“Prostituta – Puttana – In Cerca – Ragazza Facile – Provocante – Sfacciata – Giusta – Vecchio Stile – Moralista – Madre Superiora”
Ritengo una interessante foto, semplice ma di grande effetto, che fa riflettere sull’apparenza. La lunghezza della gonna sottende un valore che viene attribuito alla persona che la indossa?
Ma la vera domanda è… E’ valido ancora oggi, al tempo dei leggins?!
Nei paesi mussulmani, le donne si coprono dalla testa ai piedi quando devono apparire in pubblico. A Hollywood, le donne appaiono in pubblico con indosso poche molecole di tessuto nero elasticizzato, che serve più a provocare che a coprire. Le donne di Hollywood ritengono che le loro controparti mussulmane siano prigioniere del sesso, mentre le donne mussulmane ritengono che le vere prigioniere siano quelle di Hollywood. Per un osservatore neutrale, potrebbe trattarsi di un pareggio. Una lettrice dice che nessuna delle due è prigioniera del sesso, perchè entrambe usano il sesso per controllare le persone che le circondano!
Proprio la scorsa settimana, all’aereoporto, una ragazza attendeva al gate.. con addosso solo collant denari 30 e maglietta (corta). Si vedeva chiaramente il talloncino e anche il fatto che era rotta qua e là. Sono ancora sotto shock. Ma perchè?
L’irriverente Roberto Benigni scherza sull’ambiguità del nome Abel-e nella Bibbia, best-seller mondiale. In effetti… Cain-o e Adam-o erano evidentemente uomini virili, Ev-a sicuramente la donna. E Satan-a?
Il genere sessuale col quale nasciamo influenza totalmente la nostra vita. Dopotutto i bambini nascono uguali in tutto, tranne per quella parte del corpo che deve rimanere celata dai pannolini. Il pene e la vagina sono i tabù dell’umanità. Eppure, per assurdo, pur di rendere quella parte nascosta nota a tutti, si cerca in ogni modo di celebrarla: fiocchi rosa, cicogne azzurre, corredini colorati. Rosa alle bambine, azzurro ai maschietti.
Si da loro un nome che non sia ambiguo. La scelta del nome è importante ed è una delle scelte più difficili che affrontano le coppie che aspettano un bambino (ci sono interi siti internet dedicati a questo). Il fagiolino nella pancia della mamma è un essere sessuato. Spesso è la prima cosa che si chiede “sarà maschietto o femminuccia?”.
Chi fino a questo momento ha scritto una recensione di questo telefilm… non credo l’abbia guardato. O capito.
Diario Segreto di una Squillo Perbene è una serie britannica composta da 4 stagioni di 8 puntate.
E’ ispirato a un libro omonimo, di cui potete leggere qui il primo capitolo. Si dice sia una storia vera, una raccolta di avventure di una giovane ricercatrice scientifica, che, per potersi mantenere a Londra, per un periodo ha deciso di prostituirsi. Un po’ per piacere, un po’ per denaro fa la escort d’alto borgo. Il libro nasce a sua volta da un blog.
Ebbene Hannah, una giovane donna, è anche Belle de Jour (Billie Piper): una squillo molto richiesta che lavora a Londra, una città intrigante che permette l’anonimato. E’ una professionista e sa separare il suo lavoro dalla sua quotidianità. E’ comunque difficile, le sue avventure più divertenti sono quelle nelle quali cerca di mantenere contemporaneamente le due identità. E’ un gioco dei ruoli, prima di tutto. Due maschere in una persona. Una quotidianità assordante, che anche in una professione che sembra decisamente straordinaria, riporta le dinamiche nelle quali tutti possono riconoscersi: nascondere segreti, fare confessioni, godersela e rimpiangere. Il tutto narrato in prima persona. Credo sia questo il punto centrale della serie, che ha affascinato gli inglesi prima, il mondo poi.
Una commedia (a volte drammatica) nella quale l’erotico passa in secondo piano, non mancano le scene di nudo, ma non è mai volgare. E’ la scusa per parlare di altro. La rende però frizzante, piccante, decisamente diversa dal solito: ironica. Senza dubbio intelligente.
Anche il tema pruriginoso della prostituzione scorre senza pensieri. La storia è talmente accattivante che non ci fermiamo al perbenismo. Dopotutto, lei è una squillo perbene.
L’affascinante Belle è carismatica quanto Hannah è incasinata. Indecisa sulla strada da prendere spesso cambia idea, e noi con lei. Quale delle due vite è reale? Riuscirà a coniugare lavoro e famiglia? Problemi col capo: chi non ne ha? Voglia di indipendenza? Clienti difficili? Fidanzati che ti mettono alle strette? Corsi d’ggiornamento?
D: Dottoressa Tingle, cosa ne pensa del sesso in America?
R. Credo che sarebbe un’ottima idea.
D. Ritiene che gli americani si preoccupino troppo riguardo all’orgasmo?
R. L’orgasmo di chi? Il loro o quello dei loro vicini?
D. Intendiamo in generale.
R. L’orgasmo è molto importante per la gran parte degli americani perchè è il segnale che il rapporto sessuale è terminato. Molte di queste persone amano gli sport competitivi, in cui c’è sempre qualche arbitro che fischia o sventola una bandiera per segnalare che l’evento è finito. Se non ci fosse l’orgasmo, questa gente sarebbe persa, non saprebbe mai quando è il momento di passare a una partita a Monopoli o a un panino al salame.
D. Quali sono i fattori che influiscono sull’abilità di una persona di avere un orgasmo?
R. Un fattore molto importante è la dieta. Mi è stato spesso detto che è impossibile avere un orgasmo dopo aver mangiato un’intera pizza gigante. Un altro fattore è il tempo. Molti pazienti mi hanno riferito che se la finestra è aperta e piove loro addosso, faticano molto a ottenere un orgasmo…
La dottoressa Frieda Tingle è l’alter ego di Carol Travis e Leonore Tiefer, sessuologhe, in “For Better Sex, Says Dr. Frieda, see Robert’s Rules of Order” in Sex and Humor.
L’orgasmo non è la meta. E’ una parte del percorso che si fa insieme.
Per poter godere appieno il sesso, non bisogna avere problemi a trovarsi tutti bagnati e appicicaticci. Sì, perchè a prescindere da come lo facciate, qui sul continente di terre emerse il sesso è un’avventura bagnata, una specie di monsone erotico. Nel corso di un incontro sessuale, vengono versati diversi liquidi, dalla saliva al sudore allo sperma al muco vaginale. Alcuni di questi fluidi, come lo sperma, arrivano all’improvviso, mentre altri, come la saliva, il sudore o i liquidi lubrificandi, fluiscono in maniera più costante.
IL MATRIMONIO CHE VORREI (2012), regia di David Frankel, commedia.
Kay (Meryl Streep) e Arnold (Tommy Lee Jones) sono sposati da trentun anni, con figli ormai fuori di casa.
Vivono sotto lo stesso tetto, si parlano appena e dormono in camere separate, inizialmente a causa di un mal di schiena di lui (e quindi per praticità), ma poi la situazione rimane costante per molto tempo.
Quella che per lui sembra essere una convivenza collaudata, è per lei fonte d’infelicità e Kay decide quindi di trascinare il marito a una settimana di costosissima terapia di coppia in cui tentare di riaccendere la scintilla grazie all’aiuto del Dr. Bernard Feld (Steve Carell). Kay paga con i propri risparmi e cerca con ogni mezzo di ritrovare l’intimità sessuale con il marito.
Il film è fatto di sguardi, ironici e drammatici, intensi. Le scene si svolgono quasi tutte in interni: lo studio del consulente sessuale e la camera da letto, che diventano il fulcro della coppia.
Mi è molto piaciuto (grasse risate in sala e qualche lacrima), soprattutto perchè mi ha fatto sorgere diverse domande. Vi invito a vederlo al cinema così che anche voi possiate sollevare alcune questioni in sospeso, che non trovano risposta alla conclusione del film. Io ho molto pensato al tema della bellezza e della competenza, ovvero della considerazione reciproca dei protagonisti.
Il rapporto tra Kay e Arnold nasce in gioventù, lui è l’assistente al docente di economia e lei una bella studentessa. Lui la apprezza per il suo fisico, talmente bella da metterlo in soggezione, ma non altrettanto per le sue capacità in materia economica (infatti i suoi soldi sono amministrati dallo studio del marito).
Questo ritorna più volte nel film: lei non si sente competente, nemmeno a fare il sesso orale (divertente la scena della banana), e l’unica qualità che sa che viene apprezzata dal marito è la bellezza esteriore, per cui soffre di questo in quanto negli anni il suo corpo non è più quello di una volta. L’intimità tra i due viene riscoperta solo quando lui riesce finalmente a guardarla negli occhi e ad accettarla per quella che è.
Forse la terapia che loro affrontano ha un approccio più erotico e meno in quella psicologico. Si ritiene che la coppia abbia comunque un suo equilibrio di base, che non viene toccato, viene solo aiutata a riscoprirlo, qualsiasi esso sia. Si cerca di ritornare come prima, smussare qualche angolo che si è costruito negli anni.
Ogni terapia infatti ha un suo approccio, e un suo costo!
Guardate questo articolo: Usa, New York. Con 240 dollari l’ora vi insegnano a fare sesso come mai prima. Questi due sex coach, Eric Amaranth e Amy Jo Goddard, sono i pionieri di questa “novità che arriva dagli Stati Uniti”. Ma è davvero una novità curiosa che deve essere pubblicizzata come la solita americanata?
Vogliamo parlare della Austrian International School of Sex (qui il sito internet)? L’idea è dell’esperta svedese Ylva Maria Thompson (nella foto), è la prima scuola pratica di sesso: posizioni sessuali, competenze anatomiche, tecniche di petting… in un palazzo del 1700 a Vienna!
Costi? € 1400,00 euro per un semestre, € 250,00 per i corsi rapidi del weekend.
E in Italia?
In Italia, per fortuna, esiste la FISS, la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica: solamente 6 scuole nel territorio italiano sono federate, i professionisti (medici o psicologi già iscritti all’Albo) possono iscriversi dopo aver compiuto il percorso formativo di 2 o 4 anni che li rende consulenti in sessuologia o sessuologi clinici. Esiste un Albo ufficiale, consultabile on line a questo indirizzo: Albo FISS. Ogni membro dell’Albo è tenuto a seguire il codice deontologico.
Se intendete consultare un sessuologo, assicuratevi che sia iscritto all’Albo corrispondente. Perchè la consulenza, specialmente in questo settore, non sia un’americanata!
E’ colpa di un virus, si chiama amatoriale. Noi dobbiamo tornare alle storie, alle emozioni.
Non solo il porno cerca disperatamente di sopravvivere, ma anche i suoi protagonisti fanno porno per poter sopravvivere.
Ecco quindi Kubrick – Una Storia Porno, la prima divertentissima web serie composta da tre episodi sul mondo del porno, assolutamente da non perdere!
Tre aspiranti videomakers si trovano improvvisamente a dover girare un film hard con imprevedibili conseguenze.
Una produzione Magnolia Fiction distribuita da The Jackal.
Canzone originale della sigla di Immanuel Casto, detto il Principe del Porn Groove, che ha partecipato a numerose puntate di LoveLine su MTV: “Porn to be Alive”.
La serie solleva in maniera divertita la problematica relazione tra arte e pornografia.
Pornografia deriva dal greco (pòrne, graphein) e significa “gli scritti delle prostitute”. L’obiettivo della pornografia è stimolare l’eccitazione sessuale sia per la masturbazione, sia per variare i rapporti a due. Nata con il disegno, la scultura e i testi scritti si è evoluta con l’uomo, sempre all’avanguardia: le prime fotografie erano porno, i primi film sono stati porno… ed ora ecco anche le web series! Ricerca e sperimentazione.
Ogni opera dell’uomo suscita sentimenti come la gioia, la tristezza, l’orrore; ogni opera d’arte cerca di stimolare l’uomo, ma perchè ciò che riguarda la sessualità viene considerato spesso volgare o deplorevole?
Gli stessi giovani sceneggiatori di Kubrick, pieni di talento idee e speranze, rifiutano inizialmente l’idea di lavorare nel mondo del porno… dopotutto il porno è davvero arte?
Il porno è da sempre amato e criticato, un rapporto ambivalente che riflette quello che la nostra cultura ha nei confronti della sessualità. Spesso ci si chiede se il porno possa essere un problema, per la coppia e per il singolo.
Dipende.
Ogni mezzo, ogni strumento è lecito per il suo fine: l’eccitazione e l’orgasmo. Il porno offre nuovi spunti e fantasie. Per alcune categorie di persone può essere l’unica possibile sessualità.
Diventa problematico solo quando si innesca un circolo vizioso che porta alla dipendenza, quando diventa l’unico stimolo ossessivo che porta al piacere.
Non solo, un altro problema che si nasconde dietro ai video porno è come vengono considerati all’interno della coppia: se per te non sono un problema, ma per la persona che ami sì, allora è il caso di parlarne insieme e chiarirsi le idee, confrontare i punti di vista.
La pornografia può diventare insidiosa quando fa sviluppare il mito di una sessualità che non esiste, inventata per soddisfare l’immaginario maschile: corpi perfetti e passionali che godono all’unisono in un’atmosfera dove le emozioni sono bandite. La realtà per fortuna non è così: ci sono emozioni diverse come l’amore e la vergogna, la sorpresa e la gioia… che non sono rappresentate dal tipico filmato porno.
Se l’unico sesso che si conosce è quello del porno, allora possono nascere paure di non essere all’altezza, timori sulle proprie prestazioni e false credenze (come ad esempio sull’uso del profilattico).
Forse è proprio per questa ragione che sta prendendo piede l’amatoriale: non si vedono soli corpi nudi e perfetti che ansimano; ma delle storie di vita, degli scorci di passioni altrui, molto più reali di qualsiasi porno realistico. Eliminati gli attori, rimane un’esperienza che può essere realizzata in casa, con il/la proprio/a partner. Diventa un sogno realizzabile, non una fantasia perfetta ma lontana. “Potremo farlo anche noi!” dice lui con una fotocamera digitale in mano.
Passer, deliciae meae puellae, quicum ludere, quem in sinu tenere, cui primum digitum dare appetenti et acris solet incitare morsus…
(Catullo)
Il passero, delizia della mia fanciulla,
con cui è solita trastullarsi, e tenerlo in seno,
ed a lui bramoso dare la punta del dito
ed eccitare focosi morsi…
La scarpa di Christian Louboutin, un classico contemporaneo.
La sua suola “rosso China” è un’ inconfondibile icona. Lui è stato soprannominato il “Creatore” delle scarpe, ognuna un’opera d’arte. Ogni donna le desidera per la loro sensualità. Solcano i red carpet indossate dalle vip più famose e, ovviamente, fashion.
E’ un marchio di fabbrica talmente celebre che, quando Yves Saint Laurent firmò la collezione Cruise 2011 con 11 modelli di scarpe con la suola rossa, Louboutin gli fece causa per rivendicare il diritto di usare quel colore per le sue suole. La saga è ancora aperta, chi vincerà?
Tale colore è anche classificato: è il pantone 186c.
Ecco l’ultima incredibile creazione di Louboutin: le esclusive scarpe Cinderella, ideate per celebrare la riedizione DVD e Blue Ray del grande classico Disney.
La scarpa è stata prodotta in soli 20 esemplari in tutto il mondo, di cui 2 saranno donati alle muse ispiratrici di Louboutin: Mariah Carey e Dita Von Teese, la dea del burlesque famosa in Italia per il suo streeptease al Festival di Sanremo dentro ad un’enorme coppa di Martini.
Chiaramente le scarpe hanno la suola rossa e sono impreziosite da cristalli Swarovski. Open toe per farci vedere bene il piedino che le calzerà. Degne di una principessa Disney.
E che principessa! Cenerentola, una ragazza salvata dalle sue terribili condizioni di vita da un principe. Anzi, per la precisione, salvata dalla sua bellezza momentanea (donatale da una fatina madrina) che ha catturato l’attenzione del principe.
Ma come tutti sanno, giunta la mezzanotte, Cenerentola deve scappare dal castello per tornare a vestire i soli abiti dimessi, ma fuggendo perde una scarpetta di cristallo. Il principe però non si da per vinto e comincia a cercarla per tutto il regno aiutato solo dalla scarpetta. Il piede che la calzerà a pennello sarà quello della donna che ama.
Fondamentalmente un feticista!
Questa fiaba è molto diffusa nel mondo, ne esistono diverse versioni. Si narra che la versione originale sia cinese e sia legata alla snaturata pratica del Loto d’Oro, ovvero fasciare i piedi delle bambine per mantenerli piccoli anche in età adulta.
Le scarpe che calzano minuti piedini principeschi sono uno dei feticci più diffusi.
Ma cos’è il feticismo?
Il feticismo è una parafilia, ovvero un disturbo sessuale. I disturbi sessuali consistono in ricorrenti (per un periodo di almeno sei mesi) e intensi impulsi sessuali e fantasie o comportamenti eccitanti sessualmente che si riferiscono a:
oggetti o esseri viventi non umani;
ricevere e/o infliggere un’autentica sofferenza fisica o morale (umiliazione) a se stessi o al proprio partner;
bambini o altre persone non consenzienti.
Inoltre queste fantasie e questi comportamenti causano considerevole disagio psicologico o difficoltà interpersonali, nel lavoro o in altre importanti aree.
Il feticismo è una parafilia in quanto gli oggetti che causano eccitazione (detti feticci) si discostano da quelli comunemente riscontrati nella normalità. Si tratta spesso di scarpe o indumenti intimi femminili in quanto questo disturbo è prettamente maschile. Bisogna però non confonderlo con le fantasie erotiche, che sono normali e presenti nella maggior parte delle persone. Tali fantasie o comportamenti diventano un disturbo quando danneggiano chi le prova: i feticisti sono obbligati a compiere atti contro la legge o che coinvolgono persone non consenzienti.
Le fantasie feticiste sono molto comuni in tutta la popolazione mondiale, invece un autentico feticismo patologico è davvero raro.
Perchè si diventa feticisti?
Molte sono le teorie psicologiche, ma le più accreditate sostengono che si sviluppi attraverso un processo di apprendimento che si sviluppa piuttosto precocemente. Si impara da piccoli, osservando gli altri o associando il piacere a determinate esperienze che rimangono impresse nella mente e che si cerca di ricreare. In tutti i modi. Legali o meno.
Di cosa? Che domanda è?, è ovvio che stiamo parlando di quello! Ma di quello cosa? Ma sì, dai, di Quello!
Ok, ma Quello COSA? Ma di sesso, no!?
Ah, quindi la Prima Volta (tuttomaiuscolo) che si fa sesso?
Esatto, la Prima Volta che fai l’Amore, quando tutto è perfetto e te lo ricorderai per sempre. Quando non sei più vergine e diventi Grande anche tu. Il Grande Passo.
Insomma, quando Tutto diventa Maiuscolo. E aNcHe Un Po’ CoSì.
E’ un simbolo con infinite paure, preoccupazioni e falsi miti correlati alla sessualità.
COSA E’ TECNICAMENTE VERO:
Si è Vergini e basta, non è ne’ una maledizione, ne’ un dono. E’ quello che sei.
La Prima Volta, detta deflorazione per le ragazze, viene caratterizzata dal Primo Rapporto Sessuale con Penetrazione Completo, che spesso, ma non sempre!, comporta la Rottura dell’Imene.
L’Imene è una sottile membrana che maschera l’apertura della Vagina che già ha un orifizio (per permettere il passaggio delle mestruazioni), in realtà può solo dilatarsi durante il primo rapporto e perforarsi del tutto durante i successivi rapporti sessuali. Questa membrana si può rompere anche in altri modi, ad esempio facendo sport, quindi può essere che durante Il Primo Rapporto non accada nulla.
Quindi non si può sapere con certezza se si romperà l’Imene durante La Prima Volta oppure no. Questo in realtà non rende tanto tranquille le ragazze, si vorrebbero avere più certezze, non è vero? Allora cercheremo di capire bene.
Già durante La Prima Volta c’è la possibilità di rimanere incinta.
COSA E’ PIU’ VERO:
LOVE:
La Prima Volta non è solo tecnica di penetrazione. E’ stare con un partner che vi piace e che vi fa sentire bene. E’ emozione. Si è in due e si può parlare di quello che si prova, di ciò che si pensa. E ascoltare.
& ALTRE COSE:
Ci sono un sacco di Prime Volte prima della Prima Volta: il Primo Bacio, le Prime Coccole, i Primi Strusciamenti, i Primi Svestimenti, i Primi Toccaggiamenti, i Primi Piaceri… detti anche i Primi Petting. Ovvero le prime confidenze con il corpo altrui. E prima di queste, ci sono le prime confidenze con il proprio corpo. Scoprire i corpi nudi per diminuire l’imbarazzo.
COSA FARE:
Chiedetevi se ne avete davvero voglia;
Passare in farmacia e comprate preservativi e lubrificante a base acquosa;
Trovare un posto adeguato, tranquillo, dove nessuno vi disturbi;
Parlate di voi, delle vostre speranze, preoccupazioni. Prendetevi sul serio e poi ridete.
Baciatevi, toccatevi, coccolatevi, spogliatevi, giocate fino a che non siete diventati Esperti del Settore.
Non è un film perfetto! Commetterete gaffe divertenti: reggiseni che non si slacciano, preservativi che non si infilano… ridete. Non sta andando tutto storto!
Prendetevi i vostri tempi, sia per lei che per lui;
Se non riuscite a farlo… rinviate. Non dovete per forza farlo questa volta! Fate qualcos’altro che vi piace. La penetrazione è solo una possibilità delle mille possibilità.
Siate felici! 🙂
– LUI –
Esercitati a mettere il profilattico prima del Gran Giorno. Ecco un video in inglese, ma simpatico e intelligente!
Parlane con gli amici e chiedi consigli, ma non creare aspettative tipo “domani lo facciamo!”. E’ comunque un argomento intimo e della vostra coppia.
– LEI –
Diventa Esperta del Tuo Settore: conosci il tuo corpo e il suo. Porta degli assorbenti, delle salviettine intime e un asciugamano: potrobbero servirti. Non è detto che sanguini, però non preoccuparti del fatto che possa accadere. Non pensare solo alla Vagina! E’ probabile che ti faccia un pochino male. Rilassati e riprova con tranquillità.
Quindi Pene e Vagina non sono gli unici soggetti attivi de La Prima Volta! Ci sono un sacco di altre cose inebrianti che danno piacere! E sono difficili da scoprire… ci vuole impegno e tempo, un lavoro interessante che probabilmente vi occuperà per il resto della vita. E ci saranno Altre Prime Volte, cose insospettabili che non sapete nemmeno che giungeranno nella vostra vita.
COSA SI PROVA?
Nessuno potrà mai spiegarti cosa proverai tu, ma ognuno ha un ricordo personale che può scegliere di condividere.
Tu cos’hai provato?
Puoi raccontarlo qui, anche usando un nome fittizio.
Nel 1997, a Valencia, in Spagna è stata promulgata al Congresso Mondiale di Sessuologia la Carta dei Diritti Sessuali. In seguito è stata approvata dal WAS (World Association of Sexology) al Congresso Mondiale di Sessuologia tenuto ad Hong Kong nel 1999.
Vediamoli insieme…
I diritti sessuali sono diritti umani fondamentali ed universali.
1) Diritto alla libertà sessuale.
La mia libertà non deve però impedire la tua libertà. No a costrizioni, sfruttamenti ed abusi sessuali in qualsiasi momento e situazione della vita.
2) Diritto all’autonomia, all’integrità ed alla sicurezza sessuale del corpo.
Ognuno ha una propria morale personale e sociale che gli permette di scegliere come provare piacere in maniera sicura.
3) Diritto alla privacy sessuale.
Ogni tanto da ricordare ai propri genitori.
4) Diritto all’uguaglianza sessuale.
Sotto le lenzuola siamo tutti uguali: sesso, razza, classe sociale, orientamento sessuale, età, religione o limitazioni fisiche ed emotive…
5) Diritto al piacere sessuale.
Abbiamo il diritto di godere. Incluso l’autoerotismo. Esso è fonte di benessere fisico, psicologico, intellettuale e spirituale.
6) Diritto all’espressione delle emozioni sessuali.
Abbiamo il diritto di esprimerci attraverso la comunicazione, il contatto, le espressioni emozionali e l’amore.
7) Diritto alle libere associazioni sessuali.
Possiamo sposarsi o meno; o stabilire altri tipi di associazioni sessuali.
8) Diritto di rendere libere e responsabili le scelte riproduttive.
Abbiamo il diritto di decidere se avere o meno figli, il numero e lo spazio per ognuno, ed il diritto all’accesso pieno ai metodi di regolazione della fecondità.
9) Diritto all’informazione sessuale basata sulla conoscenza scientifica.
Non fidatevi dei detti popolari o delle mode: andate alla ricerca delle informazioni scientifiche!
10) Diritto all’educazione sessuale integrale.
Dalla nascita.
11) Diritto alla cura della salute sessuale.
La cura della salute sessuale deve essere disponibile per la prevenzione e il trattamento di tutti i problemi, le preoccupazioni e le confusioni sessuali.
Se leggete le sole parole in neretto vi accorgerete che non vi è nulla di nuovo. Educazione, sanità, libertà… sono i concetti fondamentali dei Diritti Universali dell’Uomo.
Eppure, se pensiamo alla sessualità ci rendiamo conto che la strada da fare per il raggiungimento di questi diritti è ancora lunga.
Moltissime sono le associazioni che si battono per questi diritti, alcune di queste ci possono addirittura lasciare perplessi.
Questo mese a Londra c’è stato il gay pride. Oltre alla comunità LGBT (lesbiche, gay, trans e bisessuali), ha sfilato per le strade quella degli asessuali. Una definizione che per noi è davvero difficile da immaginare:
Un asessuale è una persona che non prova interesse per il sesso. In generale dunque, si può dire che un asessuale è colui che non prova attrazione sessuale.
Potete trovare più informazioni su di loro qui. Vi rimando anche a un simpatico link su facebook sui coming out (guardate tutto l’album di foto).
“La nostra società è molto focalizzata sull’attrazione sessuale, ma io posso testimoniare che si può avere una vita normale e felice senza sesso” spiega a Globalist David Jay, classe 1982, attivista asessuale americano e fondatore nel 2001 (quindi a 19 anni) dell’Asexual Visibility and Education Network (AVEN). Gli asexual spiegano di non sentire alcun bisogno sessuale. Il voto di castità non nasce in questo caso da una rinuncia dovuta a motivi religiosi o sociali, né tantomeno da una qualche forma di patologia psichiatrica, bensì da una semplice scelta di vita: “Siamo persone completamente normali dal punto di vista biologico, l’unica differenza con il resto delle persone è che il sesso non ci interessa.”.