SEX PILLS: Violenza di genere e bambini

Tutti i paesi, a parte la Somalia e gli Stati Uniti, hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo (CRCidem), che riconosce ai bambini e ai giovani dei diritti protetti giuridicamente, tra cui:
  • Il diritto alla protezione contro la discriminazione o sanzione in base al sesso, genere, ecc (Articolo 2)
  • Il diritto alla vita e alla possibilità massima di sopravvivenza e sviluppo (Articolo 6)
  • Il diritto di esprimersi liberamente, nel rispetto del diritto degli altri (Articolo 13)
  • Il diritto di essere protetto da abusi o negligenza da parte dei genitori o tutori (Articolo 19)
  • Il diritto all’educazione (Articolo 28)
  • Il diritto di essere protetto contro lo sfruttamento sessuale (Articolo 34)

Squirting: un Duro sbaglio!

Mannaggia a te Angelo Duro!

Mannaggia alla tua beata ignoranza!
Mannaggia alla tua bravura, alla tua incredibile comicità che ha portato in questo mese il tuo video La Maturità Che Vorrei campione di visualizzazioni!

Esilarante, niente da dire. Fabio de Luigi sempre mitico. Peccato per il finale che mi ha fatto prudere le mani (come dice mia nonna).

Angelo, l’eiaculazione femminile non esce dal naso. No. Nemmeno dagli occhi. Ma nemmeno dalla vagina! Esce dal canale uretrale, ovvero da dove le donne fanno la pipì.

Ripeto: IL FLUIDO DELLO SQUIRTING ESCE DALL’URETRA. Non dalla vagina.

So che per gli uomini l’informazione può essere una scossa troppo forte: le donne hanno due canali diversi, la vagina (penetrabile) e l’uretra. Invece per il maschio coincidono. Lo spiego sempre ai bambini, a scuola. E la domanda dei maschietti è sempre… “e se ci confondiamo e facciamo la pipì nella vagina?”. Ehm. Da lì si sviluppano mie esilaranti performance di scalata sugli specchi con uso di metafore come “la gola mangia e respira, ma non si confonde”.
“Ma maestra Anna a volte tossisco e mi si confonde!”.

“Non ti preoccupare, qualsiasi cosa succeda sarai meno confuso di Angelo Duro” sarà la mia futura risposta.

Perchè mi accanisco in questa risposta?

Generazioni di donne hanno creduto di urinare, di essere sbagliate, di non poter godere. Silenzio e vergogna dovuti proprio al fatto che il liquido non uscisse dalla vagina, ma dall’uretra. Era evidentemente pipì…! O no?

Poi arrivò youporn e lo squirting (o eiaculazione femminile) diventò un fenomeno interessante. Eccitante. Un fenomeno da baraccone.

Ora la sessuologia cerca di rassicurare le donne: alcune di voi nel momento di massima eccitazione eiaculano. Capita. Non è urina. E’ la prostata.

La prostata sarebbe esclusiva maschile, ma tutte le donne ne hanno un pezzettino in ricordo. E’ lì, nel punto G. Alcune hanno una prostata più sviluppata ed eiaculano. Altre invece non riescono nemmeno ad identificare la zona, tanto è minuta.

In ogni caso, tutte normali. O almeno: donne.

Quindi ridiamoci su, con un’altra sbagliata canzone sull’eiaculazione femminile che canta così…

spruzzavi acqua dalla vagina ed io mi spaventai,
ora lo chiaman squirting, ma ai tempi non sapevo, credevo stessi male.
Mi visitò un dottore mi disse “non è niente, è nettare d’amore”

Ruggero dei Timidi

A scuola: la disinformazione che solletica

Ieri.

Faccio educazione alla sessualità ad una classe quinta della Primaria (ovvero le elementari). Classe frizzante, è divertente anche per me. Uscendo mi fermo a scambiare quattro chiacchere col maestro. Ci chiediamo come è possibile che i bambini siano così informati ma disinformati riguardo la sessualità. Facciamo ipotesi: scuola, famiglia, agenzie educative…

Mi fermo al bar a prendere un caffè prima dell’incontro con altre insegnanti, e la risposta arriva dall’alto. Mi sento chiamata. Ad alto volume Two Fingerz – Bukowsky

Sorrido, come un’ebete. Le parole risuonano chiare dentro al bar. Anzi, esco con la musica in testa, non riesco a non pensarci. Fastidiosi motivetti. [almeno quanto fastidioso video… ma questa è un’altra storia]

Raggiungo le maestre per un colloquio, alla fine mi fanno leggere un esilarante tema di una bambina di quarta elementare, che fa più o meno così…

UN GRANDE SPAVENTO!
L’altra notte non riuscivo a dormire perchè sentivo dei forti rumori provenire dalla camera dei miei genitori. Era notte fonda, le dieci di sera, e sentivo urla e calci. Così ho chiesto ad alta voce cosa stesse succedendo, ma all’improvviso tutto si fermò. Cercai di riaddormentarmi quando tutto quel rumore ricominciò. Decisi di andare a vedere, ma arrivata all’ultimo gradino del mio letto a castello nuovamente si fece silenzio. Cercai di nuovo di riprendere sonno, quando nuovamente sentii quei rumori. Decisi di andare a vedere così, arrivata alla camera dei miei genitori, aprii la porta ma si fece improvvisamente silenzio. Tornai indietro, ma allora ricominciarono le urla e mia madre urlò ancora più forte. Così andai a vedere, ma arrivata alla porta nessun rumore. Così feci finta di andarmene, facendo dei passetti ma tornando indietro e quando i rumori ricominciarono spalancai la porta: era il papà che stava facendo il solletico alla mamma!”

True story.

Il femminile e il maschile sono socioculturali

L’esibizione della propria identità di genere è mediata socioculturalmente.

Non credo servano tante parole per descrivere questo fenomeno, infatti se riusciamo a percepire la storia dell’uomo come una complessa evoluzione di eventi concatenati vedremo l’attualità come figlia del tempo.

Breve video incisivo sul make up della Korea negli ultimi 100 anni: guardate come la guerra può modificare l’estetica femminile…!

E il maschile?

Eccolo! Spesso siamo focalizzati sull’esperienza femminile, invece gli eventi sociopolitici e culturali influenzano fortemente anche l’esibizione maschile.

http://https://www.youtube.com/watch?v=h16y4m2TJsg

 

L’Ordine fa ordine

L’Ordine degli Psicologi del Veneto (di cui faccio parte) questa settimana ha redatto un documento che ricorda, ancora una volta, la posizione etica che lo psicologo adotta nella questione controversa dell’omosessualità.

Quale ruolo assume l’educazione sessuale? Che posto occupano le terapie riparative?

La bellezza del documento, di semplicità quasi disarmante, risiede nel essere un copiaincolla di tutta una serie di documentazioni che dicono: lo psicologo ha una sua ferrea etica, è un professionista indipendente, che ha il diritto e il dovere di mantenere la sua autonomia professionale e pertanto rispetta i valori e le credenze di tutti i suoi clienti. Full stop.

 

Nulla da aggiungere.

Il documento è qui.

Confusione a scuola, i libri non aiutano

Su una lavagna i ragazzi scrivono: “Patroclo e Achille, forevah and evah”.
Il prof commenta: “l’assessora lombarda alla Cultura mi accuserebbe di insegnare a scuola la teoria del gender. Invece è solo l’Illiade. Cuori ai miei studenti

Quando si confondono i piani mi chiedo sempre se c’è qualcosa sotto o è solo incoscienza.

Alessandro, insegnante milanese dal profilo facebook “diversamente privato”, pubblica su facebook l’immagine di cui sopra. Citando l’assessore Cristina Cappellini, mescola l’orientamento sessuale con l’appartenenza di genere. Anche l’assessore era caduta nella stessa trappola, presentando, sotto le feste natalizie, la sua “perplessità” verso giochi gender e calendari dell’Avvento laici.

Stiamo calmi.

Alessandro, penso che ci sia della confusione: l’orientamento sessuale non influisce sull’appartenenza di genere. Il genere è il ruolo nel quale ci riconosciamo (maschio o femmina, ad esempio), mentre l’orientamento è verso l’altro, colui o colei che ci piace.
La teoria gender si riferisce quindi ad un’educazione priva della dicotomia netta tra ruolo maschile e femminile, creando un ambiente più neutro nel quale bambini e bambine sono più liberi di scegliere i comportamenti più adatti alla loro personalità e non imposti dalla cultura di riferimento.
Invece l’orientamento sessuale è una questione d’attrazione, ma è tutta un’altra cosa.
Quindi Patroclo e Achille potrebbero amarsi anche biblicamente (dipende dalle interpretazioni del testo), ma questo non fa di lei un teorico gender. Forse solo un insegnante in linea col programma.
Davvero, vorrei tanto che non ci fosse nulla di speciale nel fare degnamente il proprio lavoro.

Ma, in effetti, non diamolo per scontato.

(esistono libri scontati al 15% che mostrano come le bambine dovrebbero chiamare cagnolino ciò che i bambini chiamano cane)

Ecco cosa combatte l’educazione gender.

Lo sapevi che? Anatomia sessuale

Domani vado a San Rossore (Pisa), alla Route Nazionale Agesci. Sono un po’ emozionata.

Sono attesi più di 30mila ragazzi scout, sarà un’avventura affascinante.

Sarò lì con un laboratorio dal titolo “Sessualità a 5 dimensioni“, condotto con la mia collega Giulia, anche lei capo clan. I ragazzi iscritti potranno interrogarsi sul sesso e sulle sfaccetature.

Bene bene bene. Ecco in anteprima le domande provocatorie che porremmo alle scolte e ai rover sulla dimensione biologica del sesso: come siamo fatti?

Qual è quella parte del corpo umano che si inturgidisce durante l’eccitazione ed è lunga mediamente 11 cm?

Il clitoride.

Ha il prepuzio, ovvero un cappuccio di pelle che ne ricopre la punta… si chiama?

Il clitoride… ma anche il pene!

E’ una sostanza bianco giallastra formata da residui di epitelio, di secrezioni sebacee e di urina che si accumula fra prepuzio e glande…come si chiama? Lo hanno uomini o donne?

Lo smegma. Entrambi.

L’uomo produce spermatozoi per tutta la durata della vita (da quando diventa fertile). Quanto tempo è necessario perché si creino gli spermatozoi dal testicolo e giungano all’ampolla del dotto deferente?

70 giorni.

E’ l’uomo o la donna a produrre una secrezione lubrificante durante l’ultima fase dell’eccitamento sessuale?

Entrambi, la donna grazie alle ghiandole del Bartolini, l’uomo grazie alle ghiandole di Cowper e a quelle di Littré.

Come si chiama quella parte del corpo lunga 10-11 cm che si dilata durante l’eccitazione sessuale?

La vagina.

Qual è quella parte che si avvicina e si allontana dal corpo a seconda della temperatura esterna?

Lo scroto.

Come vedete dalle domande poste il corpo femminile e quello maschile sono molto simili tra loro e, nonstante ce ne sia stato affidato uno dalla nascita, non lo conosciamo pienamente.

Spero così di incuriosire i ragazzi, farli riflettere ma far partire il tutto da un gioco. Vi farò sapere come è andata…

Buona strada!

 

 

Tosi, che omo!

Aspetto gli uomini di Tosi in studio da me.

Con 17 voti a favore e 12 contrari, il consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione volta a impedire che nelle scuole comunali si possa parlare di omosessualità. L’idea è quella di istituire un osservatorio e un numero verde per le segnalazioni dei genitori sulle attività di educazione affettivo e sessuale.

Ho le mani che mi prudono: questa è totale incompetenza.

Esigo che i finanziamenti vengano realmente orientati all’educazione sessuale, perchè il sistema attuale per non incorrere in questo tipo di problematiche era farle passare sotto silenzio non attivando nelle scuole una sistematica programmazione.

Se non si parlerà mai di sesso non si inciamperà mai nel problema… a scuola, per lo meno.

Esigo una reale formazione dei professionisti che fanno educazione sessuale nelle classi. Voglio che questa formazione sia certificata.
Il professionista sa che non sta a lui far passare i valori etici personali, ma creare un ambiente sano di collaborazione e confidenza tra i bambini e i ragazzi che si confronteranno sulle tematiche facendo emergere un loro punto di vista sulla questione.

Io non ho mai risposto a domande sull’omosessualità dicendo “è giusto – è sbagliato” nonostante io abbia un’idea in merito, ma ho sempre detto:

“…in Italia non ci si può sposare tra persone dello stesso sesso, ma in altri Stati esteri sì. In Italia si può però riconoscere un matrimonio celebrato in un altro Paese. Questo ci fa capire come la sessualità abbia molto in comune non solo con la cultura, ma anche con le leggi dello Stato. Molti argomenti del sesso sono regolati da leggi, che possono anche cambiare nel tempo, e possiamo essere in disaccordo o a favore, ma l’importante è che le rispettiamo”.

Poi sta a loro farsi un’opinione, discutendo le informazioni che hanno e riportando quello che hanno sentito a casa e che hanno respirato nell’educazione che hanno ricevuto fino ad allora. Ma non sarò io. Sia mai.

Ecco la notizia qui e qui.