** DIARIO DI UNA SESSUOLOGA PERBENE **

Esiste la sessualità perbene?

Spesso mi presento, o vengo presentata, come AnnaLaSessuologa e la professione che svolgo non passa inosservata.
Sicuramente per questioni statistiche: quante sessuologhe conoscete di persona?

Io molte! E spesso non hanno di certo le fattezze della pornostar. Eppure quando si parla di sesso la mente guizza ed associa un erotismo spiccato e peccaminoso al tema.

Il mio problema è proprio questo: il sesso è considerato peccaminoso ed il fatto che io parli di peni e vagine tutto il giorno fa di me una persona un po’ torbida, perlomeno eccessivamente disinibita o sfrontata.
Le mie riflessioni sono giunte a due importanti snodi, che vorrei portare alla vostra attenzione.

Punto 1. Innanzitutto una buona illuminazione l’ho avuto leggendo un passaggio di Carl Jung durante questo weekend. Un fine settimana davvero prezioso e rigenerante, tra passeggiate sull’Altopiano e SPA. E Jung:

Come nel primo Medioevo le attività connesse col denaro erano considerate con disprezzo, perché non esisteva ancora una morale casuistica e differenziata che regola questo settore, ma esisteva solo una morale “complessiva”, una morale “globale”, così oggi abbiamo soltanto una morale sessuale anch’essa globale. […] Una forma d’amore che non sia contemplata dalla legge è immorale, sia che nasca tra uomini degni, sia che nasca tra mascalzoni.

La sessualità è quindi considerata immorale come accadde per il denaro durante il primo Medioevo, ovvero perché non abbiamo ancora delle regole che possano attribuirle una morale particolare. Non la consideriamo un argomento a sé stante. Il denaro può essere buono o cattivo a seconda della persona che lo possiede, non perché è denaro. Gode di un’ambiguità innata; il che mi porta a dover ogni volta rendere noto che io sono una donna degna, non una mascalzona. Fino a che non vi sarà una morale sessuale più differenziata.

Punto 1. Anche la seconda intuizione nasce dalla storia della psicologia. In effetti i professionisti utilizzano spesso test proiettivi. Come quello delle macchie di Rorschach, per citare il più celebre. Come è noto gli psicologi sono degli esserini malefici che cercano di entrare nella testa delle persone, e tipicamente utilizzano strumenti adatti allo scopo. I test proiettivi sono semplicemente degli stimoli ambigui che vengono presentati al paziente, il quale ci vede quello che gli pare suggerito dalle idee che dimorano nella sua testa (date dalla sua storia, dalla cultura di appartenenza, dalle sue emozioni, …). Insomma uno ci vede quello che ci vuole vedere.

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Evidentemente la sessuologa è una figura atipica, rara ed ambigua.
Se ci vedi qualcosa di malevolo, allora forse sei tu che ce lo piazzi.
Insomma, fatti due domande.

Ecco quindi che è nata una nuova rubrica! Intitolata ** DIARIO DI UNA SESSUOLOGA PERBENE **, sulla falsariga di un celebre libro e telefilm, cerca di rendere noto al pubblico che senza dubbio sono una professionista degna, ma spesso attorno a me le situazioni diventano inaspettate, a volte esilaranti, a volte deprimenti. Nonostante io cerchi sempre di rimanere salda… Inoltre così posso darvi la scusa per ficcanasare sulla mia vita professionale e capire che razza di mestiere è quello della sessuologa.

Questa rubrica è pubblicata sulla pagina facebook dello Studio, perché non voglio schiacciarvi di post pieni di stupidaggini della mia quotidiana lotta verso una moralità sessuale.

Eppure i post pubblicati fino ad ora hanno avuto un grande successo (a conferma di quanto pruriginosi voi siate: [ndr: ciao Alba!]), non solo dalla rete ma soprattutto dalle persone reali che incontro tutti i giorni e che hanno letto le mie ultime vicissitudini. “Ho saputo che…!” – segue commento. E’ questo quello che cerco: che di sessualità se ne parli, che di sessualità si discuta, si rifletta, si commenti.

Chissà che non si arrivi a sviluppare un pensiero simile a quello di Jung:

L’erotismo è in fondo una forza strapotente che, al pari della Natura, si lascia sopraffare e sfruttare come fosse impotente. Ma il trionfo sulla Natura si paga sempre molto caro. La Natura non ha bisogno di dichiarazioni di principio.

Vulva in studio

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Avevo (finalmente?!) qualcosa da dire: così ho fatto il mio primo video… sulla vulva.

Spero che sentendomi parlare per un quarto d’ora svaniscano molti dubbi. Se dovesse ancora esserci qualche perplessità, sapete dove trovarmi!


In questo video il disegno anatomico verrà realizzato passo passo, evidenziando tutte le componenti della zona della vulva: grandi labbra, piccole labbra, clitoride, ingresso della vagina e dell’uretra.

Si vedranno anche le funzioni delle varie componenti, per dare risposta a molti dubbi: com’è fatto il clitoride e dove si trova? Da dove fanno la pipì le donne? Grandi e piccole labbra, sono davvero grandi e piccole? L’ingresso della vagina dov’è? Come fa ad aprirsi? L’imene di una donna… scompare?

Voglio soprattutto rispondere alla domanda femminile: sono normale? Cosa c’è lì sotto che non posso vedere?

Nulla è meglio di uno specchietto, comunque! 😉
Poichè la rappresentazione del reale non è mai reale, come la mappa non è il territorio: nulla è di meglio dell’originale.

SEX PILLS – Donne e uomini che si autorealizzano

Mi sono commossa guardando questo video in lingua spagnola di sostegno alla campagna ONU di promozione dell’uguaglianza di diritti tra uomini e donne HeForShe, lanciata da Emma Watson. E’ esattamente quello che voglio da questo mondo. E’ la mia lotta, il mio respiro.
 
Parla di un’uguaglianza civile vera, senza pregiudizio, per le donne e per, spesso lo scordiamo, per gli uomini.
Parla delle gioie della vita: la soddisfazione di fare ciò che ci viene bene e di cui ci assumiamo una responsabilità, senza scordare il genere a cui apparteniamo. Di come arrampicarci sulla piramide di Maslow, per giungere a ciò che ognuno di noi ambisce: l’autorealizzazione.
Questa è la mia vocazione di vita, la mia scelta come donna di questa polis, la mia scelta di servizio al prossimo.
 
“Un uomo deve essere ciò che è capace di fare. Egli deve essere coerente con la propria natura. L’autorealizzazione è un desiderio di diventare sempre più ciò che si è idiosincraticamente, di diventare tutto ciò che si è capaci di diventare”.
Maslow

Uomini e sesso anale: fatti una cultura.

Sia la donna sia l’uomo condividono il piacere della stimolazione anale, ma indubbiamente all’uomo piace di più.
La spiegazione è anatomica, con alcune sfumature psicologiche. E molta diatriba culturale.

Cultura anatomica

Entrambi condividono completamente l’anatomia dell’apparato digerente: uno stretto sfintere esterno, un’ampolla interna vuota.

 

Per entrambi è dunque ugualmente piacevole la penetrazione anale: la zona è altamente innervata. Infatti il nervo perineale (perimetrale all’ano) è figlio del pudendo, il generatore di orgasmi poichè trasmette le sensazioni dalla zona genitale al cervello. Entrambi sono qui evidenziati col colore giallo:

 

L’uomo ha una parte anatomica deputata al piacere maschile che non trova una diretta corrispondenza con il corpo femminile: la prostata.
Ve la illustro in una nuova tavola, poichè, come vedete, la zona del corpo è la stessa, ma molto cambia nella sua rappresentazione se si dà rilevanza ad uno o ad un altro particolare. E nulla è più chiaro di una serie di tavole anatomiche, anche se ne ho già parlato qui: La curiosità non ucciderà la prostata.

 

Spesso si sente parlare di prostata solo negativamente, citandola esclusivamente per il cancro. In realtà la prostata è la migliore amica dell’uomo, centro della sua sessualità. Il suo eccitarsi e contrarsi genera il piacere sessuale, è la fonte degli orgasmi maschili per due vie:

  1. dall’accesso attraverso il retto (come in figura; grazie ad un dito o ad una penetrazione di sex toys)
  2. dal passaggio del liquido spermatico che la sollecita causando l’orgasmo (durante l’eiaculazione).

Esistono quindi due imporanti ragioni anatomiche che sottolineano l’importanza del sesso anale sull’uomo: l’innervazione sensibile (come per la donna) e la prostata (esclusiva maschile).

Penetrare ed essere penetrati

Tecnicamente per l’uomo è piacevole penetrare un ano semplicemente per la resistenza che lo sfintere attua sul glande. All’interno invece, come ben si intuisce dalle immagini, si trova una zona lassa, che non è in grado di avvolgere il pene come potrebbe fare una vagina o una bocca. Parte dell’eccitazione di chi penetra è data dal voler fare qualcosa di tabù, che ha il sapore della proibizione, perchè in effetti l’anatomia non spiega tutta questa eccitazione degli uomini verso la penetrazione anale.

Eppure cercando su interet molto si trova sul sesso anale eterosessuale, anche io ho scritto un post qui Giochi olimpici del sesso anale. Ma spesso si lascia intendere che l’unica modalità possibile è quella che vede la donna ad essere penetrata. Anche se sarebbe consigliabile il contrario, o almeno una giocosa intercambiabilità tra i ruoli.

Non è banale: l’ennesimo tabù. Nonostante sia preferibile per l’uomo essere penetrato (da un dito, da un plug) si sottointende un rapporto di potere nel quale la posizione di dominazione è data da chi penetra, mentre l’altro è il passivo sottomesso.

Siamo stanchi dei pregiudizi sulla sessualità!

Ribelliamoci!

Non ci sarà una vera parità dei generi fino a quando gli uomini non potranno decidere dei loro orgasmi e di come fare a procurarseli senza temere per la loro immagine.

Ti amo, sono solo parole

Mi chiedo con forza perchè l’amore viene percepito come complicato.

Non esiste un amore semplice?
Un amore che coniuga con fluidità il tuo cuore e la tua mente?
Pensi che ami. Senti che ami.
E che sia giusto: è razionalmente ed irrazionalmente la persona giusta.

Un amore per il quale non devi litigare con te stesso, ma che ti risulti facile.

E’ stata la canzone italiana a rovinare tutto? A farci percepire che un amore autentico debba essere talmente passionale da risultare arrabbiato e geloso?

I ragazzi mi dicono: la gelosia è un segnale che ci indica che l’altro tiene a noi.

E io rispondo: ma non sarebbe meglio un Ti Amo per dire che ti ama?

E loro: ma dire il Ti Amo è solo parole, non vale molto.

Ed io: e una sfuriata di gelosia, non è a quel punto solo parole? Perchè dovrebbe valere di più?

 

Dimmi solo che mi ami.

#escile, tra ironia ed umiliazione

Importante sfida di femminilità a colpi di hashtag tra gli atenei. #escile diventa un tormentone.

In questi giorni le studentesse di Milano si sfidano, mostrando i seni con scritto in pennarello l’ateneo di appartenenza.

Partito da un gruppo su facebook, sembra non riuscire più a fermarsi il tamtam dei selfie delle tette delle future dottoresse. Bocconi, Policlinico… e poi si allarga.

Rispondono le ragazze di Palermo che si fanno i selfie con i pesanti tomi delle loro materie di studio: i Codici, i manuali. Vengono prese per puritane del Sud.

E poi le veneziane che decidono di scarabocchiarsi la fronte, per indicare che il cervello è sicuramente la parte da far uscire. Ma forse il Veneto non è la patria della goliardia universitaria? Cos’è successo, da quando hanno cominciato a prendersi sul serio?

Mh, si vede che è periodo di esami. La sessione di gennaio può fare brutti scherzi.

E’ sempre più difficile fare formazione ai ragazzi sul sexting quando l’opinione pubblica si scatena a suon di #escile.

In questi giorni ho incontrato molti ragazzi diciottenni per un progetto contro la violenza di genere, ai quali ho chiesto di dirmi come si sentirebbero se scoprissero che sta girando online una foto che li ritrae in slip in una posa umiliante. Volendo lavorare sulle emozioni e il confronto attivo in una comunità autoeducante che si stimola suggerendosi buone prassi mi interessava sinceramente avere una loro opinione.
Davanti alla notizia che una tua foto umiliante stia girando tra i tuoi amici e compagni di scuola, che emozioni proveresti? Rabbia, tristezza…?
I ragazzi sono rimasti un po’ di stucco alla domanda per poi chiedermi: “ma cosa vuol dire umiliante?“.

Ecco.

Come si può credere di fare un percorso contro le violenze se 130 ragazzi di quarta superiore non sanno cosa significa umiliante e non riescono ad afferrare il concetto?!

Sono talmente spiazzata dalla domande, che si ripete per tutte le 8 classi che ho incontrato, che temo di non essere riuscita a trasmetterne il concetto di fondo.

Cosa può significare umiliante per un ragazzo nel 2016?

E’ un termine che ha ancora senso?

Cosa significa oggi prevenzione della violenza psicologica?

SEX PILLS: Violenza di genere e bambini

Tutti i paesi, a parte la Somalia e gli Stati Uniti, hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo (CRCidem), che riconosce ai bambini e ai giovani dei diritti protetti giuridicamente, tra cui:
  • Il diritto alla protezione contro la discriminazione o sanzione in base al sesso, genere, ecc (Articolo 2)
  • Il diritto alla vita e alla possibilità massima di sopravvivenza e sviluppo (Articolo 6)
  • Il diritto di esprimersi liberamente, nel rispetto del diritto degli altri (Articolo 13)
  • Il diritto di essere protetto da abusi o negligenza da parte dei genitori o tutori (Articolo 19)
  • Il diritto all’educazione (Articolo 28)
  • Il diritto di essere protetto contro lo sfruttamento sessuale (Articolo 34)