Il sex appeal è composto per il 50% da ciò che uno ha, per l’altro 50% da ciò che gli altri pensano uno abbia.
Questa citazione la dedico a tutti coloro che finiscono su questo blog perchè pensano che sex appeal si scriva SEX A PILL.
Il sex appeal è composto per il 50% da ciò che uno ha, per l’altro 50% da ciò che gli altri pensano uno abbia.
Questa citazione la dedico a tutti coloro che finiscono su questo blog perchè pensano che sex appeal si scriva SEX A PILL.
“¿Que pasa? ¿Les gusto?” – “Che succede? Vi piaccio?”
Cosa rende un uomo veramente virile? Ce lo siamo già chiesti in questo post.
Essere virile significa essere macho?
Macho, in spagnolo, significa semplicemente “maschio”. Non ha nessuna specifica connotazione. In italiano invece ha un significato specifico:
macho agg. inv.
gerg. Di comportamento che sottolinea e ostenta le caratteristiche virili:
atteggiamento, modo m.
Il macho era colui che poteva vantare un gran numero di figli maschi: dalla virilità alla virilità. Ora si sta perdendo questa visione della figura maschile: il vero macho è colui che riesce a provocare il maggior numero di orgasmi alla donna, ovvero chi possiede un fallo infallibile.
Virilità deriva dal latino vis, roboris che significa la forza, la potenza. L’uomo virile è quindi potente, il pene è simbolo di potere. Un fallo fallibile è impotente. L’essere un vero uomo significa quindi portare a termine con efficacia le azioni che si compiono: sia quelle lavorative che quelle sessuali.
Poi vi fu la nascita del femminismo, la parità dei sessi, e la conseguente crisi dell’uomo… si impone così un nuovo modello di uomo, in bilico fra il machismo e il femminismo, un uomo più dolce, più sensibile. La forza fisica diventa meno importante e aumenta l’importanza dell’intelligenza.
Ma il punto d’equilibrio è difficile da mantenere e così si insidia, tramite un’operazione di marketing ben studiata e ben riuscita, una nuovo modello di uomo: il metrosexual.
Il neologismo metrosexual è stato inventato nel 1994 dal giornalista inglese Mark Simpson, nel giornale The Independent in un articolo intitolato Here come the Mirror Man, per indicare una nuova generazione di uomini che vivono nelle grandi città (metro-) e che hanno una grande attenzione per il proprio aspetto. Si tratta di un termine giornalistico, non di certo psicologico, ma rende bene l’idea!
Il metrosessuale usa i trucchi e fa palestra, si depila e compra abiti di moda: il consumatore perfetto! E’ quindi un giovane uomo, amante dello shopping, che appartiene a un orientamento sessuale irrilevante perchè ha scelto se stesso come oggetto del proprio amore e piacere.
In Italia si viene invece a parlare di Neo Narciso che si guarda e si fa guardare. A tal proposito rimando all’articolo di Luca Bartoli che trovate qui.
E l’uomo del futuro?
Dovrà coniugare la sua virilità con la sua ricerca della bellezza e l’amore per i suoi figli. Parlerà di sentimenti, si farà la barba, ma non guarderà solo se stesso.
Passerà dall’essere un Narciso all’essere un Adone.
Non vediamo l’ora!
…molto spesso una crisi è tutt’altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia.Infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare.
Bluvertigo, La Crisi
IL MATRIMONIO CHE VORREI (2012), regia di David Frankel, commedia.
Kay (Meryl Streep) e Arnold (Tommy Lee Jones) sono sposati da trentun anni, con figli ormai fuori di casa.
Vivono sotto lo stesso tetto, si parlano appena e dormono in camere separate, inizialmente a causa di un mal di schiena di lui (e quindi per praticità), ma poi la situazione rimane costante per molto tempo.
Quella che per lui sembra essere una convivenza collaudata, è per lei fonte d’infelicità e Kay decide quindi di trascinare il marito a una settimana di costosissima terapia di coppia in cui tentare di riaccendere la scintilla grazie all’aiuto del Dr. Bernard Feld (Steve Carell). Kay paga con i propri risparmi e cerca con ogni mezzo di ritrovare l’intimità sessuale con il marito.
Il film è fatto di sguardi, ironici e drammatici, intensi. Le scene si svolgono quasi tutte in interni: lo studio del consulente sessuale e la camera da letto, che diventano il fulcro della coppia.
Mi è molto piaciuto (grasse risate in sala e qualche lacrima), soprattutto perchè mi ha fatto sorgere diverse domande. Vi invito a vederlo al cinema così che anche voi possiate sollevare alcune questioni in sospeso, che non trovano risposta alla conclusione del film. Io ho molto pensato al tema della bellezza e della competenza, ovvero della considerazione reciproca dei protagonisti.
Il rapporto tra Kay e Arnold nasce in gioventù, lui è l’assistente al docente di economia e lei una bella studentessa. Lui la apprezza per il suo fisico, talmente bella da metterlo in soggezione, ma non altrettanto per le sue capacità in materia economica (infatti i suoi soldi sono amministrati dallo studio del marito).
Questo ritorna più volte nel film: lei non si sente competente, nemmeno a fare il sesso orale (divertente la scena della banana), e l’unica qualità che sa che viene apprezzata dal marito è la bellezza esteriore, per cui soffre di questo in quanto negli anni il suo corpo non è più quello di una volta. L’intimità tra i due viene riscoperta solo quando lui riesce finalmente a guardarla negli occhi e ad accettarla per quella che è.
Forse la terapia che loro affrontano ha un approccio più erotico e meno in quella psicologico. Si ritiene che la coppia abbia comunque un suo equilibrio di base, che non viene toccato, viene solo aiutata a riscoprirlo, qualsiasi esso sia. Si cerca di ritornare come prima, smussare qualche angolo che si è costruito negli anni.
Ogni terapia infatti ha un suo approccio, e un suo costo!
Guardate questo articolo: Usa, New York. Con 240 dollari l’ora vi insegnano a fare sesso come mai prima. Questi due sex coach, Eric Amaranth e Amy Jo Goddard, sono i pionieri di questa “novità che arriva dagli Stati Uniti”. Ma è davvero una novità curiosa che deve essere pubblicizzata come la solita americanata?
Vogliamo parlare della Austrian International School of Sex (qui il sito internet)? L’idea è dell’esperta svedese Ylva Maria Thompson (nella foto), è la prima scuola pratica di sesso: posizioni sessuali, competenze anatomiche, tecniche di petting… in un palazzo del 1700 a Vienna!
Costi? € 1400,00 euro per un semestre, € 250,00 per i corsi rapidi del weekend.
E in Italia?
In Italia, per fortuna, esiste la FISS, la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica: solamente 6 scuole nel territorio italiano sono federate, i professionisti (medici o psicologi già iscritti all’Albo) possono iscriversi dopo aver compiuto il percorso formativo di 2 o 4 anni che li rende consulenti in sessuologia o sessuologi clinici. Esiste un Albo ufficiale, consultabile on line a questo indirizzo: Albo FISS. Ogni membro dell’Albo è tenuto a seguire il codice deontologico.
Se intendete consultare un sessuologo, assicuratevi che sia iscritto all’Albo corrispondente. Perchè la consulenza, specialmente in questo settore, non sia un’americanata!
Gli uomini detestano i biasimi,
per questo sposano le vergini.
Pease e Pease, 2003
Un uomo non ammette i propri errori perchè pensa che lei, in tal caso, non lo amerebbe più.
Ma la verità è che una donna ama di più un uomo quando questi riconosce di avere sbagliato.
HAPPY sta per Home Autovalutative Penile Personal Index.
Sì, avete capito bene: Happy Male è un’applicazione scaricabile direttamente dall’App Store (a 0,79 €) e serve a “rassicurare” gli uomini riguardo la loro virilità.
E’ la prima app che aiuta l’universo maschile a confrontarsi riguardo alle dimensioni e alla forma del proprio organo genitale.
Che le dimensioni e la forma preoccupino da sempre l’universo maschile non è certo una novità, è un’insicurezza che da sempre accompagna gli uomini. Immaginate che gli Antichi Greci scolpivano adoni bellissimi, ma con peni decisamente sottodimesionati anche per poter infondere sicurezza all’uomo comune.
Ma ora è in commercio questo strumento casalingo che aiuta chi si interroga non solo dell’aspetto esteriore, ma anche della funzionalità del proprio pene.
Nelle clausule c’è anche specificato che tale strumento non intende sostituire il medico, ma ha lo specifico scopo di rassicurare circa la normalità del proprio pene. Il software è comunque progettato da un’equipe medica, intendendo così dare un certo tono di serietà alla cosa.
L’applicazione si articola in due parti.
La prima è un questionario, l’ International Index of Erectile Function, validato dalla comunità scientifica internazionale e utilizzato come standard a livello globale. Tale questionario ha lo scopo di assegnare un punteggio alla funzione erettile e sessuale maschile circa la “normalità” o le “zone a cui prestare attenzione”.
Se già questo vi fa sgranare gli occhi al pensiero che un uomo qualsiasi possa autosomministrarsi un questionario e leggere i risultati senza l’aiuto di un medico, non avete ancora visto la seconda parte dell’applicazione.
Infatti la seconda parte vuole verificare le caratteristiche morfologiche e volumetriche (ovvero dimensioni, curvatura…) attraverso… un autoscatto! Fotografarsi il pene con l’iPhone non è più una cosa da depravati, ma un semplice test autovalutativo. Una griglia colorata e millimetrata aiuterà ogni uomo a rassicurarsi circa la propria normalità.
E nel caso non fosse “normale”? Viene consigliata una visita approfondita per controllare meglio cosa potrebbe non andare.
In effetti è molto divertente parlare di quest’applicazione. Può dare vita a molte battute goliardiche, non può non scappare un sorriso.
Ma il fatto che gli uomini si vogliano sentire rassicurati riguardo alle proprie dimensioni è davvero importante. E per loro è difficile parlarne.
Quando gli uomini parlano dicono molte cose riguardo alle cose e alle attività: i ragazzi parlano di sport, di meccanica, di come funzionano gli oggetti. Gli adulti invece… di sport, di lavoro, delle ultime notizie, di tecnologie, di auto. Ma gli uomini raramente entrano nei dettagli quando si parla di sesso, per paura di non essere all’altezza dei propri amici. Anche se è il loro chiodo fisso.
I giapponesi non sono l’ideale di amante che ogni donna immagina al suo fianco, lo sappiamo.
Quello che non sapevamo è che questo ha generato una caduta d’autostima notevole, che vorrebbe essere rimpiazzata da… un videogioco di appuntamenti!
La Nintendo DS ha commercializzato il gioco Love Plus, per il momento in vendita solo in Giappone.
Il gioco è piuttosto semplice: il giocatore se ne va in giro per Towano City alla ricerca di tre ragazze con le quali è predestinato a incontrarsi: Manaka Takane, Nene Anegasaki e Rinko Kobayakawa. Comincerà ad accumulare informazioni su di loro (hobby, cibo preferito… e gruppo sanguigno!) e a fare anche “pratica di bacio”. Si passa dall’essere solamente amici, all’essere qualcosa di più.
La cosa interessante è che le ragazze possono cambiare in base ai tuoi gusti.
Bene! Scegliamo la nostra ragazza ideale?
Escluderei Rinko per il nome di battesimo.
Nene invece dobbiamo eliminarla dalla competizione perchè già sposata… legalmente all’isola di Guam con SAL9000, un ragazzo in carne e ossa che dopo aver frequentato Nene per diversi mesi (nel gioco) ha deciso di sposarla (sul serio). Nell’oceano Pacifico è possibile sposarsi “con chiunque”, quindi lui e il suo Nintendo DS sono andati a celebrare le loro nozze. Nota inquietante aggiuntiva: SAL9000 è il suo vero nome, lo ha cambiato all’anagrafe!
Ecco quindi che rimane solo Manaka Takane, la stella del tennis, Bilancia, gruppo sanguigno A. E’ perfetta: ci siamo innamorati!
Sappiamo che il concetto di normalità varia incredibilmente a seconda della cultura d’appartenenza, ma ci chiediamo se è condivisibile questo innamoramento. Si ritiene che i media siano un canale che trasmette molta pornografia e oscenità. Questo accentua alcune caratteristiche della sessualità, ma ne sopprime altre, ad esempio la tenerezza. Love Plus invece va certamente contro corrente, enfatizzando gli aspetti della relazione, l’uscire insieme, il conoscersi, il modellarsi pian piano l’uno all’altro. Però evidentemente il giusto sta nel mezzo. O meglio, nel reale.
SAL9000 può essere quindi visto come un ragazzo eccessivamente romantico?
Ritengo che la sua paura di conoscere una ragazza vera l’abbia portato in un mondo fantastico, dove tutto è prevedibile. Un appuntamento non andrà mai storto, non sarai mai deluso. Ma non è forse proprio l’emozione che ti fa battere il cuore? Il giocarti davvero in una storia?
E’ interessante anche il fatto che sia un videogioco per maschi (o per lesbiche). Crediamo che siano le donne quelle che si rifugiano nella fantasia… forse sbagliamo?
Voi cosa ne pensate?