Più Diritti Sessuali! …o asessuali?!

Nel 1997, a Valencia, in Spagna è stata promulgata al Congresso Mondiale di Sessuologia la Carta dei Diritti Sessuali. In seguito è stata approvata dal WAS (World Association of Sexology) al Congresso Mondiale di Sessuologia tenuto ad Hong Kong nel 1999.

Vediamoli insieme…

I diritti sessuali sono diritti umani fondamentali ed universali.

1) Diritto alla libertà sessuale.
La mia libertà non deve però impedire la tua libertà. No a costrizioni, sfruttamenti ed abusi sessuali in qualsiasi momento e situazione della vita.

2) Diritto all’autonomia, all’integrità ed alla sicurezza sessuale del corpo.
Ognuno ha una propria morale personale e sociale che gli permette di scegliere come provare piacere in maniera sicura.

3) Diritto alla privacy sessuale.
Ogni tanto da ricordare ai propri genitori.

4) Diritto all’uguaglianza sessuale.
Sotto le lenzuola siamo tutti uguali: sesso, razza, classe sociale, orientamento sessuale, età, religione o limitazioni fisiche ed emotive…

5) Diritto al piacere sessuale.
Abbiamo il diritto di godere. Incluso l’autoerotismo. Esso è fonte di benessere fisico, psicologico, intellettuale e spirituale.

6) Diritto all’espressione delle emozioni sessuali.
Abbiamo il diritto di esprimerci attraverso la comunicazione, il contatto, le espressioni emozionali e l’amore.

7) Diritto alle libere associazioni sessuali.
Possiamo sposarsi o meno; o stabilire altri tipi di associazioni sessuali.

8) Diritto di rendere libere e responsabili le scelte riproduttive.
Abbiamo il diritto di decidere se avere o meno figli, il numero e lo spazio per ognuno, ed il diritto all’accesso pieno ai metodi di regolazione della fecondità.

9) Diritto all’informazione sessuale basata sulla conoscenza scientifica.
Non fidatevi dei detti popolari o delle mode: andate alla ricerca delle informazioni scientifiche!

10) Diritto all’educazione sessuale integrale.
Dalla nascita.

11) Diritto alla cura della salute sessuale.
La cura della salute sessuale deve essere disponibile per la prevenzione e il trattamento di tutti i problemi, le preoccupazioni e le confusioni sessuali.

Se leggete le sole parole in neretto vi accorgerete che non vi è nulla di nuovo. Educazione, sanità, libertà… sono i concetti fondamentali dei Diritti Universali dell’Uomo.
Eppure, se pensiamo alla sessualità ci rendiamo conto che la strada da fare per il raggiungimento di questi diritti è ancora lunga.

Moltissime sono le associazioni che si battono per questi diritti, alcune di queste ci possono addirittura lasciare perplessi.

 

Questo mese a Londra c’è stato il gay pride. Oltre alla comunità LGBT (lesbiche, gay, trans e bisessuali), ha sfilato per le strade quella degli asessuali. Una definizione che per noi è davvero difficile da immaginare:
Un asessuale è una persona che non prova interesse per il sesso. In generale dunque, si può dire che un asessuale è colui che non prova attrazione sessuale.

Potete trovare più informazioni su di loro qui. Vi rimando anche a un simpatico link su facebook sui coming out (guardate tutto l’album di foto).

“La nostra società è molto focalizzata sull’attrazione sessuale, ma io posso testimoniare che si può avere una vita normale e felice senza sesso spiega a Globalist David Jay, classe 1982, attivista asessuale americano e fondatore nel 2001 (quindi a 19 anni) dell’Asexual Visibility and Education Network (AVEN). Gli asexual spiegano di non sentire alcun bisogno sessuale. Il voto di castità non nasce in questo caso da una rinuncia dovuta a motivi religiosi o sociali, né tantomeno da una qualche forma di patologia psichiatrica, bensì da una semplice scelta di vita: “Siamo persone completamente normali dal punto di vista biologico, l’unica differenza con il resto delle persone è che il sesso non ci interessa.”.

Cosa ne pensate?

¿Uno massaje electrico?

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iNo sé, doctor!

Quest’inverno ha spopolato la brillante commedia romantica Hysteria, della regista Tanya Wexler. La Wexler è anche una psicologa esperta di generi sessuali. Nessuno meglio di lei avrebbe potuto divertire e far riflettere il popolo dei botteghini sul tema principale del film: l’invenzione del vibratore nell’Inghilterra vittoriana!
Nella pudica Londra del 1880, il dott. Mortimer Grandville inventò il primo vibratore elettrico per trattare quello che allora si chiamava isteria femminile (da cui il titolo del film).
I sintomi erano la perdita di controllo, il mutismo, l’insonnia, le convunsioni, la paralisi di certi arti, … insomma un quadro piuttosto complesso di sintomi fisici di natura psicologica. Tutti gli esami medici risultavano nella norma.

Immaginate che essendo caratteristico dell’universo femminile, gli antichi greci ritenevano fosse dovuto a degli spostamenti dell’utero, che si muoveva all’interno del corpo per posizionarsi dove poi veniva avvertito il sintomo (infatti la parola ὑστέρα (hystera) significa utero).
Il rimedio migliore, secondo Ippocrate, era il matrimonio, poichè si riteneva che fosse un disturbo legato alla sessualità della donna.

In età vittoriana si utilizzava il termine isteria come diagnosi abituale per un ventaglio molto ampio di sintomi. Era il male del secolo e colpiva spesso le donne della ricca borghesia.
Come curarlo? Varie erano le tesi, ma la più accreditata e scandalosamente efficace era quella di portare le donne ad avere un parossismo (ciò che ora chiamiamo orgasmo) attraverso un massaggio manuale intimo. La tecnica però era compicata, potevano servire ore per portare la paziente a provare un parossismo isterico.

Nel film il dott. Mortimer decide di affinare il metodo terapeutico: quando il suo lungimirante amico Edmund gli rivela il progetto del suo nuovo spolverino elettrico, gli viene in mente un’idea irresistibile. Creare uno strumento per sostituire il medico nella pratica del massaggio: il vibratore elettrico.

Con la diffusione dell’elettricità anche il suo uso diventa più popolare. Era il trattamento più economico dell’isteria.

Fa sorridere il fatto che i medici della fine dell’Ottocento credessero che la loro stimolazione vaginale non avesse nulla in comune con le pratiche erotiche e sessuali.

Negli anni ’20 avvenne la rivoluzione: finalmente si capì il nesso tra vibrazione e piacere sessuale e i vibratori cominciarono ad essere usati nella pornografia. E quindi diventarono tabù.
La sola parola vibratore fa nascere risatine imbarazzate.
Il loro commercio è stato ghettizzato ai soli sexy shop.

Vi sono alcuni stati degli Stati Uniti (Texas, Georgia, Alabama, Mississippi, Indiana, Virginia, Louisiana e Massachusetts) nei quali è illegale comprare vibratori.

Fino a quando, nel 2005, dalla Spagna, arriva la rivoluzione: far sposare il concetto di sessualità con quello di salute e benessere, il tutto in maniera divertita. Nasce La Maleta Roja (in Italia La Valigia Rossa). Donne per le donne. Non più tre uomini con occhialetti protettivi che si preoccupano di parossismi isterici, ma discrete consulenti a domicilio che estraggono da una valigia rossa ogni oggetto che possa essere utile all’erotismo femminile (dalla cosmesi sensuale alle diavolerie elettriche).
Tutto ciò accade nella semplicità delle mura domestiche, in una sorta di riunione tuppersex tra amiche. La padrona di casa invita qualche cara amica e la consulente per passare un paio d’ore di risate e educazione sessuale. Si possono toccare con mano tutti gli oggetti, farsi spiegare come funzionano e a cosa servono. C’è la possibilità di confrontarsi su temi scottanti e prendere coscienza dei propri desideri. E’ il fenomeno del momento, ne parlano tutti i giornali.
Perchè non provare?

Dal 1987 l’isteria non esiste più,
ovvero da quando l’Associazione degli Psichiatri Americani (APA)
l’ha eliminata dall’elenco dei disturbi mentali.
Essa è stata sostituita da disturbi più ampi:
somatoformi, di personalità o di conversione.

La Maleta Roja ha collaborato con la produzione del film Hysteria.

Sesso al primo appuntamento, sì o no?

Video

Sex and The City, una serie che vi consiglio di vedere. Le quattro donne parlano di sesso apertamente, ma hanno opinioni decisamente diverse tra loro, generando discussioni divertenti e decisamente realistiche.

Fare sesso al primo appuntamento?
O, meglio, quando fare sesso?

Charlotte intelligentemente dice che molto dipende dall’età e dal tipo di relazione che si vuole instaurare.
Miranda critica le sue regole dicendo che non esiste una generalizzazione che vale per tutte.
Samantha in maniera sbarazzina sostiene che è meglio conoscere le dinamiche sessuali di una coppia prima di decidere di proseguire.

Sono effettivamente i tre principali punti di vista che si possono sostenere riguardo a questo argomento.

Le persone perdono l’interesse riguardo a partner che ricercano il sesso già al primo appuntamento? O addirittura li mal giudicano?
D’altra parte ci sono uomini e donne che potrebbero considerare partner più riservati come repressi
Questo vale chiaramente per entrambi i sessi: se un uomo fa intendere chiaramente che sarebbe disponibile a fare sesso già al primo appuntamento, come lo giudicate? E una donna?

La verità è che non esistono più regole, perchè ognuno si può costruire le proprie. Se poi si tratta di un primo appuntamento chiaramente non si conosce il proprio compagno quindi non possiamo supporre cosa lui/lei pensi di noi.
Il portale per incontri Paship (il cui motto è “incontri seri per single esigenti”) si è chiaramente interessato di questo, in quanto gli iscritti, dopo aver trovato l’anima gemella grazie a dei test di personalità, devono incontrarsi per la prima volta nel mondo reale. Nel sito fioccano i suggerimenti e le statistiche relative alle aspettative delle persone ai primi appuntamenti. In una loro ricerca si legge che la maggior parte delle persone non cerca un contatto sessuale al primo appuntamento. Il 40% degli uomini preferisce qualche bacio, abbraccio, confermato anche dal 44% delle donne.
Confermate però anche le dicerie: il 33% degli uomini preferirebbe fare sesso già al primo appuntamento, contrariamente solo il 15% delle donne lo vorrebbe.
Quindi farlo o non farlo?
La regola di massima è questa: fallo se ne hai voglia e se la situazione ti sembra adeguata. Con situazione si intende anche la voglia del partner.
Il sesso si fa in due, è un momento in cui si è completamente nudi, spogli davanti all’altro; è un momento di intimità.
Il sesso è piacevole, ma non sempre. Ci vuole un po’ di allenamento per capire cosa piace al partner e cosa no e come dire al partner cosa ci piace. Forse è bene scoprirlo subito, forse è meglio parlare di sesso come preliminare.
Non scordiamoci che il sesso deve essere protetto. Non fidatevi di uno sconosciuto, usate il profilattico. Anche se l’appuntamento è perfetto, romantico e caliente… se non avete con voi un condom non andate da nessuna parte!
Quindi, prima di uscire, passate in farmacia, non si sa mai che il vostro appuntamento prenda strade non immaginate. Anche se avete la regola del terzo appuntamento.

SEX PILLS – Cos’è il sesso?

Il sesso non è una mera transizione fisiologica; esso implica l’amore e il fare l’amore, diventa il nucleo di venerabili istituzioni come lo sono il matrimonio e la famiglia, impregna di sè l’arte e ne produce il fascino e la magia. Domina effettivamente quasi ogni aspetto della cultura. Il sesso, nel suo significato più ampio… è più una forza sociologica e culturale che una mera relazione fisica fra due individui.

Malinowski, etnologo, 1929