interessante. Come interessante è il progetto TED, una vastissima libreria di video che diffonde informazioni e conoscenze.

In inglese, chiaramente.

Minotauri: sesso, segreti e animali

L’articolo 544ter cp rubricato “Maltrattamento di animali” stabilisce letteralmente che:

“Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.

Pertanto la zoofilia, ovvero fare sesso con gli animali, è reato. Un reato bestialeNel mondo giuridico, infatti, alcune pratiche sessuali hanno una rilevanza criminale: si tratta di tutte quelle situazioni nelle quali non c’è il consenso di tutte le parti interessate, ad esempio la pedofilia o l’esibizionismo. Anche gli animali non possono dare il loro consenso, anche se ricoprono il ruolo… attivo!

La zoofilia erotica è anche considerata una parafilia, ovvero rientra nelle diagnosi psichiatriche riconosciute dal DSM-IV-tr (manuale diagnostico statistico). Ricordo che le parafilie vanno ben distinte dalle fantasie erotiche, a carattere più o meno spinto e “perverso” che sono normali e presenti nella maggior parte delle persone. Le parafilie invece sono caratterizzate da un desiderio folle incontenibileRicordate la leggenda del Minotauro?

 

Poseidone, dio del mare, inviò a Minosse, re di Creta, un bianchissimo toro affinché venisse sacrificato in suo nome. Il re però non obbedì, ritenendo troppo bello quell’animale e ne sacrificò un altro. Poseidone si vendicò: indusse in Pasifae, la regina, una passione folle per l’animale. Accecata dal desiderio di accoppiarsi col toro, chiese aiuto a Dedalo, che le costruì una vacca di legno cava nella quale entrare per poter soddisfare la sua cieca voglia. Così Pasifae riuscì a congiungersi al toro, e dalla loro unione nacque il Minotauro.

 

Nel mondo 2.0 le cose cambiano, non viene più percepito come follia, ma come segreto inconfessabile che però fa discutere. Così le persone confessano i loro reati segreti sul sito insegreto.it (sottotitolo: non raccontarlo a nessuno, raccontalo a tutti...).

Se leggete le storie anonime del sito potrete cogliere diversi racconti di carattere zoofilo, ve ne riporto alcuni? Meglio di no.

 

Credo che forse l’uomo stia percependo l’animale da compagnia come dotato di caratteristiche sempre più umane. Non di rado vediamo amatissimi cani al guinzaglio vestiti come se fossero umani. Questo però non significa che abbiano la capacità di dare il proprio consenso alle pratiche sessuali coi loro padroni.

D’altra parte c’è sempre stato un forte paragone tra l’istinto animale e il desiderio sessuale.

Sei un toro da monta“.
Fammi vedere la tua proboscide“.
Sei proprio un maiale“…

A tal proposito vi segnalo le opere di Yago Partal, fotografo, che ha creato Zoo Portraits. Fanno riflettere su come certe personalità umane siano attribuibili agli animali.
Davvero irriverenti, ve ne posto alcune di quelle che mi sono molto piaciute perchè permettono una bella connessione tra sesso e animali… a voi le divertenti interpretazioni!