Si celebra il 17 maggio perchè è il giorno in cui, nel 1990, venne approvata definitivamente la cancellazione dell’omosessualitàdal DSM, ovvero dal manuale statistico diagnostico dei disturbi mentali.
(tecnicamente sottolineo che in quella data vennero tolte dal DSM
sia l’ego-sintonia che l’ego-distonica)
In questa giornata, fortunatamente, molte sono state le azioni di sensibilizzazione.
Mi permetto di segnalare un bel progetto,Laboratorio Rainbow, realizzato dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri, tramite l’UNAR (Ufficio Nazionale contro le Discriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e dal Gay Center.
Nel corso di questo percorso sono stati realizzati 6 video dai ragazzi delle scuole laziali. I video sono davvero ben fatti, non solo tecnicamente, ma anche per il candore col quale sollevano il problema in Italia. Sembrano dei video musicali, non servono le parole.
I ragazzi sono sempre i migliori!
Potete votare il vostro video preferito su facebook da oggi fino fino al 3 giugno.
Il mio preferito (il backstage fa troppo ridere!):
Il profumo cattura la nostra attenzione, può sorprenderci e sconvolgerci. Sostiene un giro d’affari davvero rilevante, anche in piena crisi. Questo perchè l’odore del partner può eccitarci o inibirci.
Gli odori del corpo possono essere mediati dalla cultura: non vi dico quante discussioni ho fatto con amici francesi e tedeschi sull’importanza del bidet. A volte mi è addirittura sembrato di dover dare ragione a loro. Ma poi ho resistito. Per quanto mi riguarda… che il bidet sia lodato. Sempre sia lodato!
In altri casi è questione di coppia: si possono incontrare partner igienisti e partner che amano l’odore dei fluidi del corpo. Caso noto è quello di Napoleone che, di ritorno dalle fatiche belliche, scriveva a Giuseppina di non lavarsi per rendere forte l’odore in previsione del suo arrivo.
Perchè l’olfatto influenza la sessualità?
La scienza ci insegna che i mammiferi secernono sostanze odorifere che prendono il nome di ferormoni. Queste sostanze sono secrete dalle ghiandole apocrine e del prepuzio maschile e femminile.
Noi riconosciamo l’odore del partner e lo associamo al nostro stato di maggiore o minore eccitazione e da qui deduciamo se ci piace. Si potrebbe dire che l’innamoramento è una questione di alchimia. “Sai quel tipo ha quel non so che… ma mi attizza!”
Questo accade perchè è stato trovato che c’è una stretta relazione anatomica tra la zona del cervello deputata all’olfatto e quella sessuale. Vediamole insieme:
Quella che vedete è una parte del sistema limbico, centro di regolazione dei comportamenti di autoconservazione (ovvero mantenersi in vita, cioè gli stimoli della fame, aggressività…) e quelli di conservazione della specie (ovvero di procreare, cioè l’interesse sessuale).
La stimolazione di alcune di queste aree provoca piacere. Qui inoltre giungono le informazioni dalla pelle: uno stimolo tattile erotico serve quindi per attivare un comportamento sessuale e contemporaneamente produce piacere. Toccarsi piace e attiva.
Possiamo anche notare il bulbo olfattivo (olfactory bulb... una sorta di antenna che si sporge in avanti, la vedete?) che è agganciato a questo sistema di regolazione del piacere e della sessualità. Gli odori del partner quindi influenzano attivamente la zona superiore del sistema limbico aumentando l’interesse sessuale e i meccanismi legati all’eccitamento.
Contemporaneamente è influenzata la zona inferiore del sistema, andando ad abbassare tutti quei meccanismi difensivi che ci rendono aggressivi o spaventati, sviluppando quindi la nostra fiducia verso il prossimo e quindi rendendoci più altruistici… anche sessualmente!
Aggiungo un dettaglio interessante: in questa zona ci sono anche i centri della memoria. Avete presente che a volte capita di percepire un profumo che ci evoca un ricordo vivido? All’improvviso, camminate per strada, giunge un odore e voi vi sentite trasportati in un ricordo. Non siete pazzi, avete semplicemente un cervello che funziona.
Allo stesso modo ricordiamo l’odore dei nostri ex, l’odore dei nostri compagni di gioco, l’odore dei nostri genitori. E cerchiamo la nostra dolce metà orientati anche da queste questioni chimiche ed esperienziali. Questioni di naso.
Alla domanda “faccio bene a continuare questa relazione complicata?” Dan Savage, saggiamente, risponde:
Goditela. E se lui […] rispetta la regola del bravo campeggiatore, ovvero ti lascia in condizioni migliori di quelle in cui ti ha trovato (niente malattie, niente gravidanze indesiderate, niente drammi o traumi inutili), tu sei a tua volta obbligata a rispettare la regola “tè e simpatia”: quando in futuro ti capiterà di parlare di questa cosa –perché ti capiterà – lo farai in modo gentile (niente sbrocchi, niente rancore perché una relazione che difficilmente avrebbe potuto funzionare sul lungo periodo non si è trasformata nell’amore della tua vita, nessun tentativo di minare la sua carriera).
Il concetto di intimità è di difficile definizione. Ognuno di noi ha, in cuor suo, un’idea personale di cosa significhi intimità e quest’idea è destinata a cambiare continuamente.
L’intimità per alcuni è un processo individuale, ovvero l’essere intimi con il proprio corpo o con i propri sentimenti, molto vicino al senso del pudore.
Per altri invece si tratta di un processo relazionale, molto lento ed elitista, che si oppone al concetto di colpo di fulmine.
Si ritiene esistano cinque intimità:
spirituale;
intellettuale;
psicologica;
corporea;
sessuale.
Perchè una coppia possa durare nel tempo è necessario che condivida almeno tre livelli di intimità.
Spesso però le coppie hanno dei conflitti su che importanza assegnare ai diversi tipi di intimità. Altre volte invece non condividono l’iscrizione di certi gesti in una o nell’altra intimità: dormire nudi è un segno dell’intimità corporea o di quella sessuale?
E’ possibile condividere alcune intimità anche con persone che non sono nostri partner, ma anche solo nostri amici o compagni di avventura. E’ possibile esserne gelosi?
Vediamo nel dettaglio le intimità nelle loro definizioni di W. Pasini.
Intimità spirituale
E’ la più segreta. Condividere questa intimità significa essere in comunione ideologica, può essere di fede ma anche di politica in senso lato.
Intimità intellettuale
Si tratta dell’amicizia fondata sulla complicità nella virtù, non sull’utilità e sul narcisismo personale. Vi è piacere nello scambio del sapere.
Intimità psicologica
Si tratta di mettere in comune una parte di sè, ricordando però di mantenere un nucleo autonomo personale. Le emozioni, i sentimenti, gli stati d’animo, le aspettative, le preoccupazioni, le credenze.
Una bella metafora è quella delle albicocche che accomunano la polpa, ma lasciano intatto il nocciolo. Attenzione alle coppie noce, con un duro guscio che cela un nucleo fragile. Le coppie fragola, che mettono in comune tutto, alla fine non permettono più il riconoscimento dei singoli nuclei. Spesso, durante i primi tempi dell’innamoramento, così totalizzanti, si rischia di diventare un bel frullato!
Intimità corporea
Il tatto, l’olfatto, la mimica, il contatto fisico e oculare. Il linguaggio corporeo si presta però a numerosi fraintendimenti: una carezza è piacevole o fastidiosa?
Accade sempre più frequentemente che il corpo non venga più percepito come intimo, ma assuma valore solo quando viene colpito dai riflettori; questo fenomeno viene chiamato da Pasini extimità: “è come se si indossasse una sottoveste sopra all’abito”. Il corpo e il sesso diventano pubblici attraverso le confessioni in diretta tv.
Intimità sessuale
Ogni coppia può definire il pudore da rispettare, non ci sono regole fisse. Molto di moda è la curiosità verso le perversioni soft. Questa intimità è influenzata anche dall‘immaginario sessuale dei partner, a volte condiviso, spesso privato.
Come dicevo le intimità non sono esclusive della coppia moglie-marito, ma di ogni coppia relazionale: amici, parenti, colleghi, compagni, amanti, clienti… Per questo la gelosia può scaturire per diverse cause, per intimità condivise a livelli differenti e incomprensioni. Quali sono le tue cause di gelosia? E quali quelle del tuo partner? Possono convivere?
Se fossi obbligato a scegliere, preferiresti che il tuo partner facesse l’amore con te pensando ad un altro/a, o che facendo l’amore con un altro/a pensasse a te?
Ritorno proprio ora da un percorso affettività-sessualità attivato presso alcune classi quinte della scuola Primaria. Oggi è stato l’ultimo incontro presso due quinte davvero speciali.
L’ultima attività in programma era scrivere una definizione di sesso e/o sessualità (dopo un gioco per conquistare le parole che servivano al proprio gruppo per la definizione).
C’erano tre gruppi di bambini e hanno scritto:
1. “Il maschio e la femmina sanno fare emozioni di affetto al corpo con felicità, cultura e con il gioco”
2. “In qualche modo si ha una relazione e ci si inizia ad amare e dare la vita a dei figli in crescita”
3. “E’ la libertà di condividere il piacere e di riceverlo. Nella pubertà ci sono desideri di scelta di un ruolo e di coppia”
Commuoventi!
E poi tanti abbracci, applausi e biglietti con “Ti vogliamo bene!”.
Amo questo lavoro!!
Non abbiate paura di parlare di sesso con i bambini. Sono molto più svegli e ricettivi di quanto crediate! Hanno anche milioni di domande, ma, se accolti con la giusta franchezza e serenità, non hanno il senso dell’imbarazzo. Oggi un bimbo raccontava candidamente di essere stato circonciso e voleva capire perchè e che differenze c’erano con gli altri bambini. Fateli ridere, metteteli a loro agio. Abbiamo sicuramente di che imparare da loro.
Perchè una sessualità fresca e succosa nasce da piccoli.
Domanda divertente: “Anna, non ho capito. Ma il pene quanto ci mette ad entrare? Cioè entra-esce? A cosa serve che stia lì? Ci mette 5 / 10 minuti ad entrare? E perchè mai dovrebbe stare lì dentro?” “Marta, tesoro, ad entrare ci mette poco. L’importante è che rimanga tutto il tempo che si vuole, purchè piaccia ad entrambi” “…piacere? Perchè mai dovrebbe piacere?! E’ una cosa piacevole?!”
Ecco una cosa che si tralascia nella spiegazione: sì, è molto piacevole!
In questi giorni sta facendo molto discutere un’esemplare dimostrazione di bacio data da Bar Rafaeli, la supermodella israeliana – ex di Di Caprio, per la pubblicità di un colosso del web hosting Go Daddy. La pubblicità è spiazzante: l’affascinante modella bacia alla francese il classico nerd occhialuto per indicare come l’azienda sia in grado di compenetrare alla perfezione il lato sexy al lato smart (lo sfondo è terribile). Ora… cosa ci sia di sexy nel registrare un dominio me lo sto chiedendo da un po’ (a meno che Go Daddy non venda solo .org), in ogni caso questo spot è diventato scandaloso per essere stato inserito nelle pause pubblicitarie dell’evento per famiglie dell’anno, il SuperBowl di qualche giorno fa. Impennata alle vendite di domini e email (10.000 nuovi clienti il giorno dopo), come se tutti stessero aspettando il bacio di Bar per aprire un nuovo sito! In Italia la aspettiamo come ospite a Sanremo, la Littizzetto come si comporterà in merito?
In ogni caso, ecco il bacio che noi considereremo solo per il suo lato tecnico.
Il bacio, dunque. Soundtrack.
Potremmo definirlo come una congiunzione temporanea tra due tubi digerenti.
Di sicuro ne avete già ricevuti molti, alcuni decisamente graditi, altri sgraditi (vedi vecchie zie bavose).
L’importanza del bacio viene data dal fatto che 4 dei nostri 5 sensi risiedono sul viso: vista, odorato, udito e gusto. Inoltre le labbra sono molto sensibili al tatto. Il che lo rende molto intimo. La forza contenuta in questo gesto ne fa anche un elemento quotidiano che serve a dare conferme al partner (e a se stessi). Si usa anche come formula di chiusura nelle conversazioni per non farle sembrare troppo nette.
E’ il momento di guardare questo video del sito VideoJug: How To Kiss Someone Passionately – Come baciare qualcuno appassionatamente. Lo so, questo è in inglese, ma lo trovo molto istruttivo e divertente!
QUESTIONI DI SOPRAVVIVENZA
Ricordati di respirare. Nonostante qualche volta sia meglio non farlo, di norma smettere di respirare è una pessima idea. Almeno così si può giustificare la presenza fastidiosa del naso in queste situazioni.
PENSAVO FOSSI UNA STREGA
Questa non è una buona scusa per un alito composto dal 86% di aglio. Se mangiate pietanze con aglio e cipolla, assicuratevi che anche la persona con la quale avete intenzione di pomiciare ne abbia mangiato un po’. Non c’è rimedio all’aglio. L’unica difesa è condividere l’offesa!
EFFETTO LUMACA
Si prega di tenere a bada l’iperattività delle ghiandole salivali.
BAISER AMOUREUX
Detto da tutti, tranne che dai francesi, Bacio alla Francese: la versione orale della speleologia. Socchiudete le labbra e sperimentate con la lingua il territorio all’interno della bocca altrui, ma non spingetevi troppo in fondo, è una fatica inutile. E’ molto intimo, assicuratevi che anche l’altra persona si senta a suo agio ad essere baciata così in quel momento.
LINGUA – NOTA DISAMBIGUA
La lingua e la bocca possono svolgere diverse funzioni. Possono baciare, leccare, succhiare, morsicare… Cercate di cambiare ritmo e modi e capite cosa piace al vostro partner, fino a parlare la stessa lingua. Alternatevi i turni di guida, a meno che questa non debba essere una dimostrazione di machismo (o femminismo). Potete variare anche i territori della vostra spedizione: baciate il volto, il collo, le orecchie, le mani… Infinite possono essere le zone da baciare, quanto infinita può essere la gioia della scoperta del piacere che ne deriva.
Se ancora non siete riusciti a mandare un bacio, usate la Macchina Dispensa Baci inventata da Pupa.
Con tutto questo parlare di crisi ci eravamo quasi scordati che la politica non guarda solo al lato economico dello Stato, ma anche degli aspetti etici e la loro legislazione.
Ecco quindi questo video prodotto dallo staff di Obama per la promozione dei matrimoni omosessuali negli Stati Uniti. E’ presente anche il sito dedicato legalizelove.com.
In Inghilterra se ne sta discutendo in questi giorni. Già esistono le unioni civili (ricordate sir Elton John, da poco padre di un secondo pargoletto?), ma ci si sta muovendo verso il matrimonio, ovviamente in discussione con la Chiesa Anglicana, molto legata allo Stato (la Regina ne è a capo).
Anche la Francia è giunta sabato, dopo un’estenuante discussione emendamento contro emendamento, alla norma che definisce il matrimonio come “un accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso”.
In Italia c’è un vuoto legislativo, a volte colmato per esigenza dai Comuni stessi. A Milano, ad esempio, da settembre esiste il Registro delle Unioni Civili.
Forse in Italia abbiamo bisogno di un cambiamento più radicale. Snoopy docet.
L’irriverente Roberto Benigni scherza sull’ambiguità del nome Abel-e nella Bibbia, best-seller mondiale. In effetti… Cain-o e Adam-o erano evidentemente uomini virili, Ev-a sicuramente la donna. E Satan-a?
Il genere sessuale col quale nasciamo influenza totalmente la nostra vita. Dopotutto i bambini nascono uguali in tutto, tranne per quella parte del corpo che deve rimanere celata dai pannolini. Il pene e la vagina sono i tabù dell’umanità. Eppure, per assurdo, pur di rendere quella parte nascosta nota a tutti, si cerca in ogni modo di celebrarla: fiocchi rosa, cicogne azzurre, corredini colorati. Rosa alle bambine, azzurro ai maschietti.
Si da loro un nome che non sia ambiguo. La scelta del nome è importante ed è una delle scelte più difficili che affrontano le coppie che aspettano un bambino (ci sono interi siti internet dedicati a questo). Il fagiolino nella pancia della mamma è un essere sessuato. Spesso è la prima cosa che si chiede “sarà maschietto o femminuccia?”.
Imparare a parlare col proprio partner: è solo un buon proposito 2013?
O forse una necessità, in quanto negli ultimi tempi ho incontrato coppie che mi hanno parlato dei loro problemi di comunicazione. Frasi non dette e parole di troppo, espressioni ambigue, che alla lunga portano a sentimenti di rabbia reciproca difficili da appianare. Un tunnel fastidioso dal quale uscire diventa sempre più complicato, si mette in dubbio anche l’amore.
In molti hanno problemi a chiedere ciò che vogliono e a dire di no quando altri se ne approfittano. Ci sono situazioni, specialmente in amore, che intimoriscono lasciando così crescere dentro sentimenti di rancore e di inadeguatezza. Si deve riuscire a dire in maniera diretta i propri bisogni, senza però mai apparire ostili o minacciosi agli occhi degli altri.
Ebbene tutti sentono la necessità di migliorare la propria comunicazione ma, in pratica, come fare? Come parlare?
Chiedete piccoli cambiamenti specifici in una situazione o nel comportamento di un’altra persona, piuttosto che pretendere comportamenti globali. Per esempio invece di dire: “Voglio che tu sia più affettuoso” dite “Voglio che mi ascolti quando parlo”. Utilizzate frasi in prima persona piuttosto che frasi accusatorie, quando discutete di una situazione difficile con un’altra persona.
Le quattro componenti di una frase in prima persona sono:
Mi sento… quando tu… perchè… cosa voglio…
Per esempio: “Mi sento arrabbiato quando tu non ti presenti ad un appuntamento perchè sto buttando il mio tempo. Cosa voglio è che tu mi telefoni e cancelli il nostro appuntamento, quando pensi di non farcela a rispettarlo“.
Usare questa semplicissima tecnica può dare molta fiducia in se stessi: anche i più timidi e incasinati possono riuscire a dire la loro, anche nell’intimità. Quando si è nudi e crudi diventa ancora più complicato perchè si è davvero spogli davanti all’altro. L’imbarazzo aumenta, le emozioni sono amplificate al massimo. Nel turbinio diventa anche difficile capire cosa nello specifico ha causato quella emozione negativa. Bisogna fermarsi, codificare bene cosa si prova, dare un nome e trovare una causa specifica che il partner possa modificare.
Non è detto che al primo tentativo le quattro paroline magiche funzionino, può accadere che il partner non colga o cerchi di difendersi magari attaccando, sminuendo, scappando. Serve un po’ di tempo e di tenacia. Senza agitarvi respirate a fondo, trovate il problema specifico e riprovate. Tutto si aggiusterà.
Insegnate anche a lui/lei queste paroline, quando le userà saprete che vuole dirvi qualcosa di importante.
Signori miei preparatevi, state per avere un confronto, non l’ennesimo litigio.