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Il Rosso Ciliegia

Sessualità: dubbi inconfessabili, timori e curiosità. Il blog di Studio Zanellato, psicologia e sessuologia a Vicenza.

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Convegno sulla famiglia a Milano. Gran confusione.

Posted on 19 gennaio 2015 by Il Rosso Ciliegia
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Al convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità” hanno blidando la sede della Regione Lombardia. Tutti presenti: alcuni dentro in sala, molti altri fuori guidati dai Sentinelli (nome in opposizione alle Sentinelle in Piedi).

Insomma una gran confusione. Tra i vari momenti di insulto c’è questo del video.

Si vede chiaramente LaRussa che insegue il ragazzo alla porta per deriderlo. I giornali intitolano “Gaffe de LaRussa che urla culattone ad un convegno“. Io non la chiamerei gaffe. Che confusione.
Maroni: “Non mi faccio condizionare da quattro pirla”.
Che fatica, Italia.

Mi sorprendono anche i titoli dei giornali “ragazzo gay fa incursione al convegno“… ma come vedete l’orientamento sessuale non è dichiarato, se non l’appartenenza religiosa. Confusione. Sarebbe stato più consono “ragazzo cristiano fa incursione al convegno“.

Quale sarà la strada giusta per portare tutti a sedersi attorno allo stesso tavolo e non trincerati in barricate d’insulti?
Non credo che si stia realmente parlando delle famiglie omogenitoriali. Credo invece che si stia sfruttando l’argomento per accanirsi sulla definizione di libertà d’opinione. Come si può, quindi, esprimere la propria opinione?
E credo che la soluzione non arriverà a breve.

Alcune prese di coscienza sociali arrivano col tempo.

La mia generazione è favorevole alla raccolta differenziata perchè ci hanno martellati di educazione civica già dalle elementari. La generazione dei nostri padri invece fatica a separare l’umido e mettersi la cintura quando sale in auto.

La mia generazione è fatta di clienti coetanei che sistematicamente mi chiedono di non emettere la fattura. Nonostante gli psicologi svolgano un lavoro sanitario che è esente iva. Ma le nuove generazioni sono martellate di etica economica. Sono convinta che, col tempo, anche questa educazione farà la differenza.

Quindi suggerisco io il prossimo step educativo: il rispetto dell’opinione altrui. Adoro i convegni, rendo grazie all’esistenza delle manifestazioni: è tutto così I Care. Fate bene a creare occasioni di dibattito, a sollevare i problemi, a dire la vostra opinione.

Ma con rispetto.

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Godersi la vita in full HD

Posted on 26 luglio 2014 by Il Rosso Ciliegia
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Guardate questo video. Di seguito il testo della prima parte, che condivido pienamente!

Mia figlia ha fatto uno spettacolo di danza a scuola e noi genitori eravamo tutti là e avevamo tutti il cellulare. Tutti i genitori. Era una scena assurda. I bambini ballavano e i genitori stavano messi così [col telefono di fronte al viso]. Tutti quanti. Bloccavano la visione dei loro bambini con il cellulare. E i bambini erano lì.

Sono andato dietro al palco e c’era la gente con l’IPad davanti alla faccia. Sembravano tutti nel programma protezione testimoni… i bambini non riuscivano a vedere i loro genitori!
E tutti stavano guardando un merdoso filmato di ciò che stava accadendo a 2 metri da loro.

Ma guardate i vostri bambini del c***o! La risoluzione dei bambini è eccezionale, è il FULL HD!

E poi perchè li state guardando, non lo riguarderete mai! Neanche tra un milione di anni riguardereste un video di bambini che fanno qualche cagata che non avete visto neanche quando accadeva!

Louis CK, Oh My God, 2013

Ve lo dico schiettamente: il vostro video sarà penoso. Quello del papà seduto vicino a voi sarà sicuramente più definito e interessante. Nel caso davvero vogliate possedere il video dei vostri figli che sgambettano… fate amicizia col vicino e fatevi passare il file.

Lo stesso vale per i grandi concerti dell’estate.

Non occupate le mani con inutili telefoni, ma usatele per applaudire. Lasciateli a casa e pogate come non ci fosse un domani. Non temete di avere con voi oggetti costosi, ma godetevi il momento, alzate le mani, gridate.

Godetevi la vita in FULL HD!

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Essere papà oggi, 19 marzo 2014.

Posted on 19 marzo 2014 by Il Rosso Ciliegia
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Mi chiama un amico giornalista, questa mattina, e io sono ancora sotto al piumone.

“Anna, cerchiamo una psicologa per un’intervista, sulla figura del papà oggi, te la senti?”
Schiudo gli occhi, controllo l’ora sulla radio sveglia: “Sviluppo identità di genere. Ok, dai”.

Poi ci penso meglio e cerco di focalizzare cosa devo dire. Doccia, caffè. Raccolgo le idee. Penso al mio papà, ma non vale, lui è un fuori classe, è decisamente sopra agli standard. Ho un solo minuto di tempo e devo esprimere un pensiero coerente.

Quali sono davvero le cause del cambiamento della figura paterna oggi?

Sono due: l’amore romantico e la rivoluzione sessuale.

L’amore romantico, come il concetto di adolescenza, è un’invenzione recente. Basare la propria vita, l’economia domestica, il futuro della propria famiglia, su un sentimento è una conquista preziosa che nasce alla fine dell’800. Preziosamente instabile.

La rivoluzione sessuale, negli anni ’60 e ’70, determina un ulteriore profondo cambiamento nella coppia nella ridefinizione del ruolo della donna. Inoltre la nuova pillola contraccettiva permette che la responsabilità della scelta di maternità e paternità sia ampiamente regolata da donne e uomini. I figli ora sono decisamente desiderati, cercati, voluti.
Inoltre la relazione tra i partner diventa pura, paritaria. “Una ristrutturazione in chiave democratica della sfera intima” dice Giddens.

Per queste ragioni i padri oggi hanno un ruolo inaspettato, non possiedono più uno standard al quale riferirsi. Il loro ruolo è contrattato con la madre, ogni decisione educativa è un compromesso nato dalla comunicazione nella coppia fin dalla prima grande scelta: desiderare un figlio. E’ sicuramente più difficile, non esiste una prassi culturalmente accettata, ma ogni coppia deve definire il proprio stile genitoriale e negoziarlo continuamente. Una bella fatica!
E l’amore per la propria compagna subisce delle modifiche nel tempo, così come l’amore per i propri figli. Si inseriscono molte altre emozioni, tutte valide.

Auguri quindi ai papà, non più quelli delle sciocche poesie imparate alle elementari dove il papà è solo colui che torna a casa tardi dal lavoro ma ha il tempo di leggere una fiaba della buonanotte, ma a tutti quei papà che passano la serata a discutere con le mamme dei propri figli, a scegliere assieme il loro bene e a non delegarlo ad educatori esterni.

Non più un Principe, non più un lavoratore, ma finalmente un papà che può scegliere la propria definizione.

Auguri anche al mio papà, il Supereroe. Se solo la mamma gli preparasse il costume…

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Empatia, ovvero risuonare insieme.

Posted on 6 marzo 2014 by Il Rosso Ciliegia
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Brené Brown è una ricercatrice dell’Università di Houston. Studia i rapporti con le persone ed è molto brava a narrarli. Usa le parole giuste, quelle delicate. Ha realizzato un bel video sull’empatia.

Di recente mi sono ritrovata ad avere a che fare con l’empatia molte volte. E ho dovuto anche cercare di definirla correttamente.

L’empatia è come l’autostima, tutti ne parlano, tutti la cercano, ma nessuno sa davvero cos’è. Ti da quella percezione di avere sempre una mancanza psicologica: devo avere più autostima, devo migliorare la mia empatia. Devo essere un genitore empatico di un figlio con alta autostima. Devo avere maggiore empatia con il/la mi* compagn*.
Siamo in ricerca, ma manchiamo di definizione.
Sembrano termini indefinibili, come la fede, ma in realtà è molto più concreti.

Kurt Lewin, psicologo sociale, afferma “Niente è più pratico di una buona teoria”. Gli credo. Quando hai i concetti giusti, il quadro nel quale sai di poterti muovere liberamente, non sarai sorpreso dalle casistiche reali. La teoria è accogliente, normalizzante, ansiolitica.

Genitori di adolescenti mi chiedono “cosa dobbiamo fare?”. Siate empatici, rispondo.
“Io sono preoccupata!” dice veementemente una madre seduta nelle ultime file, e continua: “non riesco a sorridere come fa lei dicendo queste cose!”.

Empatia: εμπαθεία, sentire dentro.
Risuonare assieme. Non significa semplicemente mettersi nei panni dell’altro e vedere il mondo dal suo punto di vista, ma soprattutto sentire il mondo dallo stesso punto di vista, senza giudicare.

Attenzione, c’è differenza tra simpatia e empatia. Simpatia significa sentire insieme. Tu sei triste? Allora anche io sono triste. Sei disperato? Anche io! Cadiamo assieme nell’abisso della sofferenza! Oppure cerco di sottovalutare, sviare, non farmi toccare davvero.
L’empatia non è sopraffatta dai sentimenti dell’altro. Li vede, li riconosce in sè. Li serba, li accoglie. Vi è comprensione, ovvero prende insieme tutto ciò e ne riconoce la preziosità. Ma rimane se stesso, nella sua integrità e pienezza.

Un esempio di persona scarsamente empatica, ma decisamente divertente? Sheldon Cooper. Il fisico teorico di The Big Bang Theory, una sit-com americana. Esilarante.

 

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SEX PILLS – Chi infila dove?!

Posted on 12 Maggio 2013 by Il Rosso Ciliegia
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Forse vi sembrerà un dettaglio, ma il problema di chi debba infilare il pene nella vagina può a volte essere significativo.
Logica vorrebbe che sia la donna a infilarselo, almeno le prime volte, fino a quando entrambi i partner saranno sincronizzati. Questo perchè solo una donna sa quando è pronta a ricevere, e tutti quegli anni passati a infilarsi assorbenti interni le permettono di sapere esattamente dove il pene deve andare a ficcare la testa. Naturalmente alcune donne trovano imbarazzante afferrare il pene e guidarlo a destinazione. Questa riluttanza è sciocca, ma comprensibile.

Se tocca all’uomo infilare il pene, sarà bene che aspetti il segnale del via. Come minimo dovrà controllare con un dito se la vagina della partner è pronta. Se non è particolarmente bagnata, ma lei lo vuole ugualmente dentro di sè, lui dovrebbe ungersi con un lubrificante a base acquosa. Altrimenti, un po’ di saliva spalmata sul glande è un antico antidoto per una vagina vogliosa ma asciutta.

P. Joannides – Generazione Sex

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Intimità e gelosia

Posted on 2 aprile 2013 by Il Rosso Ciliegia
4

Il concetto di intimità è di difficile definizione. Ognuno di noi ha, in cuor suo, un’idea personale di cosa significhi intimità e quest’idea è destinata a cambiare continuamente.
L’intimità per alcuni è un processo individuale, ovvero l’essere intimi con il proprio corpo o con i propri sentimenti, molto vicino al senso del pudore.
Per altri invece si tratta di un processo relazionale, molto lento ed elitista, che si oppone al concetto di colpo di fulmine.
Si ritiene esistano cinque intimità:

  1. spirituale;
  2. intellettuale;
  3. psicologica;
  4. corporea;
  5. sessuale.

Perchè una coppia possa durare nel tempo è necessario che condivida almeno tre livelli di intimità.
Spesso però le coppie hanno dei conflitti su che importanza assegnare ai diversi tipi di intimità. Altre volte invece non condividono l’iscrizione di certi gesti in una o nell’altra intimità: dormire nudi è un segno dell’intimità corporea o di quella sessuale?
E’ possibile condividere alcune intimità anche con persone che non sono nostri partner, ma anche solo nostri amici o compagni di avventura. E’ possibile esserne gelosi?
Vediamo nel dettaglio le intimità nelle loro definizioni di W. Pasini.

Intimità spirituale

E’ la più segreta. Condividere questa intimità significa essere in comunione ideologica, può essere di fede ma anche di politica in senso lato.

 

Intimità intellettuale

Si tratta dell’amicizia fondata sulla complicità nella virtù, non sull’utilità e sul narcisismo personale. Vi è piacere nello scambio del sapere.

 

Intimità psicologica

Si tratta di mettere in comune una parte di sè, ricordando però di mantenere un nucleo autonomo personale. Le emozioni, i sentimenti, gli stati d’animo, le aspettative, le preoccupazioni, le credenze.
Una bella metafora è quella delle albicocche che accomunano la polpa, ma lasciano intatto il nocciolo. Attenzione alle coppie noce, con un duro guscio che cela un nucleo fragile. Le coppie fragola, che mettono in comune tutto, alla fine non permettono più il riconoscimento dei singoli nuclei. Spesso, durante i primi tempi dell’innamoramento, così totalizzanti, si rischia di diventare un bel frullato!

 

Intimità corporea

Il tatto, l’olfatto, la mimica, il contatto fisico e oculare. Il linguaggio corporeo si presta però a numerosi fraintendimenti: una carezza è piacevole o fastidiosa?
Accade sempre più frequentemente che il corpo non venga più percepito come intimo, ma assuma valore solo quando viene colpito dai riflettori; questo fenomeno viene chiamato da Pasini extimità: “è come se si indossasse una sottoveste sopra all’abito”. Il corpo e il sesso diventano pubblici attraverso le confessioni in diretta tv.

 

Intimità sessuale

Ogni coppia può definire il pudore da rispettare, non ci sono regole fisse. Molto di moda è la curiosità verso le perversioni soft. Questa intimità è influenzata anche dall‘immaginario sessuale dei partner, a volte condiviso, spesso privato.

 

Come dicevo le intimità non sono esclusive della coppia moglie-marito, ma di ogni coppia relazionale: amici, parenti, colleghi, compagni, amanti, clienti… Per questo la gelosia può scaturire per diverse cause, per intimità condivise a livelli differenti e incomprensioni. Quali sono le tue cause di gelosia? E quali quelle del tuo partner? Possono convivere?

Se fossi obbligato a scegliere, preferiresti che il tuo partner facesse l’amore con te pensando ad un altro/a, o che facendo l’amore con un altro/a pensasse a te?

Pubblicato in Affettività, Sessualità | Contrassegnato amore, corpo, dialogo, educazione, genere, internet, parafilia, relazione, sesso, video | 4 Risposte

Spiegare il sesso agli angeli.

Posted on 21 marzo 2013 by Il Rosso Ciliegia
3

Ritorno proprio ora da un percorso affettività-sessualità attivato presso alcune classi quinte della scuola Primaria. Oggi è stato l’ultimo incontro presso due quinte davvero speciali.

L’ultima attività in programma era scrivere una definizione di sesso e/o sessualità (dopo un gioco per conquistare le parole che servivano al proprio gruppo per la definizione).

C’erano tre gruppi di bambini e hanno scritto:

1. “Il maschio e la femmina sanno fare emozioni di affetto al corpo con felicità, cultura e con il gioco”
2. “In qualche modo si ha una relazione e ci si inizia ad amare e dare la vita a dei figli in crescita”
3. “E’ la libertà di condividere il piacere e di riceverlo. Nella pubertà ci sono desideri di scelta di un ruolo e di coppia”

Commuoventi!
E poi tanti abbracci, applausi e biglietti con “Ti vogliamo bene!”.

Amo questo lavoro!!

Non abbiate paura di parlare di sesso con i bambini. Sono molto più svegli e ricettivi di quanto crediate! Hanno anche milioni di domande, ma, se accolti con la giusta franchezza e serenità, non hanno il senso dell’imbarazzo. Oggi un bimbo raccontava candidamente di essere stato circonciso e voleva capire perchè e che differenze c’erano con gli altri bambini. Fateli ridere, metteteli a loro agio. Abbiamo sicuramente di che imparare da loro.

Perchè una sessualità fresca e succosa nasce da piccoli.

Domanda divertente:
“Anna, non ho capito. Ma il pene quanto ci mette ad entrare? Cioè entra-esce? A cosa serve che stia lì? Ci mette 5 / 10 minuti ad entrare? E perchè mai dovrebbe stare lì dentro?”
“Marta, tesoro, ad entrare ci mette poco. L’importante è che rimanga tutto il tempo che si vuole, purchè piaccia ad entrambi”
“…piacere? Perchè mai dovrebbe piacere?! E’ una cosa piacevole?!”

Ecco una cosa che si tralascia nella spiegazione: sì, è molto piacevole!

Pubblicato in Affettività, Sessualità | Contrassegnato autostima, corso, cultura, dialogo, educazione, felicità, sesso | 3 Risposte

Imparare a comunicare col partner, come fare?

Posted on 2 gennaio 2013 by Il Rosso Ciliegia
1

Imparare a parlare col proprio partner: è solo un buon proposito 2013?
O forse una necessità, in quanto negli ultimi tempi ho incontrato coppie che mi hanno parlato dei loro problemi di comunicazione.
Frasi non dette e parole di troppo, espressioni ambigue, che alla lunga portano a sentimenti di rabbia reciproca difficili da appianare. Un tunnel fastidioso dal quale uscire diventa sempre più complicato, si mette in dubbio anche l’amore.

In molti hanno problemi a chiedere ciò che vogliono e a dire di no quando altri se ne approfittano. Ci sono situazioni, specialmente in amore, che intimoriscono lasciando così crescere dentro sentimenti di rancore e di inadeguatezza. Si deve riuscire a dire in maniera diretta i propri bisogni, senza però mai apparire ostili o minacciosi agli occhi degli altri.

Ebbene tutti sentono la necessità di migliorare la propria comunicazione ma, in pratica, come fare? Come parlare?

Chiedete piccoli cambiamenti specifici in una situazione o nel comportamento di un’altra persona, piuttosto che pretendere comportamenti globali. Per esempio invece di dire: “Voglio che tu sia più affettuoso” dite “Voglio che mi ascolti quando parlo”.
Utilizzate frasi in prima persona piuttosto che frasi accusatorie, quando discutete di una situazione difficile con un’altra persona.
Le quattro componenti di una frase in prima persona sono:

Mi sento…
quando tu…
perchè…
cosa voglio…

Per esempio: “Mi sento arrabbiato quando tu non ti presenti ad un appuntamento perchè sto buttando il mio tempo. Cosa voglio è che tu mi telefoni e cancelli il nostro appuntamento, quando pensi di non farcela a rispettarlo“.

Usare questa semplicissima tecnica può dare molta fiducia in se stessi: anche i più timidi e incasinati possono riuscire a dire la loro, anche nell’intimità. Quando si è nudi e crudi diventa ancora più complicato perchè si è davvero spogli davanti all’altro. L’imbarazzo aumenta, le emozioni sono amplificate al massimo. Nel turbinio diventa anche difficile capire cosa nello specifico ha causato quella emozione negativa. Bisogna fermarsi, codificare bene cosa si prova, dare un nome e trovare una causa specifica che il partner possa modificare.
Non è detto che al primo tentativo le quattro paroline magiche funzionino, può accadere che il partner non colga o cerchi di difendersi magari attaccando, sminuendo, scappando. Serve un po’ di tempo e di tenacia. Senza agitarvi respirate a fondo, trovate il problema specifico e riprovate. Tutto si aggiusterà.
Insegnate anche a lui/lei queste paroline, quando le userà saprete che vuole dirvi qualcosa di importante.

Signori miei preparatevi, state per avere un confronto, non l’ennesimo litigio.

Pubblicato in Affettività | Contrassegnato dialogo, relazione | 1 Risposta

Come parlare alle ragazze.

Posted on 1 dicembre 2012 by Il Rosso Ciliegia
2

IMPORTANTE!
Circa il 73% delle ragazze normali molla i ragazzi; il 98% delle ragazze carine molla i ragazzi.

(fonte statistica: osservazioni alla scuola elementare Soaring Hawk)

Ci sono in commercio molti manuali, alcuni di questi parlano dell’amore. Nelle librerie ci sono interi settori dedicati agli approcci maschio-femmina, due mondi che per comunicare necessitano di un manuale d’istruzioni. Spesso li sfoglio, controllo chi sia l’autore, ne verifico la scientificità e li riappoggio con una smorfia sullo scaffale.

Fino a quando non mi sono imbattuta in “Come parlare alle ragazze“ di Alec Greven. La quintessenza della semplicità, un pensiero senza fronzoli, diretto e onesto. Un libro favoloso!

Biografia dell’autore:
Alec ha 9 anni, scrive un tema sulle ragazze, lo vende a 3 dollari alla fiera del libro della sua scuola e lo compra un editore. I diritti del libro sono già stati venduti alla Twentieth Century Fox che ne farà un film per Hollywood, per la regia di Shawn Levi (lo stesso di Una notte al museo).

Ecco qui i migliori consigli di sempre su come conquistare e tenersi una ragazza! Non servono commenti, le frasi che ho selezionato parlano da sole.

“Se cerchi di avere troppe ragazze, scatenerai gelosie e potresti restare a mani vuote. E’ senz’altro meglio puntare su una sola alla volta.”

“Comunque vada, non disperarti! Alle ragazze non piacciono i tipi disperati. Allora, che cosa puoi fare se hai una cotta per una ragazza? Devi riuscire a piacerle. Per piacere a una ragazza, parla con lei e cerca di piacerle.”

“Se sei alle elementari, cerca di piacere a una ragazza, ma non farla innamorare. Aspetta fino alle medie per cercare di farla innamorare. Altrimenti dovrai starle dietro per un sacco di tempo e potrebbe essere una bella fatica!”

“Le ragazze carine sono come quelle macchine che consumano molto. E se fai buca con una ragazza carina, poi vai fuori di testa”

“Alcune ragazze sono chiaccherone. Alcune sono timide. Scegline una chiaccherona se sei timido. Basterà che tu dica una frase e lei farà tutto il resto.”

“Per farti notare, puoi mostrare le cose in cui vai forte. Ma non esagerare.”

“Se vuoi cominciare a chiaccherare con una ragazza, prima di tutto devi dirle qualcosa tipo ciao. Se lei ti risponde ciao, sei sulla buona strada.”

“Quando decidi di farti avanti, non dire niente di non adatto. Fai battute che le piacciano. Cerca di arrivare al punto. Devi dire le cose giuste al momento giusto. E poi spera che lei la pensi come te.”

 

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Consulente sessuale…? Il matrimonio che vorrei.

Video

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IL MATRIMONIO CHE VORREI (2012), regia di David Frankel, commedia.

Kay (Meryl Streep) e Arnold (Tommy Lee Jones) sono sposati da trentun anni, con figli ormai fuori di casa.

Vivono sotto lo stesso tetto, si parlano appena e dormono in camere separate, inizialmente a causa di un mal di schiena di lui (e quindi per praticità), ma poi la situazione rimane costante per molto tempo.

Quella che per lui sembra essere una convivenza collaudata, è per lei fonte d’infelicità e Kay decide quindi di trascinare il marito a una settimana di costosissima terapia di coppia in cui tentare di riaccendere la scintilla grazie all’aiuto del Dr. Bernard Feld (Steve Carell). Kay paga con i propri risparmi e cerca con ogni mezzo di ritrovare l’intimità sessuale con il marito.

Il film è fatto di sguardi, ironici e drammatici, intensi. Le scene si svolgono quasi tutte in interni: lo studio del consulente sessuale e la camera da letto, che diventano il fulcro della coppia.

Mi è molto piaciuto (grasse risate in sala e qualche lacrima), soprattutto perchè mi ha fatto sorgere diverse domande. Vi invito a vederlo al cinema così che anche voi possiate sollevare alcune questioni in sospeso, che non trovano risposta alla conclusione del film. Io ho molto pensato al tema della bellezza e della competenza, ovvero della considerazione reciproca dei protagonisti.

Il rapporto tra Kay e Arnold nasce in gioventù, lui è l’assistente al docente di economia e lei una bella studentessa. Lui la apprezza per il suo fisico, talmente bella da metterlo in soggezione, ma non altrettanto per le sue capacità in materia economica (infatti i suoi soldi sono amministrati dallo studio del marito).

Questo ritorna più volte nel film: lei non si sente competente, nemmeno a fare il sesso orale (divertente la scena della banana), e l’unica qualità che sa che viene apprezzata dal marito è la bellezza esteriore, per cui soffre di questo in quanto negli anni il suo corpo non è più quello di una volta. L’intimità tra i due viene riscoperta solo quando lui riesce finalmente a guardarla negli occhi e ad accettarla per quella che è.

Forse la terapia che loro affrontano ha un approccio più erotico e meno in quella psicologico. Si ritiene che la coppia abbia comunque un suo equilibrio di base, che non viene toccato, viene solo aiutata a riscoprirlo, qualsiasi esso sia. Si cerca di ritornare come prima, smussare qualche angolo che si è costruito negli anni.

Ogni terapia infatti ha un suo approccio, e un suo costo!

Guardate questo articolo: Usa, New York. Con 240 dollari l’ora vi insegnano a fare sesso come mai prima. Questi due sex coach, Eric Amaranth e Amy Jo Goddard, sono i pionieri di questa “novità che arriva dagli Stati Uniti”. Ma è davvero una novità curiosa che deve essere pubblicizzata come la solita americanata?

Vogliamo parlare della Austrian International School of Sex (qui il sito internet)? L’idea è dell’esperta svedese Ylva Maria Thompson (nella foto), è la prima scuola pratica di sesso: posizioni sessuali, competenze anatomiche, tecniche di petting… in un palazzo del 1700 a Vienna!
Costi? € 1400,00 euro per un semestre,  € 250,00 per i corsi rapidi del weekend.

E in Italia?

In Italia, per fortuna, esiste la FISS, la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica: solamente 6 scuole nel territorio italiano sono federate, i professionisti (medici o psicologi già iscritti all’Albo) possono iscriversi dopo aver compiuto il percorso formativo di 2 o 4 anni che li rende consulenti in sessuologia o sessuologi clinici. Esiste un Albo ufficiale, consultabile on line a questo indirizzo: Albo FISS. Ogni membro dell’Albo è tenuto a seguire il codice deontologico.

Se intendete consultare un sessuologo, assicuratevi che sia iscritto all’Albo corrispondente. Perchè la consulenza, specialmente in questo settore, non sia un’americanata!

30 ottobre 2012 by Il Rosso Ciliegia
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