Squirting: un Duro sbaglio!

Mannaggia a te Angelo Duro!

Mannaggia alla tua beata ignoranza!
Mannaggia alla tua bravura, alla tua incredibile comicità che ha portato in questo mese il tuo video La Maturità Che Vorrei campione di visualizzazioni!

Esilarante, niente da dire. Fabio de Luigi sempre mitico. Peccato per il finale che mi ha fatto prudere le mani (come dice mia nonna).

Angelo, l’eiaculazione femminile non esce dal naso. No. Nemmeno dagli occhi. Ma nemmeno dalla vagina! Esce dal canale uretrale, ovvero da dove le donne fanno la pipì.

Ripeto: IL FLUIDO DELLO SQUIRTING ESCE DALL’URETRA. Non dalla vagina.

So che per gli uomini l’informazione può essere una scossa troppo forte: le donne hanno due canali diversi, la vagina (penetrabile) e l’uretra. Invece per il maschio coincidono. Lo spiego sempre ai bambini, a scuola. E la domanda dei maschietti è sempre… “e se ci confondiamo e facciamo la pipì nella vagina?”. Ehm. Da lì si sviluppano mie esilaranti performance di scalata sugli specchi con uso di metafore come “la gola mangia e respira, ma non si confonde”.
“Ma maestra Anna a volte tossisco e mi si confonde!”.

“Non ti preoccupare, qualsiasi cosa succeda sarai meno confuso di Angelo Duro” sarà la mia futura risposta.

Perchè mi accanisco in questa risposta?

Generazioni di donne hanno creduto di urinare, di essere sbagliate, di non poter godere. Silenzio e vergogna dovuti proprio al fatto che il liquido non uscisse dalla vagina, ma dall’uretra. Era evidentemente pipì…! O no?

Poi arrivò youporn e lo squirting (o eiaculazione femminile) diventò un fenomeno interessante. Eccitante. Un fenomeno da baraccone.

Ora la sessuologia cerca di rassicurare le donne: alcune di voi nel momento di massima eccitazione eiaculano. Capita. Non è urina. E’ la prostata.

La prostata sarebbe esclusiva maschile, ma tutte le donne ne hanno un pezzettino in ricordo. E’ lì, nel punto G. Alcune hanno una prostata più sviluppata ed eiaculano. Altre invece non riescono nemmeno ad identificare la zona, tanto è minuta.

In ogni caso, tutte normali. O almeno: donne.

Quindi ridiamoci su, con un’altra sbagliata canzone sull’eiaculazione femminile che canta così…

spruzzavi acqua dalla vagina ed io mi spaventai,
ora lo chiaman squirting, ma ai tempi non sapevo, credevo stessi male.
Mi visitò un dottore mi disse “non è niente, è nettare d’amore”

Ruggero dei Timidi

A scuola: la disinformazione che solletica

Ieri.

Faccio educazione alla sessualità ad una classe quinta della Primaria (ovvero le elementari). Classe frizzante, è divertente anche per me. Uscendo mi fermo a scambiare quattro chiacchere col maestro. Ci chiediamo come è possibile che i bambini siano così informati ma disinformati riguardo la sessualità. Facciamo ipotesi: scuola, famiglia, agenzie educative…

Mi fermo al bar a prendere un caffè prima dell’incontro con altre insegnanti, e la risposta arriva dall’alto. Mi sento chiamata. Ad alto volume Two Fingerz – Bukowsky

Sorrido, come un’ebete. Le parole risuonano chiare dentro al bar. Anzi, esco con la musica in testa, non riesco a non pensarci. Fastidiosi motivetti. [almeno quanto fastidioso video… ma questa è un’altra storia]

Raggiungo le maestre per un colloquio, alla fine mi fanno leggere un esilarante tema di una bambina di quarta elementare, che fa più o meno così…

UN GRANDE SPAVENTO!
L’altra notte non riuscivo a dormire perchè sentivo dei forti rumori provenire dalla camera dei miei genitori. Era notte fonda, le dieci di sera, e sentivo urla e calci. Così ho chiesto ad alta voce cosa stesse succedendo, ma all’improvviso tutto si fermò. Cercai di riaddormentarmi quando tutto quel rumore ricominciò. Decisi di andare a vedere, ma arrivata all’ultimo gradino del mio letto a castello nuovamente si fece silenzio. Cercai di nuovo di riprendere sonno, quando nuovamente sentii quei rumori. Decisi di andare a vedere così, arrivata alla camera dei miei genitori, aprii la porta ma si fece improvvisamente silenzio. Tornai indietro, ma allora ricominciarono le urla e mia madre urlò ancora più forte. Così andai a vedere, ma arrivata alla porta nessun rumore. Così feci finta di andarmene, facendo dei passetti ma tornando indietro e quando i rumori ricominciarono spalancai la porta: era il papà che stava facendo il solletico alla mamma!”

True story.

Il piacere di illustrare la sessualità ordinaria

Mi piace molto il mondo dell’illustrazione, e trovo interessante il progetto sviluppato da Masonry. Masonry è una massoneria di illustratori i quali, stanchi di lavorare su progetto altrui in un mondo di competizione, decidono di fondare una corporazione e di dedicarsi a ciò che a loro piace.

E cosa poteva essere se non illustrare la sessualità?

Il progetto completo di tutte le tavole lo trovare qui. Sono presenti tra queste le mie dieci preferite: a mio parere hanno saputo caratterizzarsi per lo stile e il tema affrontato. Senza strafare sono rimasti vicini alla quotidianità e al piacere delle piccole cose.

Le altre tavole sono decisamente più pungenti. E detto questo… vi conviene andarle a vedere tutte! 🙂

Lunga vita agli spermatozoi!

Mi capita ogni tanto di fare 2 + 2.

Sapete quella sensazione strana, un’epifania, un insight. Se non sapete cos’è un insight googlate. Anzi, leggetevi la wikipagina: è quasi magia. V’intripperà.

In ogni caso ho avuto un insight sullo sperma! Mh, sì, detto così.
Infatti ho sempre saputo che gli spermatozoi nascono nei testicoli e hanno un lungo viaggio da affrontare prima di arrivare ad accumularsi preso la vescicola seminale.

Per compiere questo viaggio impiegano circa 70 giorni.

L’altra informazione in mio possesso, e probabilmente a voi nota, è che lo scroto penzola dal corpo maschile per mantenere i testicoli a una temperatura inferiore a quella corporea. Avrete sicuramente notato che in condizioni di temperature artiche (ovvero farsi il bagno al mare) lo scroto avvicina i testicoli al corpo per mantenere la loro temperatura costante. Ecco quindi che la sacchetta scrotale ci permette di fare delle ottime previsioni del tempo.

Infatti la temperatura ideale è attorno ai 33,4°. Diciamo che il freschetto li mantiene belli attivi. Invece un aumento prolungato della temperatura può essere causa di infertilità. Gli uomini non fertili hanno mediamente una temperatura attorno ai 34,75°.

Ed ecco l’insight. Se hai la febbre alta potresti rimanere sterile per 70 giorni.

Infatti tutti gli spermatozoi verrebbero uccisi: sia i nascituri, sia i viandanti del dotto deferente. Ah no? Come ho potuto non arrivarci prima?!

Altre curiosità in: Anatomia Sessuale.

Zero sfumature di grigio

Forse avrei dovuto guardare/leggere le 50 sfumature di grigio.

Per cultura personale? Per cultura professionale…?

Devi farlo! Così hai un elemento in comune per poter parlare coi tuoi pazienti!” dicono le colleghe sessuologhe.

All’inizio mi sono fatta consigliare dal mio inconscio procrastinatore: “fallo domani, oggi ci sfondiamo di plumcake e serie tv“.
Poi ho dato ascolto all’amico Paraocchi. E ho letto delle ottime recensioni, come quella di ZeroCalcare (clicca sulla foto per ingrandire).

Così riesco a mantenere la conversazione al giusto livello.

Interessante… e lei come si è sentita a riguardo?“.

SEX PILLS: il desiderio delle stelle

L’etimologia del termine “desiderio” nasce dalla leggenda, con il latino de-sidera – senza astri -, che ne definisce il rapporto con l’oggetto quale elemento fondamentale perchè questa pulsione possa esistere.

La leggenda narra di un aruspice, il quale, osservando gli astri e traendo da questi le proprie profezie e ricavando da ciò grande stima e potere, quando il cielo era coperto dalle nuvole (de-sidera), si trovava impotente a compiere le proprie funzioni divinatorie.

Ed era proprio in queste circostanze che l’aruspice sentiva nascere in sè il desiderio delle stelle, così che, potendole di nuovo rivedere quando le nuvole se ne fossero andate, avrebbe potuto ricominciare a svolgere il proprio compito dal quale traeva grande considerazione pubblica e anche grande soddisfazione personale.

Questa origine del termine è certamente innestata sulla certezza dell’aruspice che le nubi, prima o poi, si sarebbero diradate, tanto che l’oggetto del suo desiderio, gli astri, si sarebbe ripresentato presto.

La fisiologia del desiderio trova in questo risvolto etimologico un primo punto di riferimento: quello cognitivo.

E’ infatti la certezza di poter raggiungere l’oggetto del desiderio che alimenta l’esistenza di quest’ultimo. Tra la pulsione istinutale ed il piacere sembra infatti instaurarsi un reciproco gioco di richiamo dove, alla fine, l’alta percentuale di probabilità di raggiungere il piacere innesca il desiderio. Per contro accadrà che, quando una carica intensa di desiderio si trovi di fronte ad una insoddisfazione del progetto che l’aveva promosso, mantenuto ed alimentato, molto probabilmente si determinerà un’inibizione di quello ed una maggiore prudenza verrà consigliata al suo manifestarsi, tanto che, alla lunga, un desiderio frustrato non potrà far altro che negarsi l’esistenza.

Fausto Manara, “I Disturbi del Desiderio”
in “Diagnosi e Trattamento delle Disfunzioni Sessuali” (1996)

La consapevolezza di avere buone possibilità di raggiungere il piacere aumenta il desiderio in un circolo virtuoso. Buone pratiche di coppia che donano serenità e complicità permetteranno la volontà di ricercare ancora questi momenti di intimità condivisa.

Questa è la forza della terapia mansionale integrata per le coppie che vivono un desiderio ipoattivo: far vivere il piacere per far crescere il desiderio delle stelle.

L’Ordine fa ordine

L’Ordine degli Psicologi del Veneto (di cui faccio parte) questa settimana ha redatto un documento che ricorda, ancora una volta, la posizione etica che lo psicologo adotta nella questione controversa dell’omosessualità.

Quale ruolo assume l’educazione sessuale? Che posto occupano le terapie riparative?

La bellezza del documento, di semplicità quasi disarmante, risiede nel essere un copiaincolla di tutta una serie di documentazioni che dicono: lo psicologo ha una sua ferrea etica, è un professionista indipendente, che ha il diritto e il dovere di mantenere la sua autonomia professionale e pertanto rispetta i valori e le credenze di tutti i suoi clienti. Full stop.

 

Nulla da aggiungere.

Il documento è qui.

Confusione a scuola, i libri non aiutano

Su una lavagna i ragazzi scrivono: “Patroclo e Achille, forevah and evah”.
Il prof commenta: “l’assessora lombarda alla Cultura mi accuserebbe di insegnare a scuola la teoria del gender. Invece è solo l’Illiade. Cuori ai miei studenti

Quando si confondono i piani mi chiedo sempre se c’è qualcosa sotto o è solo incoscienza.

Alessandro, insegnante milanese dal profilo facebook “diversamente privato”, pubblica su facebook l’immagine di cui sopra. Citando l’assessore Cristina Cappellini, mescola l’orientamento sessuale con l’appartenenza di genere. Anche l’assessore era caduta nella stessa trappola, presentando, sotto le feste natalizie, la sua “perplessità” verso giochi gender e calendari dell’Avvento laici.

Stiamo calmi.

Alessandro, penso che ci sia della confusione: l’orientamento sessuale non influisce sull’appartenenza di genere. Il genere è il ruolo nel quale ci riconosciamo (maschio o femmina, ad esempio), mentre l’orientamento è verso l’altro, colui o colei che ci piace.
La teoria gender si riferisce quindi ad un’educazione priva della dicotomia netta tra ruolo maschile e femminile, creando un ambiente più neutro nel quale bambini e bambine sono più liberi di scegliere i comportamenti più adatti alla loro personalità e non imposti dalla cultura di riferimento.
Invece l’orientamento sessuale è una questione d’attrazione, ma è tutta un’altra cosa.
Quindi Patroclo e Achille potrebbero amarsi anche biblicamente (dipende dalle interpretazioni del testo), ma questo non fa di lei un teorico gender. Forse solo un insegnante in linea col programma.
Davvero, vorrei tanto che non ci fosse nulla di speciale nel fare degnamente il proprio lavoro.

Ma, in effetti, non diamolo per scontato.

(esistono libri scontati al 15% che mostrano come le bambine dovrebbero chiamare cagnolino ciò che i bambini chiamano cane)

Ecco cosa combatte l’educazione gender.

Lo sapevi che? Anatomia sessuale

Domani vado a San Rossore (Pisa), alla Route Nazionale Agesci. Sono un po’ emozionata.

Sono attesi più di 30mila ragazzi scout, sarà un’avventura affascinante.

Sarò lì con un laboratorio dal titolo “Sessualità a 5 dimensioni“, condotto con la mia collega Giulia, anche lei capo clan. I ragazzi iscritti potranno interrogarsi sul sesso e sulle sfaccetature.

Bene bene bene. Ecco in anteprima le domande provocatorie che porremmo alle scolte e ai rover sulla dimensione biologica del sesso: come siamo fatti?

Qual è quella parte del corpo umano che si inturgidisce durante l’eccitazione ed è lunga mediamente 11 cm?

Il clitoride.

Ha il prepuzio, ovvero un cappuccio di pelle che ne ricopre la punta… si chiama?

Il clitoride… ma anche il pene!

E’ una sostanza bianco giallastra formata da residui di epitelio, di secrezioni sebacee e di urina che si accumula fra prepuzio e glande…come si chiama? Lo hanno uomini o donne?

Lo smegma. Entrambi.

L’uomo produce spermatozoi per tutta la durata della vita (da quando diventa fertile). Quanto tempo è necessario perché si creino gli spermatozoi dal testicolo e giungano all’ampolla del dotto deferente?

70 giorni.

E’ l’uomo o la donna a produrre una secrezione lubrificante durante l’ultima fase dell’eccitamento sessuale?

Entrambi, la donna grazie alle ghiandole del Bartolini, l’uomo grazie alle ghiandole di Cowper e a quelle di Littré.

Come si chiama quella parte del corpo lunga 10-11 cm che si dilata durante l’eccitazione sessuale?

La vagina.

Qual è quella parte che si avvicina e si allontana dal corpo a seconda della temperatura esterna?

Lo scroto.

Come vedete dalle domande poste il corpo femminile e quello maschile sono molto simili tra loro e, nonstante ce ne sia stato affidato uno dalla nascita, non lo conosciamo pienamente.

Spero così di incuriosire i ragazzi, farli riflettere ma far partire il tutto da un gioco. Vi farò sapere come è andata…

Buona strada!