Tosi, che omo!

Aspetto gli uomini di Tosi in studio da me.

Con 17 voti a favore e 12 contrari, il consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione volta a impedire che nelle scuole comunali si possa parlare di omosessualità. L’idea è quella di istituire un osservatorio e un numero verde per le segnalazioni dei genitori sulle attività di educazione affettivo e sessuale.

Ho le mani che mi prudono: questa è totale incompetenza.

Esigo che i finanziamenti vengano realmente orientati all’educazione sessuale, perchè il sistema attuale per non incorrere in questo tipo di problematiche era farle passare sotto silenzio non attivando nelle scuole una sistematica programmazione.

Se non si parlerà mai di sesso non si inciamperà mai nel problema… a scuola, per lo meno.

Esigo una reale formazione dei professionisti che fanno educazione sessuale nelle classi. Voglio che questa formazione sia certificata.
Il professionista sa che non sta a lui far passare i valori etici personali, ma creare un ambiente sano di collaborazione e confidenza tra i bambini e i ragazzi che si confronteranno sulle tematiche facendo emergere un loro punto di vista sulla questione.

Io non ho mai risposto a domande sull’omosessualità dicendo “è giusto – è sbagliato” nonostante io abbia un’idea in merito, ma ho sempre detto:

“…in Italia non ci si può sposare tra persone dello stesso sesso, ma in altri Stati esteri sì. In Italia si può però riconoscere un matrimonio celebrato in un altro Paese. Questo ci fa capire come la sessualità abbia molto in comune non solo con la cultura, ma anche con le leggi dello Stato. Molti argomenti del sesso sono regolati da leggi, che possono anche cambiare nel tempo, e possiamo essere in disaccordo o a favore, ma l’importante è che le rispettiamo”.

Poi sta a loro farsi un’opinione, discutendo le informazioni che hanno e riportando quello che hanno sentito a casa e che hanno respirato nell’educazione che hanno ricevuto fino ad allora. Ma non sarò io. Sia mai.

Ecco la notizia qui e qui.

Rompicapi

io: “…e così capiamo che c’è una grande differenza tra il bambino e il maschio adulto: l’adulto è fertile, può avere figli!”
Victor: “Ma maestra Anna non è vero! Sono le mamme che fanno i bambini!”
Jacopo: “No Victor! Li fanno insieme, un po’ alla volta. E’ come la maestra che ci da gli esercizi di matematica, lei ci da il problema e noi dobbiamo risolverlo!”

SEX PILLS – Violenza Sessuale

La salute sessuale non può essere raggiunta fino a quando le persone non saranno libere da stigmatizzazione, discriminazione, abuso sessuale, coercizione e violenza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la violenza sessuale:
Ogni atto sessuale, tentativo di ottenere un atto sessuale, commenti o avance sessuali non voluti, o atti a fini commerciali, o altrimenti diretti contro la sessualità di una persona attraverso l’uso della coercizione, da qualsiasi persona (indipendentemente dalla sua relazione con la vittima), in ogni ambiente, inclusi ma non limitati quelli della casa e del lavoro. (OMS, 2002)

La coercizione sessuale può implicare forza fisica, intimidazione psicologica, ricatto o altre minacce o può avvenire quando la vittima è incapace di dare il proprio consenso, per esempio se drogata, addormentata o mentalmente incapace di capire la situazione. Anche la violenza contro una persona a causa della sua sessualità e/o a causa del suo reale o presunto comportamento sessuale può essere considerata una forma di violenza, perciò anche la violenza fisica e l’intimidazione rivolte a gay, lesbiche e transessuali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità specifica inoltre 11 differenti tipi di atti sessuali violenti:

 

  • Stupro all’interno del matrimonio o di una relazione duratura;
  • stupro da parte di sconosciuti;
  • stupro sistematico durante un conflitto armato;
  • avances sessuali non desiderate o molestie sessuali, inclusa la richiesta di sesso in cambio di favori
  • abuso sessuale di persone mentalmente o fisicamente disabili;
  • abuso sessuale di bambini;
  • rifiuto del diritto di usare la contraccezione o di adottare misure per proteggersi contro le malattie a trasmissione sessuale;
  • aborto imposto;
  • atti violenti contro l’integrità sessuale delle donne, inclusa la mutilazione genitale femminile e le ispezioni obbligatorie per la verginità;
  • prostituzione imposta;
  • traffico di persone per sfruttamento sessuale.

La Salute Sessuale per il Terzo Millennio – Dichiarazione e documento tecnico, WAS 2008

La Mala Educaxxxion – un nome, un programma

Il regista spagnolo Pedro Almodovar, pobrecito, ha fatto un bel film impegnato che parla di gay, Chiesa Cattolica, ricatti, transessualità, tossicodipendenza… La Mala Educaciòn (trailer qui).

E poi arriva La7d e la presentatrice Elena di Cioccio. Acchiappano il titolo, ci aggiungono XXX e diventa un programma supersexy osè. Stravolgono il senso e rimane… un titolo appropriato per un format che presenta un’educazione alla sessualità mal fatta. Non sono maleducati, sono malamente educati. A me La Mala Educaxxxion non piace. Non riesco a guardarlo. Mi fastidia. Potete vedere le puntate del talk show qui, ci sono i link.

40 donne e 4 uomini parlano di sessualità esplicitamente.
Se tu chiedi loro, hanno fatto tutto e il contrario di tutto.

Frasi che potrebbero essere liberamente tratte dal programma tv:

“Ma certo che ho fatto sesso in 5 su un filo di una ragnatela sospesa a 10 m da terra, l’ho trovato romantico, ma non eccitante”.
“E’ importante avere dei segreti, infatti il mio segreto che voglio svelare in mondo visione è…”.
“Io il sesso anale lo faccio con i capelli!”

I quattro maschietti, inguardabili sul serio, se la fanno con tutti, non riescono a liberarsi dalle tipe che si presentano nude ma in pelliccia a cena con loro. Come succede normalmente a ciascuno di noi, d’altronde. Figuratevi che ieri pensavo che la mia gatta si stesse strusciando sulle mie gambe, invece era un imprenditore lombardo con un perizoma leopardato.

Ok. Poniamo che siano semplicemente dei figuranti, pagati per dire queste cose e fare ascolti. Tanti ascolti. Uno dei programmi più seguiti de La7.

Le domande della conduttrice però, a volte, da vero Capitan Ovvio:

“Pensi che i preliminari siano prima?”
“Il corteggiamento serve per conoscersi?”
“Ritieni che l’orgasmo sia piacevole?”

Inoltre a me personalmente fa sentire inadeguata.

Per fare un esempio sentire un ragazza di 19 anni sfacciatamente raccontare di come lei adeschi un “uomo” (cit.) non indossando gli slip, fa sentire a disagio. Per due ragioni.

La prima è che hai 19 anni basta che ammicchi e i tuoi aitanti coetanei hanno un’erezione talmente violenta che la pelle del prepuzio pizzica i peli forte forte e vedi i loro occhi scintillare!

La seconda è che mutanda è un gerundivo latino che significa da doversi cambiare

La sessualità non è così, davvero! E’ molto più semplice. Non è una lotta a chi la spara più grossa. Non bisogna aver provato tutto. Può stuzzicare la fantasia, ma fare i conti con la realtà.

Ok, capisco che il programma voglia sdoganare certi tabù atavici e non essere per nulla educativo. Quindi sì, sono d’accordo:

la Mala Educaxxxion è sicuramente il titolo più azzeccato.

Mi piace molto però la fotografia del programma.
E il fatto che spesso poi ci sono le repliche di Victor Victoria.

SEX PILLS – Sessuologia Taoista

Nella Sessuologia Taoista, l’uomo ha l’orgasmo senza eiaculare, ma piuttosto “iniacula”. Premendo un punto dell’agopuntura dislocato a metà tra l’ano e lo scroto, l’eiaculazione può essere convertita in un orgasmo migliore e il seme viene rimesso in circolo dalla prostata colma e riassorbito nel sangue. Questo punto è conosciuto come il punto Jen-Mo (Concezione Mediana) dell’agopuntura.

Premendolo con un dito, si sente come se ci fosse una piccola rientranza o un buco.

Quando il punto Jen-Mo viene premuto subito prima di una eiaculazione, l’energia risale nel corpo attraverso i meridiani che hanno origine in quel punto, invece che fuoriuscire dal corpo, come fa invece nella normale eiaculazione.
In questo modo, l’uomo sente ugualmente le sensazioni piacevoli di quando ci sono le contrazioni della prostata e ugualmente sperimenta un orgasmo. Continua poi a tenere premuto quel punto fino a quando l’orgasmo, o “iniaculazione”, non si è completato.

S. Chang – “Il Tao del Sesso – Il Libro della Saggezza Infinita”

Ogni cultura possiede delle conoscenze specifiche di anatomia e fisiologia umana e le utilizza in maniera tradizionale. Pensandoci bene anche il nostro ambiente ci informa di alcune tecniche sessuali, ma ne cela altre.
C’è ancora molto da scoprire sulla sessualità! Spero di averti incuriosito!

Hedwig, la diva con qualcosa in più… tra le gambe.

Hedwig and the Angry Inch è un musical rock molto popolare negli States. Talmente popolare che nel 2001 è stato trasformato in un film davvero originale, composto da video, cartoni e tanta, tanta musica. Scenico, divertente. Io sono andata a vederlo al cinema, convinta di andare a vedere La Rivincita delle Bionde. Beh, mi sono sbagliata! Ma la serendipità mi ha portata a scoprire uno dei più bei film di sempre. Ho la colonna sonora sempre in auto e mi energizza quando ho bisogno di quella spinta in più. Really rock, baby!

La parte più interessante di Hedwig è che prima dell’operazione si chiamava Hansel. Ebbene, il film parla di transessuali. La trama è piuttosto complicata, perchè viene esposta tramite flashback musicali, il che la fa sembrare piuttosto irrilevante: non occorre che tu segua il filo, goditi la musica!
Il film è scritto, diretto, interpretato e cantato da John Cameron Mitchell (qui in foto).

 

TRAMA

Hansel nasce nella Germania dell’Est, ha tratti femminili, ama il rock, la filosofia greca e il capitalismo. Vuole scappare da Berlino Est, trova l’amore di un soldato americano. Chiaramente i matrimoni gay non sono permessi, così Hansel si sottopone ad un’operazione per transitare al genere femminile. L’intervento però non riesce perfettamente, lasciando un pezzetto di pene tra le gambe di Hansel, appena 1 pollice di carne, ovvero the angry inch (il pollice arrabbiato). Hansel prende il nome e l’identità della madre, Hedwig, e si sposa: fugge così in America. La vita in Kansas non è esattamente come se l’aspettava. Il marito la lascia e il muro cade. Impotente decide di risollevarsi fondando un gruppo rock (ecco la canzone come si fa a non adorarla?!). Trova lavoro come babysitter di Tommy, un ragazzino timido che lei svezza culturalmente e sessualmente. Lei canta spesso le sue canzoni a Tommy, il quale, una volta cresciuto, le ruba e diventa una celebre rock star Tommy Gnosis. Hedwig lo insegue concerto dopo concerto, per dimostrare che le canzoni sono sue.
E’ a questo punto che comincia il film.

IDENTITÀ DI GENERE & cambiamento

Maschio o femmina si nasce, ma la percezione netta di essere di genere maschile o femminile arriva tra il 3° e 4° anno d’età e rimane stabile per tutta la vita.

I transgender non si classificano ne’ come maschi ne’ come femmine. Anzi, odiano le classificazioni. Come Buck Angel porno attore con la vagina (tutt’altro che una femminuccia).
In questa categoria rientrano, sfuggenti, anche i transessuali. Queste persone hanno l’idea persistente di voler cambiare. Non hanno problemi medici (non sono ermafroditi), ma vivono con disagio la loro situazione.

In Italia il protocollo prevede tre fasi per la transizione da un sesso ad un altro:

  1. real life experience, ovvero assumere le sembianze dell’altro sesso prima del cambiamento definitivo. Fare le prove e vedere come va dato che non si può poi tornare indietro;
  2. terapia ormonale, che permette l’assunzione di alcuni caratteri secondari dell’altro sesso (es. i peli);
  3. intervento, mammoplastica e vaginoplastica (per i MtF – Male to Female); adenectomia sottocutanea, isterectomia e falloplastica (per i FtM).

 

CONTROVERSIE

I transessuali sono malati?

Ni. Consideriamo che il genere è una varianza e non una patologia (come nascere maschio non è di per sè una malattia, anche se a volte ci sono dei dubbi in merito). In questo modo i transessuali non possono essere considerati delle persone disturbate. E quindi non subirebbero la stigma sociale e quindi vivrebbero meno stress e quindi saremmo tutti più felici. Perfetto! Però.
C’è sempre un però!
Nel caso si togliesse in maniera definitiva dall’elenco delle patologie, le operazioni di cambio di sesso non sarebbero più sostenute dalle politiche sanitarie nazionali come rimedio ad una malattia, ma rientrerebbero negli interventi di chirurgia plastica per motivi estetici e quindi non finanziate. In questo momento nel nostro Paese gli interventi di chirurgia plastica genitali sono mutuabili. Bell’inghippo.
Al momento è stato risolto attribuendo alla transessualità l’etichetta di “disforia“. Ne’ carne ne’ pesce: vitel tonné.

Da che età si può cambiare sesso?

In Italia dai 18 anni, chiaramente. Però.
Però in Olanda dai 12, dove si interviene con un blocco della pubertà che verrà poi confermata con il passaggio definitivo al sesso prescelto dopo la maggiore età. Si va a evitare il traumatico sviluppo adolescenziale. Qui lascio la questione sospesa. Cosa ne pensate?

Per diventare uomo devo avere il pene?

No. La falloplastica è molto complicata per questa ragione è sufficiente eliminare le ghiandole del seno e l’utero. A quel punto puoi andare all’anagrafe e farti cambiare la carta d’identità. Per questa ragione il mondo delle appartenenze di genere è davvero diversificato. Non esistono transizioni complete, nel senso che la meta è data dalla persona che se la pone.

Che relazione c’è tra trans e gay?

Nessuna. Luca può diventare Lucia e non smettere di amare Barbara. Potremmo dire che… Luca non era gay, era etero. Adesso è lesbica.
E se Lucia e Barbara erano sposati? Eh!

E’ necessario un percorso psicologico?

No. E’ consigliabile, spesso è presente un invio dall’endocrinologo, ma non necessario. La psicologia non è la frontiera da abbattere per giungere al tanto desiderato intervento. E’ un’alleata, una fan, una sostenitrice della persona.

Kinsey, quando un rapporto diventa scandaloso

Kinsey – film trailer

Quando una persona va dal medico per un problema, la prima cosa che fa è visitarla.
Ci sono problemi però che non possono essere visitati, controllati, ma il dottore si deve fidare di ciò che il paziente riporta. Bisogna che egli faccia le giuste domande e sappia interpretare correttamente le risposte che gli vengono fornite.

Così accade per tutto ciò che riguarda la sessuologia. Il materiale disponibile è dato da un’intervista. Si parla, molto, di sesso. Let’s talk about sex.

Il primo a a fare domande fu Albert Kinsey, entomologo statunitense (quello che cataloga e studia gli insetti). Era il 1938, anno di “Over the Rainbow“, per intenderci.

Cresciuto in una famiglia fortemente conservatrice, era un abile ricercatore di Harvard. Come tale si rese conto della mancanza di utili statistiche in materia sessuale e si focalizzò su questo importante aspetto della vita umana. Condusse una ricerca vastissima: 18.000 interviste, di cui 7985 condotte personalmente da lui! Chiedeva di tutto, senza pudore. Per la prima volta in America si parlò di masturbazione, di rapporti orali e anali, di omosessualità e di adulterio. All’epoca il tradimento era considerato un reato in 43 Stati e Kinsey dimostrò che il 50% degli uomini sposati aveva avuto relazioni extraconiugali.

Immaginatevi la notizia bomba quando pubblicò i risultati in due volumi (finanziati dalla fondazione Rockfeller), gergalmente chiamati il “rapporto Kinsey“:  Il comportamento sessuale dell’uomo (del 1948) e Il comportamento sessuale della donna (del 1953).

LE CRITICHE

Lo scalpore fu tale che gli vennero tolti i finanziamenti. Venne criticato per il metodo di intervista, ma soprattutto per i risultati ottenuti.
Kinsey fondò e diresse lInstitute for Sex Research, dove collaboratori ed allievi continuano la sua opera mantenendo tutta la documentazione originale per chiunque la voglia consultare.

Le critiche sono state molteplici, da tutti i punti di vista. E’ tuttora accusato di essere la causa del libertinaggio sessuale del mondo occidentale, il reale ispiratore di Playboy e di aver avuto come collaboratori pedofili nazisti. Ecco un film – documentario.

LA CELEBRE SCALA KINSEY:

 

Uno dei suoi principi teorici più celebri fu la Heterosexual/ Homosexual Rating Scale, una scala a sette punti di valutazione dell’orientamento sessuale di un soggetto. Gli intervistati non dovevano dire se erano etero o omosessuali, ma quanto lo erano (0 = etero; 3 = bi; 6 = omo; più una casella per i “non interessati”). Una rivoluzione.

Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura ha raramente a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.

A. Kinsey “Il Comportamento Sessuale nel Maschio Umano”

Consiglio di vedere il film “Kinsey – Let’s talk about sex” del 2004. Commedia carina, fa pensare. Meno scandalosa della storia che racconta.

Definisci: ‹nor·mà·le› agg., s. f.

Sono normale?

Probabilmente sì. Anzi, molto probabilmente. La normalità, innanzitutto, è una questione statistica. Se la maggioranza della popolazione è come te, allora sei normale.
Se tutti parlassero da soli come me, sarei normale. Invece sono solo speciale.

PERCHE’?

In tutte le culture si cercano le cause degli aspetti significativi delle persone e per questa ragione l’uomo continuamente ricerca interpretazioni riguardo il corpo e la mente: cos’è la norma e perchè ci sono le deviazioni?

Si tratta chiaramente di teorie. Mi capita spesso di discutere con gli amici delle cause dei disturbi mentali o sessuali. Potremmo dire che in occidente le cause sono principalmente interpretate da cinque modelli:

  1. modello biologico o medico – “è un problema genetico!”
  2. modello psicodinamico – “ha rimosso l’ansia conflittuale!”
  3. modello socio-relazionale – “i suoi genitori sono pessimi!”
  4. modello comportamentale – “ha sempre fatto così!”
  5. modello biopsicosociale – “è tutto un casino…” (teoria che condivido pienamente)

Se già è complicato teorizzare la patologia, immaginate quanto lo sia per una teoria della normalità.
Ci sono tre tipi di normalità: statistica, funzionale e culturale.
La normalità statistica è la principale: dato che è così difficile definire la vasta normalità si definisce sempre ciò che è fuori dal normale. Le piccolezze. E’, in effetti, una non definizione. Si poteva pensare a qualcosa di meglio. “Ma se così fan tutte…”
A questa si aggiunge la normalità funzionale: se funziona, allora è normale. “Sono una strana coppia, ma se funziona…”

 

Ultima, ma decisamente più interessante, la normalità culturale.
Ci sono delle questioni che si spiegano solo nell’ambiente nelle quali si presentano. In quest’ottica si possono leggere le varie manifestazioni della sessualità, normali o patologiche, prestando attenzione alla definizione di normalità presente nella cultura di riferimento. Relativismo: ciò che era patologico un tempo, ora non lo è più; ciò che è normale qui, non lo è altrove. Tempo e spazio.

Alcune manifestazioni della sessualità vengono ritenute normali, o sono comunque generalmente accettate, nella cultura occidentale, ma non in altre.

Vi porto come esempio la società Kàgaba, un popolo agricolo colombiano, che crede che la disseminazione di ulteriore sperma nella terra avrebbe effetti dannosi, in quanto essa ne sarebbe ormai del tutto impregnata. Per questa ragione ogni atto sessuale è cattivo e pericoloso: l’ideale è la completa astinenza. La masturbazione e l’incesto vengono considerati mostruosi, ma paradossalmente sono molto frequenti. Anzi, sono l’unico popolo in tutto il mondo che considera l’atto masturbatorio come più soddisfacente del rapporto completo. Inoltre tutti i giovani maschi devono avere il loro primo rapporto sessuale con un’anziana. Alta la frequenza di difficoltà erettive, ça va sans dire.

Riflessione finale:
La cultura si può intendere in senso lato. Ognuno di noi è portatore di un modello culturale mediato dagli stimoli ricevuti nel corso della vita. In questo modello risiede anche una visione della sessualità. Siamo normalmente portati a percepirla, immaginarla, averne delle teorie o delle convinzioni radicate. A volte però è necessario modificarla o arricchirla per migliorare il nostro benessere; è necessario mettersi in gioco.
Attenzione: essere accoglienti, ma non relativisti.

Siamo ragionevoli, non razionali. Non logici, ma di senso.

SEX PILLS – Determinazione sessuale

Questo video della TED Education (lessons worth sharing) illustra come si riproducono le specie animali e come viene determinato il sesso.

Fa ben capire come l’essere maschio o femmina non è banale, anzi!
L’uomo è uno degli animali, rientriamo come qualcosa di più grande e complesso. Dopo aver visto come nasce una tartaruga femmina ci sentiamo davvero normali!

Interessante. Come interessante è il progetto TED, una vastissima libreria di video che diffonde informazioni e conoscenze.

In inglese, chiaramente.