SEX PILLS – Donne e uomini che si autorealizzano

Mi sono commossa guardando questo video in lingua spagnola di sostegno alla campagna ONU di promozione dell’uguaglianza di diritti tra uomini e donne HeForShe, lanciata da Emma Watson. E’ esattamente quello che voglio da questo mondo. E’ la mia lotta, il mio respiro.
 
Parla di un’uguaglianza civile vera, senza pregiudizio, per le donne e per, spesso lo scordiamo, per gli uomini.
Parla delle gioie della vita: la soddisfazione di fare ciò che ci viene bene e di cui ci assumiamo una responsabilità, senza scordare il genere a cui apparteniamo. Di come arrampicarci sulla piramide di Maslow, per giungere a ciò che ognuno di noi ambisce: l’autorealizzazione.
Questa è la mia vocazione di vita, la mia scelta come donna di questa polis, la mia scelta di servizio al prossimo.
 
“Un uomo deve essere ciò che è capace di fare. Egli deve essere coerente con la propria natura. L’autorealizzazione è un desiderio di diventare sempre più ciò che si è idiosincraticamente, di diventare tutto ciò che si è capaci di diventare”.
Maslow
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Ti amo, sono solo parole

Mi chiedo con forza perchè l’amore viene percepito come complicato.

Non esiste un amore semplice?
Un amore che coniuga con fluidità il tuo cuore e la tua mente?
Pensi che ami. Senti che ami.
E che sia giusto: è razionalmente ed irrazionalmente la persona giusta.

Un amore per il quale non devi litigare con te stesso, ma che ti risulti facile.

E’ stata la canzone italiana a rovinare tutto? A farci percepire che un amore autentico debba essere talmente passionale da risultare arrabbiato e geloso?

I ragazzi mi dicono: la gelosia è un segnale che ci indica che l’altro tiene a noi.

E io rispondo: ma non sarebbe meglio un Ti Amo per dire che ti ama?

E loro: ma dire il Ti Amo è solo parole, non vale molto.

Ed io: e una sfuriata di gelosia, non è a quel punto solo parole? Perchè dovrebbe valere di più?

amore

Dimmi solo che mi ami.

#escile, tra ironia ed umiliazione

Importante sfida di femminilità a colpi di hashtag tra gli atenei. #escile diventa un tormentone.

In questi giorni le studentesse di Milano si sfidano, mostrando i seni con scritto in pennarello l’ateneo di appartenenza.

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Partito da un gruppo su facebook, sembra non riuscire più a fermarsi il tamtam dei selfie delle tette delle future dottoresse. Bocconi, Policlinico… e poi si allarga.

Critica Bocconi-PoliMi

PoliMi Lecco

Rispondono le ragazze di Palermo che si fanno i selfie con i pesanti tomi delle loro materie di studio: i Codici, i manuali. Vengono prese per puritane del Sud.

E poi le veneziane che decidono di scarabocchiarsi la fronte, per indicare che il cervello è sicuramente la parte da far uscire. Ma forse il Veneto non è la patria della goliardia universitaria? Cos’è successo, da quando hanno cominciato a prendersi sul serio?

Mh, si vede che è periodo di esami. La sessione di gennaio può fare brutti scherzi.

E’ sempre più difficile fare formazione ai ragazzi sul sexting quando l’opinione pubblica si scatena a suon di #escile.

In questi giorni ho incontrato molti ragazzi diciottenni per un progetto contro la violenza di genere, ai quali ho chiesto di dirmi come si sentirebbero se scoprissero che sta girando online una foto che li ritrae in slip in una posa umiliante. Volendo lavorare sulle emozioni e il confronto attivo in una comunità autoeducante che si stimola suggerendosi buone prassi mi interessava sinceramente avere una loro opinione.
Davanti alla notizia che una tua foto umiliante stia girando tra i tuoi amici e compagni di scuola, che emozioni proveresti? Rabbia, tristezza…?
I ragazzi sono rimasti un po’ di stucco alla domanda per poi chiedermi: “ma cosa vuol dire umiliante?“.

Ecco.

Come si può credere di fare un percorso contro le violenze se 130 ragazzi di quarta superiore non sanno cosa significa umiliante e non riescono ad afferrare il concetto?!

Sono talmente spiazzata dalla domande, che si ripete per tutte le 8 classi che ho incontrato, che temo di non essere riuscita a trasmetterne il concetto di fondo.

Cosa può significare umiliante per un ragazzo nel 2016?

E’ un termine che ha ancora senso?

Cosa significa oggi prevenzione della violenza psicologica?

Tosi, che omo!

Aspetto gli uomini di Tosi in studio da me.

Con 17 voti a favore e 12 contrari, il consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione volta a impedire che nelle scuole comunali si possa parlare di omosessualità. L’idea è quella di istituire un osservatorio e un numero verde per le segnalazioni dei genitori sulle attività di educazione affettivo e sessuale.

Ho le mani che mi prudono: questa è totale incompetenza.

Esigo che i finanziamenti vengano realmente orientati all’educazione sessuale, perchè il sistema attuale per non incorrere in questo tipo di problematiche era farle passare sotto silenzio non attivando nelle scuole una sistematica programmazione.

Se non si parlerà mai di sesso non si inciamperà mai nel problema… a scuola, per lo meno.

Esigo una reale formazione dei professionisti che fanno educazione sessuale nelle classi. Voglio che questa formazione sia certificata.
Il professionista sa che non sta a lui far passare i valori etici personali, ma creare un ambiente sano di collaborazione e confidenza tra i bambini e i ragazzi che si confronteranno sulle tematiche facendo emergere un loro punto di vista sulla questione.

Io non ho mai risposto a domande sull’omosessualità dicendo “è giusto – è sbagliato” nonostante io abbia un’idea in merito, ma ho sempre detto:

“…in Italia non ci si può sposare tra persone dello stesso sesso, ma in altri Stati esteri sì. In Italia si può però riconoscere un matrimonio celebrato in un altro Paese. Questo ci fa capire come la sessualità abbia molto in comune non solo con la cultura, ma anche con le leggi dello Stato. Molti argomenti del sesso sono regolati da leggi, che possono anche cambiare nel tempo, e possiamo essere in disaccordo o a favore, ma l’importante è che le rispettiamo”.

Poi sta a loro farsi un’opinione, discutendo le informazioni che hanno e riportando quello che hanno sentito a casa e che hanno respirato nell’educazione che hanno ricevuto fino ad allora. Ma non sarò io. Sia mai.

Ecco la notizia qui e qui.