Spiegami cosa sono le mestruazioni.

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Filmato della Disney imperdibile, deriva da un’epoca che non esiste più. Un cimelio da guardare!
Infatti da sempre nella storia dell’uomo ci si è interrogati su come spiegare cos’è il ciclo mestruale alle bambine che si avvicinavano alla pubertà e come metterle in salvo dai pericoli della loro futura condizione di donne fertili. Charles Perrault ha utilizzato la fiaba di Cappuccetto Rosso, il nome non lascia di certo correre la fantasia!

Quando una bambina nasce ha con sè tutti gli ovuli che le serviranno durante la sua vita. Alcuni di questi potranno essere fecondati dall’uomo per diventare nuovi esseri umani, altri invece, non fecondati, verranno eliminati dal corpo femminile con una perdita di sangue dalla vagina, come se fosse una piccola emoraggia (si tratta di circa 4 cucchiaini di sangue in totale, non spaventatevi!). Quando questo accade si ha una mestruazione.

Il flusso mestruale inizia a manifestarsi tra i 9 e i 16 anni, in media verso i 12 anni. La prima volta che si ha questa perdita di sangue si definisce menarca e da qui la donna può definirsi fertile, il che significa che può rimanere incinta se fecondata dallo sperma maschile.

Il ciclo mestruale dura, in media, 28 giorni ed è formato da 4 fasi differenti. Ecco cosa accade dentro al corpo femminile:
1. mestruazione, ovvero il periodo effettivo di flusso di sangue (in media dai 3 ai 7 giorni);
2. fase follicolare, quando l’ovulo matura nell’ovaia in alternanza: in un ciclo nell’ovaia destra, in un ciclo nella sinistra;
3. ovulazione, l’ovulo viene espulso dall’ovaia, è pronto per essere fecondato nel caso incontrasse uno spermatozoo.
4. fase lutea, il corpo attende la fecondazione, ma se questa non avviene entro 2 settimane circa, la mucosa uterina si stacca e viene spazzata via dal sangue mestruale. E ricomincia il ciclo.

Questo significa che il primo giorno del ciclo corrisponde al primo giorno delle perdite di sangue. Tutto il ciclo è regolato dagli ormoni che vengono prodotti dal cervello e dall’apparato sessuale. Gli ormoni hanno anche la caratteristica di influenzare molti altri aspetti, che non riguardano prettamente le mestruazioni: dolori, mal di testa, crampi, sbalzi d’umore, dolore al seno… Queste sensazioni sono diverse da donna a donna, per alcune sono impercettibili, per altre sono sufficientemente forti da dover consultare un medico.

Il ciclo può non essere sempre regolare, ma è molto influenzato da cambiamenti fisici o emotivi che ne modificano la durata. Specialmente durante i primi anni.

La menopausa segna la fine delle mestruazioni (circa verso i 50 anni).

Si dice che Kubrick tira sempre…

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Il mercato dei film porno sta morendo?

E’ colpa di un virus, si chiama amatoriale. Noi dobbiamo tornare alle storie, alle emozioni.

Non solo il porno cerca disperatamente di sopravvivere, ma anche i suoi protagonisti fanno porno per poter sopravvivere.

Ecco quindi Kubrick – Una Storia Porno, la prima divertentissima web serie composta da tre episodi  sul mondo del porno, assolutamente da non perdere!
Tre aspiranti videomakers si trovano improvvisamente a dover girare un film hard con imprevedibili conseguenze.

Una produzione Magnolia Fiction distribuita da The Jackal.

Canzone originale della sigla di Immanuel Casto, detto il Principe del Porn Groove, che ha partecipato a numerose puntate di LoveLine su MTV: “Porn to be Alive”.

La serie solleva in maniera divertita la problematica relazione tra arte e pornografia.

Pornografia deriva dal greco (pòrne, graphein) e significa “gli scritti delle prostitute”. L’obiettivo della pornografia è stimolare l’eccitazione sessuale sia per la masturbazione, sia per variare i rapporti a due. Nata con il disegno, la scultura e i testi scritti si è evoluta con l’uomo, sempre all’avanguardia: le prime fotografie erano porno, i primi film sono stati porno… ed ora ecco anche le web series! Ricerca e sperimentazione.
Ogni opera dell’uomo suscita sentimenti come la gioia, la tristezza, l’orrore; ogni opera d’arte cerca di stimolare l’uomo, ma perchè ciò che riguarda la sessualità viene considerato spesso volgare o deplorevole?
Gli stessi giovani sceneggiatori di Kubrick, pieni di talento idee e speranze, rifiutano inizialmente l’idea di lavorare nel mondo del porno… dopotutto il porno è davvero arte?

Il porno è da sempre amato e criticato, un rapporto ambivalente che riflette quello che la nostra cultura ha nei confronti della sessualità. Spesso ci si chiede se il porno possa essere un problema, per la coppia e per il singolo.

Dipende.

Ogni mezzo, ogni strumento è lecito per il suo fine: l’eccitazione e l’orgasmo. Il porno offre nuovi spunti e fantasie. Per alcune categorie di persone può essere l’unica possibile sessualità.

Diventa problematico solo quando si innesca un circolo vizioso che porta alla dipendenza, quando diventa l’unico stimolo ossessivo che porta al piacere.

Non solo, un altro problema che si nasconde dietro ai video porno è come vengono considerati all’interno della coppia: se per te non sono un problema, ma per la persona che ami sì, allora è il caso di parlarne insieme e chiarirsi le idee, confrontare i punti di vista.

La pornografia può diventare insidiosa quando fa sviluppare il mito di una sessualità che non esiste, inventata per soddisfare l’immaginario maschile: corpi perfetti e passionali che godono all’unisono in un’atmosfera dove le emozioni sono bandite. La realtà per fortuna non è così: ci sono emozioni diverse come l’amore e la vergogna, la sorpresa e la gioia… che non sono rappresentate dal tipico filmato porno.
Se l’unico sesso che si conosce è quello del porno, allora possono nascere paure di non essere all’altezza, timori sulle proprie prestazioni e false credenze (come ad esempio sull’uso del profilattico).

Forse è proprio per questa ragione che sta prendendo piede l’amatoriale: non si vedono soli corpi nudi e perfetti che ansimano; ma delle storie di vita, degli scorci di passioni altrui, molto più reali di qualsiasi porno realistico. Eliminati gli attori, rimane un’esperienza che può essere realizzata in casa, con il/la proprio/a partner. Diventa un sogno realizzabile, non una fantasia perfetta ma lontana.
“Potremo farlo anche noi!” dice lui con una fotocamera digitale in mano.

Passer, deliciae meae puellae,
quicum ludere, quem in sinu tenere,
cui primum digitum dare appetenti
et acris solet incitare morsus…

(Catullo)

Il passero, delizia della mia fanciulla,
con cui è solita trastullarsi, e tenerlo in seno,
ed a lui bramoso dare la punta del dito
ed eccitare focosi morsi…

¿Uno massaje electrico?

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iNo sé, doctor!

Quest’inverno ha spopolato la brillante commedia romantica Hysteria, della regista Tanya Wexler. La Wexler è anche una psicologa esperta di generi sessuali. Nessuno meglio di lei avrebbe potuto divertire e far riflettere il popolo dei botteghini sul tema principale del film: l’invenzione del vibratore nell’Inghilterra vittoriana!
Nella pudica Londra del 1880, il dott. Mortimer Grandville inventò il primo vibratore elettrico per trattare quello che allora si chiamava isteria femminile (da cui il titolo del film).
I sintomi erano la perdita di controllo, il mutismo, l’insonnia, le convunsioni, la paralisi di certi arti, … insomma un quadro piuttosto complesso di sintomi fisici di natura psicologica. Tutti gli esami medici risultavano nella norma.

Immaginate che essendo caratteristico dell’universo femminile, gli antichi greci ritenevano fosse dovuto a degli spostamenti dell’utero, che si muoveva all’interno del corpo per posizionarsi dove poi veniva avvertito il sintomo (infatti la parola ὑστέρα (hystera) significa utero).
Il rimedio migliore, secondo Ippocrate, era il matrimonio, poichè si riteneva che fosse un disturbo legato alla sessualità della donna.

In età vittoriana si utilizzava il termine isteria come diagnosi abituale per un ventaglio molto ampio di sintomi. Era il male del secolo e colpiva spesso le donne della ricca borghesia.
Come curarlo? Varie erano le tesi, ma la più accreditata e scandalosamente efficace era quella di portare le donne ad avere un parossismo (ciò che ora chiamiamo orgasmo) attraverso un massaggio manuale intimo. La tecnica però era compicata, potevano servire ore per portare la paziente a provare un parossismo isterico.

Nel film il dott. Mortimer decide di affinare il metodo terapeutico: quando il suo lungimirante amico Edmund gli rivela il progetto del suo nuovo spolverino elettrico, gli viene in mente un’idea irresistibile. Creare uno strumento per sostituire il medico nella pratica del massaggio: il vibratore elettrico.

Con la diffusione dell’elettricità anche il suo uso diventa più popolare. Era il trattamento più economico dell’isteria.

Fa sorridere il fatto che i medici della fine dell’Ottocento credessero che la loro stimolazione vaginale non avesse nulla in comune con le pratiche erotiche e sessuali.

Negli anni ’20 avvenne la rivoluzione: finalmente si capì il nesso tra vibrazione e piacere sessuale e i vibratori cominciarono ad essere usati nella pornografia. E quindi diventarono tabù.
La sola parola vibratore fa nascere risatine imbarazzate.
Il loro commercio è stato ghettizzato ai soli sexy shop.

Vi sono alcuni stati degli Stati Uniti (Texas, Georgia, Alabama, Mississippi, Indiana, Virginia, Louisiana e Massachusetts) nei quali è illegale comprare vibratori.

Fino a quando, nel 2005, dalla Spagna, arriva la rivoluzione: far sposare il concetto di sessualità con quello di salute e benessere, il tutto in maniera divertita. Nasce La Maleta Roja (in Italia La Valigia Rossa). Donne per le donne. Non più tre uomini con occhialetti protettivi che si preoccupano di parossismi isterici, ma discrete consulenti a domicilio che estraggono da una valigia rossa ogni oggetto che possa essere utile all’erotismo femminile (dalla cosmesi sensuale alle diavolerie elettriche).
Tutto ciò accade nella semplicità delle mura domestiche, in una sorta di riunione tuppersex tra amiche. La padrona di casa invita qualche cara amica e la consulente per passare un paio d’ore di risate e educazione sessuale. Si possono toccare con mano tutti gli oggetti, farsi spiegare come funzionano e a cosa servono. C’è la possibilità di confrontarsi su temi scottanti e prendere coscienza dei propri desideri. E’ il fenomeno del momento, ne parlano tutti i giornali.
Perchè non provare?

Dal 1987 l’isteria non esiste più,
ovvero da quando l’Associazione degli Psichiatri Americani (APA)
l’ha eliminata dall’elenco dei disturbi mentali.
Essa è stata sostituita da disturbi più ampi:
somatoformi, di personalità o di conversione.

La Maleta Roja ha collaborato con la produzione del film Hysteria.

Sesso al primo appuntamento, sì o no?

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Sex and The City, una serie che vi consiglio di vedere. Le quattro donne parlano di sesso apertamente, ma hanno opinioni decisamente diverse tra loro, generando discussioni divertenti e decisamente realistiche.

Fare sesso al primo appuntamento?
O, meglio, quando fare sesso?

Charlotte intelligentemente dice che molto dipende dall’età e dal tipo di relazione che si vuole instaurare.
Miranda critica le sue regole dicendo che non esiste una generalizzazione che vale per tutte.
Samantha in maniera sbarazzina sostiene che è meglio conoscere le dinamiche sessuali di una coppia prima di decidere di proseguire.

Sono effettivamente i tre principali punti di vista che si possono sostenere riguardo a questo argomento.

Le persone perdono l’interesse riguardo a partner che ricercano il sesso già al primo appuntamento? O addirittura li mal giudicano?
D’altra parte ci sono uomini e donne che potrebbero considerare partner più riservati come repressi
Questo vale chiaramente per entrambi i sessi: se un uomo fa intendere chiaramente che sarebbe disponibile a fare sesso già al primo appuntamento, come lo giudicate? E una donna?

La verità è che non esistono più regole, perchè ognuno si può costruire le proprie. Se poi si tratta di un primo appuntamento chiaramente non si conosce il proprio compagno quindi non possiamo supporre cosa lui/lei pensi di noi.
Il portale per incontri Paship (il cui motto è “incontri seri per single esigenti”) si è chiaramente interessato di questo, in quanto gli iscritti, dopo aver trovato l’anima gemella grazie a dei test di personalità, devono incontrarsi per la prima volta nel mondo reale. Nel sito fioccano i suggerimenti e le statistiche relative alle aspettative delle persone ai primi appuntamenti. In una loro ricerca si legge che la maggior parte delle persone non cerca un contatto sessuale al primo appuntamento. Il 40% degli uomini preferisce qualche bacio, abbraccio, confermato anche dal 44% delle donne.
Confermate però anche le dicerie: il 33% degli uomini preferirebbe fare sesso già al primo appuntamento, contrariamente solo il 15% delle donne lo vorrebbe.
Quindi farlo o non farlo?
La regola di massima è questa: fallo se ne hai voglia e se la situazione ti sembra adeguata. Con situazione si intende anche la voglia del partner.
Il sesso si fa in due, è un momento in cui si è completamente nudi, spogli davanti all’altro; è un momento di intimità.
Il sesso è piacevole, ma non sempre. Ci vuole un po’ di allenamento per capire cosa piace al partner e cosa no e come dire al partner cosa ci piace. Forse è bene scoprirlo subito, forse è meglio parlare di sesso come preliminare.
Non scordiamoci che il sesso deve essere protetto. Non fidatevi di uno sconosciuto, usate il profilattico. Anche se l’appuntamento è perfetto, romantico e caliente… se non avete con voi un condom non andate da nessuna parte!
Quindi, prima di uscire, passate in farmacia, non si sa mai che il vostro appuntamento prenda strade non immaginate. Anche se avete la regola del terzo appuntamento.